Compiti delle vacanze per blogger

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Quasi tutti i blog seguono l’andamento degli anni scolastici: nei mesi estivi c’è un calo di visite causato da vari motivi, facilmente intuibili: per molti ci sono figli da accudire, per molti arriva il periodo delle vacanze e del riposo, inoltre le giornate sono più belle e la gente ha meno voglia di stare a casa e più voglia di uscire.

Quindi se vedete un calo di visite anche del 20% – 30% non dovete preoccuparvi: le visite torneranno alla normalità a settembre, anzi è probabile che se avete seguito i consigli di retelab, aumenteranno 🙂
Se invece in questi mesi estivi avete addirittura un aumento di visite, dovete esserne molto contenti perchè quasi sicuramente a settembre avrete un vero e proprio boom (hosting permettendo).

Solitamente quindi nei mesi estivi molti (compreso retelab) diradano gli impegni editoriali, e si dedicano a tutte le attività di manutenzione e miglioramento che non sono mai riusciti a fare durante l’anno per mancanza di tempo. D’accordo infatti che “content is the king”, ovvero ciò che conta sono i contenuti, ma come ribadiamo sempre i contenuti devono comunque essere fruibili e offerti nel migliore dei modi su una piattaforma veloce, pulita e moderna. E anche nel campo della redazione di articoli, ricerca di  ispirazione, c’è sempre da imparare e migliorare.

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Come difendersi dal plagio

Abbiamo già parlato molto di copyright: un nostro articolo, Il copyright su internet, è in continuo aggiornamento e raccoglie molte informazioni utili sull’argomento.

Ma che cosa succede se non si rispetta il copyright? O meglio, che cosa si può fare per difendersi dal plagio, ovvero dall’appropriazione indebita dei propri testi, delle proprie immagini, foto, creazioni, idee?

Anche questo argomento è vasto, e sicuramente interessante da affrontare.

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L’Italia non è la Silicon Valley

In Italia è  impossibile riuscire ad emulare gli americani in campo web: semplicemente il nostro sistema fiscale, economico, legale, non permette alle startup di sfondare come negli Stati Uniti.
Faccio una metafora, presa in prestito da Paul Graham: gli Stati Uniti, e in particolare la Silicon Valley, sono attualmente per la tecnologia e la possibilità di sviluppo economico quello che era la Firenze rinascimentale del 1500 per l’arte.
Non è pensabile che incredibilmente tutti i Michelangelo, Leonardo da Vinci, Botticelli, Brunelleschi, si siano trovati casualmente a Firenze intorno al 1500: la verità è che semplicemente quella era la città giusta al momento giusto, con sovrani illuminati, condizioni economiche artistiche e sociali perfette (almeno per l’arte). Di certo sono nati artisti potenzialmente bravi come loro anche in Ghana, Messico, Nepal o chissà dove, ma in quei posti non c’erano le condizioni di base, l’humus che invece c’era a Firenze con i Medici.

L’importanza di progettare

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Nella vita ci sono pochissime cose che possono essere fatte bene senza pianificazione e progettazione.

Progettare significa mettersi a pensare e organizzare ciò che si vuole fare. Crearsi una visione di ciò che succederà intraprendendo determinate azioni. Suddividere un problema in tanti sottoproblemi e trovare gli strumenti adatti per gestirne ognuno. Avere una visione definita delle azioni da intraprendere e delle cose che succederanno in seguito a quelle azioni.

Mi accorgo che nello sviluppo di siti web spesso si parte e si procede alla giornata, senza avere realmente un progetto, un obiettivo, delle scadenze, dei checkpoint. Senza aver definito i problemi e le modalità per superarli.

Un progetto web non differisce da qualunque altro progetto, e senza adeguata pianificazione non porterà da nessuna parte. Sarà un semplice diario, o applicazione, per la quale gli utenti non avranno alcun interesse.

Il tempo per progettare può essere trovato molto più facilmente del tempo per produrre, perchè tutto quello che serve è il cervello e un blocco per appunti o un computer portatile. Scrivo questo articolo proprio prima delle vacanze di Pasqua perchè le vacanze sono un ottimo periodo per progettare e pianificare: si è più rilassati, con meno attività pratiche da portare avanti, ci si può dedicare a immaginare e sognare, che sono attività fondamentali per progettare bene.

Quindi vi lascio  alcuni punti su cui ragionare e i compiti per le vacanze: progettate! Ovviamente, non mi stanco mai di ripeterlo, anche queste considerazioni valgono se il vostro obiettivo è quello di diventare professionisti. In caso contrario, sperimentate e divertitevi.

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Perché il mio sito non ha successo

Quante volte ci siamo fatti la domanda: “perchè il mio sito non ha successo?” Analisi delle statistiche, SEO, seminari… eppure le visite non accennano a crescere.

Il mio approccio è sempre quello di chi si accorge di un errore e vuole risolvere un problema: se invece pensate che il mondo ce l’abbia con voi, che è solo questione di fortuna, che tanto non c’è nulla da fare, allora vi consiglio di lasciar perdere e investire i soldi in un azzardo vero, almeno in quel caso l’adrenalina è garantita.

L’approccio giusto per affrontare un insuccesso non è quello di trovare scuse, ma quello di individuare problemi e trovare soluzioni. Se c’è qualcuno che ce l’ha fatta, ce la posso fare anch’io. Devo solo trovare il metodo giusto, e impegnarmi al massimo.

Al mondo ci sono persone che vincono alla lotteria (uno su un milione), persone che sperano di vincere alla lotteria e non fanno nulla per migliorare la propria situazione (il 99%), e persone che si impegnano per essere artefici del proprio destino. Perchè il proprio sito (ma anche qualunque altro aspetto della vita) abbia successo, bisogna sforzarsi di essere artefici del proprio destino.

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Come realizzare un sito di qualità

La rete è piena di articoli che spiegano come realizzare siti di qualità, e quindi monetizzabili, ma con poca fatica e seguendo regolette semplicissime. Mi stupisce sempre il successo che hanno questi articoli, e se ne state cercando uno di quel tipo ovviamente non lo troverete qui.

Quelli che vendono successo e soldi facili, negli USA vengono chiamati “snake oil salesmen” ovvero “venditori di olio di serpente”. Probabilmente nei tempi della conquista del West giravano per i paesi degli imbonitori che attiravano creduloni vendendo per pochi centesimi medicine infallibili capaci di curare qualunque male. I rimedi erano appunto composti di olio di serpente. Sono passati i secoli, ma basta guardare pubblicità, corsi, leggere post e articoli per capire quanto sia ancora diffusa la gente credulona, e quanto quindi siano diffusi quelli che ne approfittano.

Quindi regola n°1: non esiste l’olio di serpente. Non esistono rimedi semplici ai problemi, non esistono modi facili di fare soldi, non esistono modi non faticosi di creare cose fatte bene. Se anche esistessero, nessuno ve li venderebbe per pochi soldi.

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Scegliere lo strumento adatto

Se volete creare un blog professionale, non esistono molte alternative: la soluzione è WordPress, nella versione self-hosted, ovvero quella che si scarica da wordpress.org e si installa sul proprio server. Esistono mercati di nicchia per particolari categorie, ma al momento attuale non c’è neanche bisogno di fare confronti o starci a pensare. Ho seguito il suo sviluppo e la sua espansione da quando è nato, mi piace il team che ci lavora e la sua filosofia (code is poetry).

WordPress è uno strumento diffusissimo, semplice da installare, configurare e gestire, dispone di migliaia di temi per personalizzare l’aspetto, migliaia di plugin per estendere le funzionalità, è diventato lo standard di fatto per gestire blog e anche siti con strutture complesse, e non si può sbagliare scegliendo di utilizzarlo.

Ma va bene per tutto? Ovviamente no. WordPress è specializzato a fare bene una cosa in particolare: gestire un blog, un magazine o un gruppo di blog.

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Fattore umano

Spesso quando si pensa di aprire un blog si pianificano moltissimi aspetti:

  • quelli economici: i costi diretti, e quelli indiretti dovuti a mancati guadagni nel periodo di startup;
  • quelli tecnici: ovvero dominio, hosting, manutenzione e assistenza, SEO;
  • quelli commerciali: contratti,pubblicità, finanziamenti e angel investors;
  • quelli editoriali: contenuti, organizzazione, piani editoriale;

E di tutto questo abbiamo parlato e approfondiremo sicuramente con il tempo.

L’aspetto che si considera meno è il fattore umano: questo errore è comune nella pianificazione di tutte le attività di tipo imprenditoriale.

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Alternative a Picnik

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[Aggiornamento 22 Giugno 2012oggi è stato rilasciato Ribbet! la VERA alternativa a PicnikRibbet! è la copia esatta di Picnik, e questa nota aggiorna il post precedente. Visitate il link all’articolo per conoscere Ribbet! e registrarvi gratuitamente.]

[Aggiornamento 27 Maggio 2012: PicMonkey si rivela essere la prima vera alternativa a picnik. Ha rilasciato la funzione collage fotografici. Per maggiori dettagli: Alternative a Picnik, PicMonkey]

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Picnick chiude. La notizia, ufficializzata ieri, ha fatto il giro del mondo, e ha iniziato a creare scontento in migliaia di utenti affezionati, e paganti. Il team di Picnik era stato acquisito da Google un anno fa, e adesso chiude: pessima mossa del colosso Google, che stavolta ha fatto davvero una pessima mossa decidendo di far chiudere un servizio che funzionava bene ed era amato da tutti, molto utilizzato anche nella versione a pagamento.

Le motivazioni sono oscure, ma probabilmente il motivo principale è il desiderio di spostare il bacino di utenza sul suo social network (Google+) dato che alcuni degli strumenti di  editing di picnik saranno disponibili nel creative Google Kit disponibile appunto in Google+. Infatti il team di Picnik ieri pubblicava su blog.picnik.com:

Siamo entusiasti del divertimento che abbiamo già portato ai prodotti Google nel campo del photo-editing: nel creative kit di Google + potrete trovare molti dei vostri effetti Picnik preferiti. Vi invitiamo a visitare Google + e dargli un’occhiata.

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Hobby blogger

Come abbiamo detto fin dai primi articoli, questo è un sito dedicato a chi vuole diventare un professionista del blog.

Barbara ed io ci dedichiamo a tempo pieno alla gestione dei nostri blog e alla gestione di quelli di molti clienti, privati, professionisti e aziende. Abbiamo creato la categoria professione blogger proprio per colmare un vuoto che vedevamo, quello di articoli e consigli specifici per chi vuole entrare professionalmente in questo mondo.

Abbiamo però deciso di dare un po’ di spazio anche a chi deve ancora entrare nel mondo dei blog,e ha bisogno delle informazioni di base, con la serie di articoli sull‘abc del blog.

In questi giorni in cui sta per chiudere la storica piattaforma di Splinder (la prima a fornire blog gratuiti in Italia), ho pensato spesso agli inizi, a quando non immaginavamo neanche lontanamente che questo potesse diventare un lavoro oltre che un divertimento. So che molti non hanno intenzione di diventare professionisti, ma semplicemente hanno trovato nel blog un hobby piacevole, economico e divertente. E non c’è nulla di male, anzi! Siamo in un epoca utilitarista, in cui non appena si fa qualcosa di non direttamente remunerativo la domanda è: “ma che cosa ci guadagni?” Come se il guadagnare o il risparmiare dovesse essere il centro di tutto. Per fortuna non è così, esistono anche cose che si fanno semplicemente perchè va di farle e ci si diverte, e il blog è una di queste.

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