Come realizzare un sito di qualità

La rete è piena di articoli che spiegano come realizzare siti di qualità, e quindi monetizzabili, ma con poca fatica e seguendo regolette semplicissime. Mi stupisce sempre il successo che hanno questi articoli, e se ne state cercando uno di quel tipo ovviamente non lo troverete qui.

Quelli che vendono successo e soldi facili, negli USA vengono chiamati “snake oil salesmen” ovvero “venditori di olio di serpente”. Probabilmente nei tempi della conquista del West giravano per i paesi degli imbonitori che attiravano creduloni vendendo per pochi centesimi medicine infallibili capaci di curare qualunque male. I rimedi erano appunto composti di olio di serpente. Sono passati i secoli, ma basta guardare pubblicità, corsi, leggere post e articoli per capire quanto sia ancora diffusa la gente credulona, e quanto quindi siano diffusi quelli che ne approfittano.

Quindi regola n°1: non esiste l’olio di serpente. Non esistono rimedi semplici ai problemi, non esistono modi facili di fare soldi, non esistono modi non faticosi di creare cose fatte bene. Se anche esistessero, nessuno ve li venderebbe per pochi soldi.

Sembra banale? evidentemente per molti non lo è, dato che proliferano corsi di “esperti di SEO”, “come fare un blog in una settimana e diventare miliardari”, “ho investito 10 euro seduto in poltrona e guadagno mille euro al giorno”. Queste cose NON ESISTONO. E se anche esistessero, il fortunato scopritore terrebbe il segreto per se. E se anche esistessero, e lo scopritore decidesse di venderle a poco prezzo, in poco tempo non renderebbe più dato che facendolo tutti si azzererebbe il mercato.

Fatta questa doverosa premessa, voglio illustrare il modo corretto e faticoso per realizzare un sito di qualità. Corretto perchè è quello suggerito dal blog di Google stesso, e basato sugli stessi algoritmi utilizzati dal motore di ricerca. Faticoso perchè le cose al mondo hanno un valore che dipende dal tempo e dalla fatica che richiedono per essere fatte.

Ed ecco la regola n°2: non esiste cosa di valore che sia facile da fare per chiunque.

Ora prendetvi un po’ di tempo perchè l’articolo è lunghetto ma credo abbastanza utile: illustrerò infatti le altre regole fondamentali per realizzare un sito di qualità.

Scrivete informazioni attendibili

Quando riportate dei fatti, accertatevi sempre della loro correttezza. Non diffondete bufale. Non diffondete notizie prive di fonti. Non fatevi prendere dalla frenesia di fare del bene o di diffondere la “verità”: documentatevi sempre, cercate se le informazioni sono presenti in siti antibufala (come quello famoso di Paolo Attivissimo). Cercate di sviluppare una sensibilità che vi permetta di capire al volo se una notizia sembra inattendibile.

Scrivete di argomenti su cui avete competenza

Se non conoscete il settore, studiate approfonditamente prima di parlarne. Non siate presuntuosi pensando di poter diventare esperti in pochi giorni o mesi: una persona nella sua vita può diventare competente solo in pochi settori, perchè la competenza richiede anni di studio.

Non duplicate articoli

Intendo non fatelo intenzionalmente variando solo poche parole e pensando che i motori di ricerca siano stupidi e non se ne accorgano. Se pensate di essere più furbi di Sergey Brin e Larry Page (i fondatori di Google) e di poterli fregare, allora sarete senz’altro in grado di guadagnare 20 miliardi di dollari prima di compiere 35 anni. Non lo avete fatto? Ecco, sono più furbi loro :-)

Scrivete bene

Dovete scrivere in maniera formalmente corretta. Curate ortografia, sintassi, costruzione logica, stile e forma. Se non sapete scrivere in italiano corretto, purtroppo il mondo del blog professionale non fa per voi. Io non posso fare la hostess (perchè sono maschio con la barba e anche un bel po’ di pancia), e se uno non sa i congiuntivi e non è in grado di trasformare le idee in parole in una forma corretta, non può fare il blogger (sono sicuro che qualche errore mi scapperà proprio in questo paragrafo, ma se lo trovate sappiate che l’ho fatto apposta).

Scrivete per la gente non per i motori di ricerca

Focalizzatevi su chi vi legge, vogliate bene ai lettori, sforzatevi di fornire un servizio utile. Se proprio non potete fare a meno di seo, keywords, etc, fatelo  alla fine, per aggiungere la ciliegina sulla torta. Ma non pensate neanche per un attimo che la ciliegina possa sostituire la torta.

Siate originali

Su internet è impossibile essere davvero originali. Nel senso che qualunque cosa vi venga in mente, è già stata trattata. Però esiste un approccio sincero e onesto, che è quello di avere un’idea e presentarla agli utenti, lavorandoci sopra e creando qualcosa di buono, e un approccio scorretto che è quello di andare alla ricerca di cose da copiare e modificare leggermente. Se non create contenuti originali ma semplicemente scopiazzate e modificate leggermente, allora siete dei loser (perdenti) e google vi penalizzerà senza pietà e non verrete trovati neanche se vi cercano per nome e cognome.

Confrontatevi con gli altri

Dovete conoscere tutti quelli intorno a voi che trattano gli stessi argomenti. E dovete cercare di fare meglio e di più, o di affrontare gli argomenti in modo più originale. Dovete trovare un motivo per cui la gente preferisca andare da voi rispetto alla “concorrenza”. Se pensate di essere i migliori ma la gente continua a preferire altri, allora o non siete i migliori, o non sapete analizzare bene. Nella rete non esistono raccomandati, amici, nepotismo: la gente va dove preferisce e dove trova ciò che cerca: offriteglielo!

Controllate la qualità dei contenuti

Se non siete i soli a scrivere sul sito, controllate e verificate anche il lavoro degli altri. Costa fatica, ma è necessario per evitare che una mela marcia (per esempio un autore che copia oppure scrive male) rovini il vostro lavoro e la vostra fatica.

Siate autorevoli e professionali

Non scendete mai a compromessi. Siate sempre disposti a ritrattare, correggere e chiedere scusa, pur di offrire informazioni corrette. L’autorevolezza si guadagna non con l’orgoglio e l’ostinazione, ma con la capacità di sapersi mettere in discussione per essere sempre al servizio del lettore.

Non utilizzate mai il blog per scopi personali. Non cedete a provocazioni, offese, voglie di vendetta. Il blog deve trattare l’argomento che si è prefissato, senza scuse, divagazioni, giustificazioni.

Avete scritto uno o più post per dire che uno vi ha copiato un articolo o che un altro vi accusa ingiustamente di qualcosa? Avete sbagliato. Non esiste un giornale, una rivista, una pubblicazione, un blog autorevole che io conosca che ceda a questa tentazione. Se lo fate vi appiccicate automaticamente un marchio da dilettanti. Anche se avete ragione.

Siate interessanti

Cercate di guardare dall’esterno ciò che avete appena scritto. Lo consigliereste ad un amico? Mettereste il “mi piace” su facebook? Ne siete orgogliosi? Ritenete che sia davvero utile? Queste domande vi faranno capire subito se il post merita di essere pubblicato o no. A me fa impazzire quando mia figlia fa la faccia da papera, ma se pensassi di poter monetizzare un blog con le smorfie di mia figlia sarei pazzo: le sue foto le metto su facebook per gli zii e i nonni, e sul blog scrivo cose che spero possano interessare ad un’audience più ampia.

Ciò che scrivete deve far venir voglia ai visitatori di inserirvi nei bookmarks, consigliarvi agli amici, condividere su facebook.

Immedesimatevi in un estraneo

Siete un estraneo che entra per la prima volta nel vostro blog. Vi fidereste? Riterreste il sito affidabile? Dareste il numero della vostra carta di credito per acquistare qualcosa? Gli articoli vi sembrerebbero corretti, interessanti e originali? Scrivereste all’autore per fare una chiacchierata? Siete in grado di godere di un singolo articolo senza conoscere vita, morte, miracoli, soprannomi di figli e familiari, riferimenti al passato e a cose segrete e dette a metà?

Ogni post deve vivere di vita propria, e un estraneo deve poter capire e commentare anche solo quel singolo post.

Siate onesti sulle sponsorizzazioni

Indicate sempre e in maniera inequivocabile se state parlando di qualcosa per cui siete stati pagati o retribuiti, o per cui avete comunque ricevuto dei vantaggi. Se parlate del ristorante di vostro cugino, ditelo. Se state illustrando un prodotto di cui avete ricevuto un omaggio, ditelo. Se l’articolo è sponsorizzato, se pubblicizza prodotti o servizi, se è parte di un piano di marketing, ditelo sempre. Non c’è nulla di male a farlo, e nessuno deve permettersi di giudicarvi se lo fate (internet è molto democratico su questo, se un sito non piace basta non visitarlo più). Ma non imbrogliate i lettori e ditelo sempre chiaramente.

Curate i dettagli e cercate di offrire il meglio

I link devono funzionare correttamente, le immagini e le foto devono essere belle, il layout del sito deve essere ben fatto. Ogni dettaglio è importante e viene percepito.

Ma come fai a sapere tutte queste cose?

La domanda sorge spontanea. Ovviamente non ho la presunzione di sapere tutto e di poter fornire informazioni corrette senza rispettare le regole che ho illustrato, prima fra tutte quella di controllare e rispettare le fonti e di fornire informazioni autorevoli. Tutti i punti che ho indicato infatti sono estrapolati da un articolo di Google Italia che si intitola: “Altre indicazioni per la realizzazione di siti di alta qualità“.

Il metodo che utilizza Google per valutare la qualità di una pagina, e quindi per decidere se posizionarla nei primi posti dei risultati di ricerca, è basato proprio su queste regole. Purtroppo per chi voleva “vincere facile” sarà dura, perchè richiedono tutti impegno e lavoro. Ma per chi ha realmente qualcosa da offrire ed è disposto a lavorare duro ed impegnarsi, non sono altro che uno stimolo per continuare a fare del proprio meglio per offrire contenuti interessanti e  farsi apprezzare dai lettori.

Commenti

  1. natixdelinquere dice:

    una sintesi perfetta. che bravi siete sempre!

  2. Cose che uno non dovrebbe dimenticare mai!

  3. Ciao! Bell’articolo come sempre.
    Anche io credo che sia già difficile essere originali in rete ma trovo che ci sia poco coraggio di rischiare e di esporsi. Stamattina ho postato proprio su qs. Essendo formatrice e idealista mi piace pensare che il blog sia un’impronta digitale invece vedo molte persone che tendono a percorrere strade già battute da altri che hanno avuto successo (e tu e Barbara davvero fate scuola di blog in qs senso perchè ne sapete eccome!) ma noto una spersonalizzazione-omologazione pericolosa.
    Sul ‘vittimismo’ delle idee copiate può essere un modo come un altro, per proporre argomenti di discussione e chiamare visite e lettori e commenti. Questione di scelte. ;-)

  4. Grazie Nestore, di questa lucida analisi; queste tue belle lezioni, le aspetto sempre impazientemente, per valutare il mio lavoro con occhio critico visto che mentre sono presa dal sacro fuoco del ticchettio notturno rischio di dimenticare i postulati, i fondamentali.

  5. Grazie molte. Bello e utile! As usual!

  6. E’ dura fare n blog come si deve eh! Grazie! Lo so che è poco virtuale, ma lo sai che mi sto facendo una sorta di libro RETELAB con le cose da ricordare sempre (applicarle è un altro paio di maniche!)
    Alla prossima!

  7. bellissimo post come sempre ^^

  8. ogni tanto vengo a ripassare :D, mi sa che devo aggiustare ancora qualcosa :P

  9. grazie mille per i consigli. io sono veramente all’inizio, devo migliorare soprattutto la grafica e inizare a capirci qualcosa di SEO ma mi sono ripromessa di essere integerrima e originale nei contenuti, che senza di quelli puoi avere grafica carina e keywords quanto vuoi ma….

  10. Vi ho seguito in silenzio per tutti mesi, che ero incinta di mio blog. Più di un mese fa l’ho partorito e, se la mia creatura non è troppo brutta lo devo a voi. Non so, se diventerà mai qualcosa di grande, adesso non voglio neanche pensare, mi diverte troppo già averlo e cerco di fare le cose per bene. Grazie per tutte dritte che ci avete dato!

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  1. [...] matematiche incontrovertibili. Quindi i prodotti e i servizi buoni hanno un costo e non esiste l’olio di serpente (ovvero un rimedio facile ed economico a un problema [...]

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