Come realizzare un sito di qualità

La rete è piena di articoli che spiegano come realizzare siti di qualità, e quindi monetizzabili, ma con poca fatica e seguendo regolette semplicissime. Mi stupisce sempre il successo che hanno questi articoli, e se ne state cercando uno di quel tipo ovviamente non lo troverete qui.

Quelli che vendono successo e soldi facili, negli USA vengono chiamati “snake oil salesmen” ovvero “venditori di olio di serpente”. Probabilmente nei tempi della conquista del West giravano per i paesi degli imbonitori che attiravano creduloni vendendo per pochi centesimi medicine infallibili capaci di curare qualunque male. I rimedi erano appunto composti di olio di serpente. Sono passati i secoli, ma basta guardare pubblicità, corsi, leggere post e articoli per capire quanto sia ancora diffusa la gente credulona, e quanto quindi siano diffusi quelli che ne approfittano.

Quindi regola n°1: non esiste l’olio di serpente. Non esistono rimedi semplici ai problemi, non esistono modi facili di fare soldi, non esistono modi non faticosi di creare cose fatte bene. Se anche esistessero, nessuno ve li venderebbe per pochi soldi.

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Come migliorare onestamente il proprio posizionamento sui motori di ricerca

SEO-blogstar

Come dico sempre: il SEO (search engine optimization = ottimizzazione per i motori di ricerca) non è un segreto, ma un lavoro serio e soprattutto ‘personale’.

Non ho mai studiato come SEO specialist, eppure le mie chiavi di ricerca sono invidiabili.
Sono forse un genio? No, purtroppo non lo sono.

Sono solo una brava utilizzatrice di Internet e dei motori di ricerca. Da profana, ecco il motivo per cui non ho mai voluto ricorrere a un SEO specialist, ma piuttosto investire denaro (tanto) su ottimi server dedicati e ottime attrezzature: perché io scrivo per le persone, e non per i motori di ricerca.

Essere bene indicizzata sui motori di ricerca è solo la conseguenza, e non l’obiettivo, di ciò che faccio: io scrivo perché amo scrivere, perché amo il mio lavoro e amo le persone.
E scrivo da persona.

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3 cose che non devono mai mancare in un blog

Ogni giorno seguo i feed di migliaia di blog e siti, e a dire il vero non mi bastano mai. Leggere i blog altrui fa parte del mio aggiornamento continuo: è importante sapere cosa dicono e cosa fanno gli altri, è divertente tenersi in contatto, è cortese lasciare commenti ai propri blog preferiti.

Ma non si può seguire tutto, e la marea di informazioni è ogni giorno più grande. Questo implica una scrematura, che quotidianamente va fatta sulle proprie letture, per leggere ciò che davvero ci sembra interessante.
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Checklist per pubblicare un post

Che cosa distingue i professionisti dagli hobbisti? sicuramente molte cose, ma secondo me la differenza fondamentale è una: i professionisti hanno delle procedure, gli hobbisti no. Quindi se vogliamo diventare professionisti, dobbiamo adottare delle procedure.

Le procedure non sono altro che sequenze di attività che possano essere ripetute senza commettere errori. A me piace scriverle: ho sempre fatto lavori che richiedono l’utilizzo del cervello per ragionare più che per memorizzare,  e non riesco proprio a sprecare neuroni per ricordare liste di cose :-) . Molto più semplice scriverle, così nel tempo si possono migliorare, correggere, aggiustare, sino ad avere una sequenza precisa.

La sequenza di attività per pubblicare un post corretto non è banale:  Barbara preferisce tenerla a mente che scriverla. Io che sono pigro e smemorato  ho scritto una checklist e sono sicuro che tornerà utile anche a molti di voi.

Ecco la mia checklist attuale:

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I punti cardine per aumentare le visite di un blog

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Molti autorevolissimi blog centrati sulle tematiche SEO (search engine optimization), che anche io personalmente leggo con piacere, partono dall’assunto che l’ottimizzazione per i motori di ricerca sia indispensabile per un blogger, e vada fatta in modo professionale.

Sono d’accordo: alcuni elementi di SEO sono fondamentali (e li vedremo…) e vanno studiati con passione e con rigore, oserei dire. Concetti (che poi approfondiremo), come title, alt, description e keyword. Ad esempio.

Tuttavia, secondo il mio personale parere, il SEO è solo l’involucro attraverso cui viene presentato il contenuto.
Content is the King.
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Posso commentare il tuo blog?

come commentare i blog

Lettrice compulsiva di feed all’appello (non preoccupatevi, poi parliamo anche di feed, è una promessa). Compulsiva significa che mi vanto di leggere qualche migliaio di blog al giorno, attraverso i feed, e poi cerco di: commentare a proposito quando mi sento veramente attratta dalla conversazione e linkare sulla mia homepage gli articoli che magari non ho il tempo di commentare, ma ritengo meritevoli di essere condivisi.

Perché lo faccio? Perché il blog è la mia passione, il mio amore profondo, la mia fucina delle idee. Leggere gli altri blog fa parte del mio lavoro, ma rappresenta anche una fonte di gioia, di felicità. Mi piace. E’ uno di quei tipici lavori che mi sento fortunata a dovere e volere fare.

In tutto questo, ovviamente, c’è un risvolto problematico: il tempo. La lettura dei feed, che – come ho detto – considero parte del mio lavoro, occupa tanto del mio tempo. Quindi io leggo, a volte scorro velocemente gli articoli che in quel momento mi interessano un po’ meno, apro i blog, commento, ricerco… e a volte incontro dei problemi.
Uno fra tutti: la possibilità di commentare velocemente.

Molti blog hanno una serie di protezioni per la gestione dei commenti: login richiesto, inserimento del codice captcha (che spesse volte risulta illeggibile e va dunque ricaricato), moderazione del commento.
Questo significa che bisogna essere veramente, ma veramente motivati, per lasciare un commento, quando è necessario autenticarsi (su blogspot, a differenza ad esempio di wp self hosted, bisogna riloggarsi tutte le volte) e anche indovinare la parola antispam.
Certe volte, lo ammetto, io desisto. Mi scoraggio. Certe volte avrei qualcosa da dire, o un apprezzamento da fare, ma mi tiro indietro e chiudo la scheda del browser, perchè il tempo occorrente a lasciare un commento non è proporzionale alla serietà del mio commento. Per dire: che bello, ti faccio i miei complimenti!… ci può volere davvero più di un minuto del mio tempo?
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