Lavorare richiede fatica

lavorare costa fatica

Quelli che:
– il blog è un mestiere facile, adesso lo faccio, adesso ne apro uno adesso vado… no, resto.

– ho tantissimo bisogno di lavorare, scrivo da casa, adesso apro il mio blog, adesso scrivo… non ce la faccio.
– si tratta solo di scrivere, sono bravo a scrivere, adesso mi faccio venire l’idea… non ho idee.
– ho sempre amato scrivere, scrivere è la mia passione, adesso vedrai faccio il botto… no, mi è scesa la catena.

La verità è che noi possiamo insegnarvi (a nostro modo) come far crescere un blog e monetizzarlo, ma non possiamo insegnarvi la fatica, la dedizione, la passione, la testardaggine, la costanza, la determinazione.

Noi possiamo insegnarvi a scrivere un post formalmente corretto, con i titoli e i tag al posto giusto, ma non possiamo insegnarvi la passione, l’amore, la gentilezza, la partecipazione.

Noi possiamo insegnarvi gli step per scattare e pubblicare foto professionali,  ma non possiamo insegnarvi le inquadrature, la poesia, lo sguardo, il momento che viene catturato nella sua perfezione.

Lasciate perdere. Non aprite un blog, fatelo per voi stessi, se non sapete fare fatica, e se non avete una passione smisurata per questo lavoro, o vi manca l’affetto per il genere umano. Queste sono cose che non si insegnano: funzionano quando sono dentro di voi.

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Ribbet: la vera alternativa a Picnik

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Ho parlato tanto della chiusura di Picnik, perché possedevo un abbonamento premium e lo utilizzavo anche per lavoro. La sua chiusura per noi è stata un brutto colpo: ho sempre ritenuto che il team di sviluppatori di Picnik fosse composto da menti superiori. E infatti sono stati acquisiti da Google… quindi evidentemente erano geniali per davvero.

Alla ricerca delle vere alternative a Picnik, mi sono imbattuta in Ribbet!. Non scherzo se vi dico che credo di essere stata tra le prime 50 persone al mondo ad essersi iscritta al sito, in attesa che diventasse operativo.

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Marketing e bisogno indotto

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Una volta si diceva che il marketing e la pubblicità creano bisogni indotti: io ti rendo indispensabile, o piacevole, una cosa che non ti serve, o non ti interessa particolarmente.

Su questo assunto, molti ancora oggi credono che basti un banner per indurre un bisogno. Ammettendo di pensare ai propri utenti web come a sprovveduti pronti a seguire fedelmente e senza intelligenza critica qualunque cosa si propini loro.

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MomClass: I Giveaway in Italia

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[Questo post è in continuo aggiornamento, è il frutto della mia opinione personale, e non rappresenta un parere legale.]

E parliamone, dai. Quando su Mommit, più di un anno fa, osai parlare dei giveaway, ci fu chi mi mandò email per dirmi: Ma come osi? Perché dici queste cose? In questo modo ci danneggi tutti!
La mia risposta, e la mia filosofia, è sempre stata: io preferisco avere gli strumenti per conoscere, per imparare, e per fare una valutazione quanto più oggettiva possibile. In questo modo ciascuno può mettere sul piatto della bilancia i rischi e i benefici, e decidere cosa ritiene meglio per se stesso.

A un anno di distanza, mi sento di ribadire la mia opinione iniziale: secondo me i giveaway in Italia non si possono fare se c’è di mezzo un’azienda che si promuove attraverso il vostro blog.
[Non sono una avvocata, posso sbagliare. Lo scrivo, casomai foste in cerca di certezze.]

Li abbiamo fatti, i giveaway: io credo che abbiamo sbagliato, eravamo ignoranti. Ma dagli errori si può sempre imparare qualcosa, soprattutto per rispettare quel tanto amato Codice delle Buone Pratiche dei Blogger che abbiamo tutte (noi mammeblogger, ndr) preparato, e che alla fine si è rivelato essere, al momento, l’unico Codice di Autoregolamentazione italiano per i blogger.

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MomClass: Le caratteristiche di un blog professionale

Durante il Social Family Day del 9 Giugno, svoltosi a Milano con l’impeccabile organizzazione di Fattoremamma, noi di ReteLab abbiamo presentato due corsi base sui temi del blogging professionale.

Come più volte abbiamo detto, il termine professionale non implica che il blog debba diventare per tutti una professione: anche un hobby può essere svolto professionalmente, se si mettono in moto piccoli accorgimenti.

Il nostro corso è stato una piccola infarinatura di buon senso, basata sulla nostra esperienza personale, e sui risultati che abbiamo ottenuto per noi stessi: abbiamo cercato di raccontare uno dei possibili modi per fare blog.

Siccome il numero dei partecipanti era limitato, abbiamo pensato di pubblicare un piccolo riassunto dei temi trattati: le lezioni complete entreranno a far parte della piattaforma di ReteLab, che speriamo di aprire presto (prima o poi dovremo pur uscire dalla fase beta, pure noi…).

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Alternative a Picnik: PicMonkey

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Abbiamo aspettato molto, e poi finalmente è arrivata anche la vera alternativa a Picnik: PicMonkey. In questo mese, dopo la chiusura di Picnik (19 Aprile), qui in ufficio abbiamo utilizzato Photoscape. Ha fatto il suo dovere, ma… non era Picnik.

In questi mesi ho tenuto d’occhio tre realtà, in particolare, che promettevano di diventare la vera alternativa a Picnik, soprattutto in fatto di collage:
– Aviary: http://www.aviary.com/
– PicMonkey: http://www.picmonkey.com/
– Ribbet:  http://www.ribbet.com/

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Scrivere costa fatica

professione blogger: scrivere costa fatica

Questo articolo racconta la differenza tra entusiasmo e fatica. A differenza dei miei soliti post, oggi non voglio infondere ottimismo o dare la carica: voglio piuttosto mettere l’accento sulla fatica, sulla frustrazione, su ciò che ci impedisce di crescere. Sulle difficoltà del blogger che intende avviare una professione online tramite il suo blog.

Non conto più le email o le telefonate di chi si sente entusiasta della sua idea e, giustamente, vuole realizzarla.
– Ho avuto questa bellissima idea! Adesso che faccio? Quanto costa? Mi dici come realizzarla? Mi dai un consiglio?

Tra le domande che spesso mi vengono poste, manca sempre quella fondamentale, che dovrebbe essere rivolta a se stessi: quanto tempo posso dedicare alla mia passione?

Nella maggior parte dei casi, ahimè, si inizia con molto entusiasmo, magari riempiendo il blog di rubriche e categorie, o addirittura aprendo più di un blog a seconda degli argomenti da trattare.
Poi ci si scontra con la realtà: scrivere costa fatica.

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L’importanza dei no

professione blogger: importante rifiutare lavori sottopagati

Come diciamo sempre, non esistono veri segreti per lavorare sul web, o per fare i blogger: esistono competenze, idee, buona volontà, lavoro duro.
Esiste un modo di essere intraprendenti, o di investire in progetti innovativi, o credere in visioni del futuro che ancora non sono state pensate. Esiste un modo di investire su se stessi, sulle proprie idee e competenze. Si chiama: fare i liberi professionisti.

Ma, più di tutto, esiste un modo di vincere e di perdere, e questo si applica nel lavoro come nella vita.

Chi è libero professionista è maggiormente esposto a questo rischio: vincere e perdere diventa una lotta quotidiana.
L’ottimismo è la caratteristica essenziale per voltare pagina ogni sera, fare un bilancio della giornata e non scoraggiarsi mai.

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