Scrivere costa fatica

professione blogger: scrivere costa fatica

Questo articolo racconta la differenza tra entusiasmo e fatica. A differenza dei miei soliti post, oggi non voglio infondere ottimismo o dare la carica: voglio piuttosto mettere l’accento sulla fatica, sulla frustrazione, su ciò che ci impedisce di crescere. Sulle difficoltà del blogger che intende avviare una professione online tramite il suo blog.

Non conto più le email o le telefonate di chi si sente entusiasta della sua idea e, giustamente, vuole realizzarla.
- Ho avuto questa bellissima idea! Adesso che faccio? Quanto costa? Mi dici come realizzarla? Mi dai un consiglio?

Tra le domande che spesso mi vengono poste, manca sempre quella fondamentale, che dovrebbe essere rivolta a se stessi: quanto tempo posso dedicare alla mia passione?

Nella maggior parte dei casi, ahimè, si inizia con molto entusiasmo, magari riempiendo il blog di rubriche e categorie, o addirittura aprendo più di un blog a seconda degli argomenti da trattare.
Poi ci si scontra con la realtà: scrivere costa fatica.

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L’importanza di progettare

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Nella vita ci sono pochissime cose che possono essere fatte bene senza pianificazione e progettazione.

Progettare significa mettersi a pensare e organizzare ciò che si vuole fare. Crearsi una visione di ciò che succederà intraprendendo determinate azioni. Suddividere un problema in tanti sottoproblemi e trovare gli strumenti adatti per gestirne ognuno. Avere una visione definita delle azioni da intraprendere e delle cose che succederanno in seguito a quelle azioni.

Mi accorgo che nello sviluppo di siti web spesso si parte e si procede alla giornata, senza avere realmente un progetto, un obiettivo, delle scadenze, dei checkpoint. Senza aver definito i problemi e le modalità per superarli.

Un progetto web non differisce da qualunque altro progetto, e senza adeguata pianificazione non porterà da nessuna parte. Sarà un semplice diario, o applicazione, per la quale gli utenti non avranno alcun interesse.

Il tempo per progettare può essere trovato molto più facilmente del tempo per produrre, perchè tutto quello che serve è il cervello e un blocco per appunti o un computer portatile. Scrivo questo articolo proprio prima delle vacanze di Pasqua perchè le vacanze sono un ottimo periodo per progettare e pianificare: si è più rilassati, con meno attività pratiche da portare avanti, ci si può dedicare a immaginare e sognare, che sono attività fondamentali per progettare bene.

Quindi vi lascio  alcuni punti su cui ragionare e i compiti per le vacanze: progettate! Ovviamente, non mi stanco mai di ripeterlo, anche queste considerazioni valgono se il vostro obiettivo è quello di diventare professionisti. In caso contrario, sperimentate e divertitevi.

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Perché il mio sito non ha successo

Quante volte ci siamo fatti la domanda: “perchè il mio sito non ha successo?“ Analisi delle statistiche, SEO, seminari… eppure le visite non accennano a crescere.

Il mio approccio è sempre quello di chi si accorge di un errore e vuole risolvere un problema: se invece pensate che il mondo ce l’abbia con voi, che è solo questione di fortuna, che tanto non c’è nulla da fare, allora vi consiglio di lasciar perdere e investire i soldi in un azzardo vero, almeno in quel caso l’adrenalina è garantita.

L’approccio giusto per affrontare un insuccesso non è quello di trovare scuse, ma quello di individuare problemi e trovare soluzioni. Se c’è qualcuno che ce l’ha fatta, ce la posso fare anch’io. Devo solo trovare il metodo giusto, e impegnarmi al massimo.

Al mondo ci sono persone che vincono alla lotteria (uno su un milione), persone che sperano di vincere alla lotteria e non fanno nulla per migliorare la propria situazione (il 99%), e persone che si impegnano per essere artefici del proprio destino. Perchè il proprio sito (ma anche qualunque altro aspetto della vita) abbia successo, bisogna sforzarsi di essere artefici del proprio destino.

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Outsourcing per il blogger professionista

professione-blog-outsourcing-servizi

Outsourcing: è in economia l’insieme delle pratiche adottate dalle imprese di ricorrere ad altre imprese per lo svolgimento di alcune fasi del processo produttivo.

[wikipedia, voce Outsourcing]

Uno dei principali ostacoli al successo, in qualsiasi campo, ma soprattutto in Rete, è la smania di voler risparmiare, e dunque fare tutto da soli.
- Apro un blog su blogstpot: è gratis. Io senza investimenti lo trasformerò in un lavoro redditizio.

In Rete noi spesso percepiamo  una necessità o volontà di fare sempre tutto da soli. Perché?
Forse proprio perché la Rete è accessibile, una connessione veloce costa poco, un PC si può comprare al supermercato, un blog si può aprire gratis in 3 passaggi.
Forse anche perché ciascuno di noi nutre una sincera e onesta presunzione: e che ci vuole? Sono capace anche io di scrivere quell’articolo, anzi, avrei potuto scriverlo meglio. E infatti, nella maggior parte dei casi, ciò è probabilmente vero.

Ma gestire un sito professionale non è solo questione di scrivere bene: servono lavori accessori come contabilità, amministrazione, marketing, gestione tecnica, controllo delle fonti, servizi di backup,  servizi di monitoraggio, servizi di condivisione di informazioni, gestione di gruppi, fatturazione, fornitura di assets come: foto, immagini, template, scripts, etc

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Come realizzare un sito di qualità

La rete è piena di articoli che spiegano come realizzare siti di qualità, e quindi monetizzabili, ma con poca fatica e seguendo regolette semplicissime. Mi stupisce sempre il successo che hanno questi articoli, e se ne state cercando uno di quel tipo ovviamente non lo troverete qui.

Quelli che vendono successo e soldi facili, negli USA vengono chiamati “snake oil salesmen” ovvero “venditori di olio di serpente”. Probabilmente nei tempi della conquista del West giravano per i paesi degli imbonitori che attiravano creduloni vendendo per pochi centesimi medicine infallibili capaci di curare qualunque male. I rimedi erano appunto composti di olio di serpente. Sono passati i secoli, ma basta guardare pubblicità, corsi, leggere post e articoli per capire quanto sia ancora diffusa la gente credulona, e quanto quindi siano diffusi quelli che ne approfittano.

Quindi regola n°1: non esiste l’olio di serpente. Non esistono rimedi semplici ai problemi, non esistono modi facili di fare soldi, non esistono modi non faticosi di creare cose fatte bene. Se anche esistessero, nessuno ve li venderebbe per pochi soldi.

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Fattore umano

Spesso quando si pensa di aprire un blog si pianificano moltissimi aspetti:

  • quelli economici: i costi diretti, e quelli indiretti dovuti a mancati guadagni nel periodo di startup;
  • quelli tecnici: ovvero dominio, hosting, manutenzione e assistenza, SEO;
  • quelli commerciali: contratti,pubblicità, finanziamenti e angel investors;
  • quelli editoriali: contenuti, organizzazione, piani editoriale;

E di tutto questo abbiamo parlato e approfondiremo sicuramente con il tempo.

L’aspetto che si considera meno è il fattore umano: questo errore è comune nella pianificazione di tutte le attività di tipo imprenditoriale.

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L’ottimismo del blogger

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Pensiero rivoluzionario: per fare il blogger professionista occorre innanzitutto ottimismo. Ottimismo, sì: quell’atteggiamento tanto bistrattato e ridicolizzato da tutti, quell’inclinazione ad essere considerati sempre un po’ più tonti degli altri perché ci si prende meno sul serio.

Ogni giorno qualcuno vi dirà che i blog sono morti, oppure che i blog sono risorti. Poi ci sarà l’articolo sulla morte dei banner; no, i banner risorgeranno anche loro. Il SEO? Morto, Kaputt, Aufedersein.
E si parlerà della morte di FB, poi di twitter che viene invaso dai VIP, poi di Google+. Poi arriverà il Panda Update e molti vi diranno che sarà una sciagura, e da ora in poi le vostre visite caleranno e che Google ha il monopolio della vostra vita e allora non va per niente bene, dovete diversificare, per esempio buttandovi sugli Ebook, guardando ad Amazon, o strizzando l’occhio al mobile o inventando APP.
Dopo vi diranno che Pinterest è un socialnetwork che aumenterà la vostra link popularity, o che Friendfeed è morto pure lui e Tumblr era morto già prima di nascere.

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Il Blog-Curriculum

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Tempo fa abbiamo individuato 7 modi (+1) di guadagnare con Internet, e tra questi avevamo elencato il Blog-Curriculum:

Monetizzazione dalla Rete all’Offline, con la creazione di un Blog-Curriculum.

Un commento di ITmom sull’articolo Guadagnare con il blog, ha riportato l’attenzione su questo modo di pensare alla Rete, e al proprio blog:

Il blog mi serve ad aprire varie porte, mi obbliga allo studio continuo, e diventa il biglietto da visita oltre che creare i contatti che poi diventano lavoro.

Ecco un esempio concreto delle infinite possibilità che la Rete ci offre: non dobbiamo pensare che si possa lavorare in Rete con la sola presenza banner, ma possiamo allargare i nostri orizzonti con varie attività lavorative, che spesso sono ancora da inventare.
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Come cercare informazioni su Internet

Il 90% delle volte che viene richiesta una consulenza specialistica su qualche particolare problema tecnico, la soluzione è già sulla rete.

Ci si può chiedere perchè la gente e le aziende siano disposti a pagare per qualcosa che è già là a disposizione: il fatto è che in molti settori le cose sono là belle pronte, ma evidentemente solo chi è dentro il settore da anni le sa riconoscere e scovare facilmente. Basti pensare all’antiquariato, al fiuto per gli affari, alla compravendita di immobili, e così via. Se fosse così semplice scovare il mobile di valore, finanziare il business di successo, comprare o vendere una casa, lo farebbero tutti senza pagare intermediari. Il motivo per cui la gente si rivolge ad uno specialista, è che lo specialista in decenni di esperienza ha accumulato una serie di conoscenze e ferri del mestiere che gli permettono di trovare prima e meglio ciò che serve.

In molte situazioni però alcune piccole conoscenze e trucchetti possono aiutare a trovare in fretta soluzioni ai problemi senza bisogno di impazzire o di ricorrere a consulenze specializzate. Ecco quindi alcuni consigli.

1. Focalizzare il problema

Bisogna saper descrivere in breve ciò che si cerca. Se non conoscete bene il settore, dovreste fare una pre-ricerca per trovare i termini giusti per definire il problema. Spesso non riesco a capire neanche io che cosa mi viene richiesto, figuriamoci se lo può capire un motore di ricerca :-)

focalizzare significa quindi: trovare il modo corretto di esporre il problema, usando i termini tecnici corretti.

2. Suddividere il problema

Se il problema è complesso, suddividetelo in una serie di piccoli problemi. Sarà più semplice trovare una soluzione per ognuno di essi, piùttosto che una soluzione globale all’intero problema.

3. Gli strumenti

Il più utilizzato è ovviamente Google. Non dimenticate però che esistono anche altri motori, come per esempio Yahoo o Bing, che anche se dispongono sicuramente di meno informazioni rispetto a Google, le presentano in modi diversi, quindi in alcuni casi possono essere anche più utili.

Esistono poi strumenti di ricerca specializzati (IMDB per film e attori, per esempio, o StackOverflow per la programmazione, e così via).

Ci sono poi i forum specialistici: spesso conviene iscriversi perchè non sempre il contenuto è aperto ai  motori di ricerca.

Spesso la risposta non si trova, sarà quindi necessario porre una domanda in qualche forum o blog, o utilizzare strumenti di ricerca social.

4. Come cercare sui motori di ricerca

Prima di tutto se non sapete l’inglese vi tagliate il 90% di possibilità di trovare risposta, soprattutto in campo tecnico. L’inglese al giorno d’oggi è il principale bagaglio di conoscenza che deve avere chi vuole lavorare sulla rete. internet è in inglese, i software sono in inglese. Se non sapete l’inglese oggi, sarete seriamente penalizzati se volete lavorare su Internet.

Quindi potete effettuare qualche prima ricerca in italiano, ma se non trovate risultati effettuate nuovamente la ricerca in inglese. Imparate ad usare gli operatori di ricerca che vi mette a disposizione il motore, in modo da estringere la ricerca il più possibile. Provate delle variazioni sul tema. Tenete un log dei risultati trovati (ovvero segnatevi irisultati più interessanti, e anche le chiavi di ricerca utilizzate).

Se ancora non avete trovato risultati, provate variazioni che a occhio vi sembrano più probabili.

Usate anche “strumenti trasversali”, che possano farvi venire altre idee. Per esempio Barbara spesso cerca su google images per poi cliccare sule immagini e trovare nuove fonti di ispirazione o nuovi modi di porre il problema.

5. Come fare domande nei forum

Se proprio vi sembra di essere i primi del mondo ad avere quel particolare problema, e nonostante abbiate seguito per filo e per segno i punti 1 – 2 – 3 e 4 non avete trovato risposta (capita forse una volta su mille), allora potete provare a richiedere in qualche forum. Ecco alcune regole da seguire:

  1. Non fate cross-posting, ovvero non chiedete la stessa cosa a raffica su forum diversi. E’ da maleducati.
  2. Non fate l’esordio in un forum con una domanda: quelli da una domanda e via sono odiati nei forum.
  3. Non chiedete risposte via mail: è ancora più maleducato del cross-posting. Il forum è uno strumento collaborativo e di utilità sociale, e le risposte si chiedono in pubblico.
  4. Date la maggior quantità di informazioni possibile per inquadrare il problema.

6. Come fare domande nei blog

Anche qui usate la massima gentilezza possibile, in particolare non fate domande off-topic, ovvero che non c’entrano niente con il contenuto del post.

Prima di fare una domanda accertatevi che non se ne sia già parlato nel blog, utilizzando il motore di ricerca interno.

7. Ricerca social

Negli ultimi tempi si è diffuso un altro sistema di ricerca: utilizzare twitter, facebook, friedfeed o altro, quindi in pratica porre la domanda sulla propria bacheca e attendere che qualcuno risponda. Spesso funziona, quindi anche questa è una carta da giocare.

Ovviamente questo sistema può essere utilizzato se si è già introdotti a livello social, e se si cerca sempre di essere  utili agli altri.

 8. Filtrare i risultati

Questa è la parte più difficile, che può essere fatta bene solo se si ha un profonda conoscenza della rete e una sensibilità che si può acquisire solo con l’esperienza: una volta il problema era quello di trovare le informazioni: ora invece il problema è quello di scremarle, filtrarle, eliminare quelle false e saper riconoscere a colpo d’occhio quelle corrette.

Solo una continua, costante e coinvolgente esperienza nella rete potrà insegnarvi a discriminare le informazioni e a estrarre ciò che è utile dal rumore di fondo.

 

La giornata tipo di un blogger

orario di lavoro blogger professione

Organizzazione, timing serratissimo e divisione dei giorni in progetti: questa è la mia giornata lavorativa come blogger, e anche come piccola ‘imprenditrice’ (?), visto che noialtri, oltre a essere blogger, facciamo anche sviluppo web.

Ma come si svolge la giornata tipica della blogger professionista? Come si svolgeva la mia giornata quando ero solo una blogger?

Innanzi tutto, una premessa: il blogger professionista lavora più ore di un dipendente. La mia media di ore lavorate era di circa 70 ore settimanali, festivi compresi. Tutte ore che vengono tolte al riposo: se intraprenderete questa professione, forse vi abituerete a dormire al massimo 5-6 ore per notte.

[Continua...]