Blog therapy

Ho pensato per un po’ al titolo da dare a questo post: “oltre la monetizzazione”, “a che cosa può servire un blog”, “utilità di un blog”, alla fine mi è venuto questo: blog therapy – terapia del blog. Perchè il fatto di creare, organizzare e gestire il blog è una vera e propria terapia che porta dei benefici indipendentemente dal fatto che si riesca a farne un lavoro.

Consiglio sempre a tutti di creare e mantenere un blog: aiuta a conoscere se stessi, a misurare le proprie capacità, a rimettersi in gioco, a relazionarsi con gli altri, a coltivare delle passioni, a pianificare, a migliorarsi: è una vera e propria scuola di vita.

A furia di parlare di monetizzazione, di blog professionali, di conteggio delle visite, ho paura di far desistere qualcuno: non desistete! Nuotare è bello anche se non siamo la Pellegrini, strimpellare la chitarra è divertente anche se non siamo Eric Clapton, cucinare è divertente anche se non siamo Gualtiero Marchesi, e gestire un blog è divertente e utile anche se non siamo Martha Stewart o Steve Pavlina.

Descriverò in breve perchè secondo me è bello e utile avere e gestire un blog.

Conoscere se stessi

Da quanto tempo non mettete nero su bianco qualcosa su voi stessi? Per molti bisogna risalire al diario con la chiavetta e il lucchetino della scuola media. Invece scrivere di se stessi fa bene, perchè ci spinge a dichiararci e quindi a capire dove e come poter migliorare. Non è facile. All’inizio ci si scontra con pagine bianche e mancanza di ispirazione, ma piano piano la personalità e la creatività viene a galla, e vi sorprenderete a scoprire aspetti di voi che neanche immaginavate.

Divertirsi

Nel blog potete essere chi volete: liberi dai condizionamenti di societa, etichetta, aspetto, presentazione, potete dare sfogo alle fantasie. Potete diventare poeti  o romanzieri, esperti di moda o di cinema, frivoli o profondi, malinconici o felici: ognuno di noi ha tante sfaccettature, e non c’è nulla di male a volersi divertire sperimentando diversi modi di proporsi agli altri. Forse vi comportate allo stesso modo ad un funerale o ad un matrimonio? Ad una importante riunione in ufficio o ad un concerto o una serata in discoteca? Il blog vi permette di essere chi volete, e di concentrarvi su quello che più vi piace.

Imparare a pianificare

La vita per molti è routine: casa scuola famiglia impegni fissi, non c’è più nulla da pianificare perchè le cose da fare sono già stabilite. Il blog rompe questa routine, e vi obbliga a pianificare, perchè gli articoli non nascono da soli! Dovrete avere sempre occhi e orecchie aperte nei pochi momenti di tempo libero, dovrete prendere appunti, raccogliere informazioni: dopo un po’ il blog diventerà la vostra droga 🙂 Attraverserete una fase in cui penserete solo a quello, vi terrete un quaderno di fianco al letto per segnare le idee, vi manderete mail da soli con bozze di articoli… mi viene l’adrenalina solo a pensare e raccontare queste cose che ho vissuto più volte.

Imparare a creare

Tramite il blog si trasmettono sensazioni e si generano emozioni: non è forse arte? Finalmente si ha la possibilità di fare qualcosa che piace a prescindere da guadagno e obblighi: si vede crescere la propria opera piano piano, e si è orgogliosi di ciò che si è creato. Si è spinti a migliorare, a fare sempre meglio, a farsi apprezzare da chi ci segue. Si vede la propria creazione crescere e migliorare, ed è una soddisfazione che solo chi ha provato può capire pienamente.

Fare qualcosa per il gusto di farlo

Nella nostra società sembra che tutto debba avere un’utilità: forse deriva dalle privazioni che hanno avuto i nostri nonni in periodo di guerra, forse dal troppo attaccamento al denaro, fatto sta che appena si fa qualcosa che non è spiegabile con una qualche utilità, la domanda tipica è: “ma a che serve”? Ecco, io quando sento quella domanda, so che sto facendo la cosa giusta. Nessuna fase della storia ha mai permesso alle persone di avere tanto tempo libero quanto il periodo attuale. Anche se ci lamentiamo di impegni, tangenziale, lavoro, proviamo solo ad immaginare quello che era la vita 50 anni fa: il tempo libero era un lusso impossibile per il 99% della gente. Adesso il solo fatto che abbiate tempo di leggere questo, è un lusso. Le ore dalle 22 alle 24 quando i figli dormono, è un lusso: cerchiamo di aprezzarlo e usiamolo per fare qualcosa che ci piace, senza dover dare spiegazioni a nessuno.

Trovare persone affini

Questa è una delle cose più fantastiche di internet e del mondo dei blog. Fino a 10 anni fa, se una persona a noi affine non abitava nel nostro quartiere, frequentava la nostra parrocchia o la nostra cerchia di amicizie, era impossibile incontrarla. Adesso non è più così! qualunque passione o pulsione abbiamo, grazie al fatto che nella rete si è tutti vicini riusciremo a trovare subito le persone affini, ovunque si trovino.Si può essere appassionati di astronomia, di storia medievale, di lavoro a maglia, di ciclismo, di metal detector, si può essere dark, metallari, very normal people, possono piacerci i Sex Pistols, Bob Dylan o Rachmaninov, sulla rete c’è qualcuno come noi che condivide le nostre stesse passioni.

E concludo dicendo che parlo con cognizione di causa: io e Barbara ci siamo conosciuti nel 2004 attraverso i nostri blog… di poesia 🙂 Credo che non esista nulla di meno monetizzabile e vendibile, ma ci ha permesso di conoscerci, di amarci, di cambiare città, di vivere insieme, sposarci, avere una figlia e trovare una felicità che sicuramente senza blog non avremmo mai potuto trovare, perchè gli ambienti che frequentavamo erano troppo diversi e l’unica cosa che ci univa era una visione del mondo difficilmente comunicabile in contesti standard.

Quindi sappiate prendere il blog anche alla leggera, sappiate tenerlo perchè vi piace, indipendentemente dal fatto che possa far guadagnare o no: il blog crescerà con voi, vi accompagnerà, vi aiuterà a migliorare e non vi pentirete mai del tempo che gli avrete dedicato.

 

35 commenti su “Blog therapy”

  1. E’ verissimo. Io ho un blogghetto che neanche pubblicizzo perchè metto a nudo me stessa. Mi ha aiutato tanto in un periodo nero della mia vita, perchè il semplice fatto di mettere nero su bianco le mie emozioni e trovare gente che mi sostenesse mi ha dato forza. In effetti leggo con attenzione i vostri post, anche se sono ancora molto lontana dalla monetizzazione dei blog, essendo ferma ancora alla therapy!!!
    Quanto al vostro incontro…. mi è venuta la pelle d’oca! Ma dov’è l’emotion a forma di cuoricino???

  2. Ciao Nestore, hai scritto proprio un bel post. Condivido tutto quello che hai detto.
    Io ho aperto il blog in un momento triste della mia vita. Sentivo di dover fare qualcosa per me, cosa che non avevo mai fatto prima, fregandomene dei giudizi di amici e parenti che, da non addetti, pensano che avere un blog non sia una cosa da persone serie.
    Seguire il proprio blog con impegno è una medicina che in farmacia ancora non vendono.
    A me a salvato da momenti tristissimi e mi ha caricato come una molla. Proprio ieri parlando con mio marito dicevo che se un giorno lo dovessi chiudere ne soffrirei tantissmo.
    E a quelle che in privato mi hanno scritto, ho sempre consigliato a tuttedi aprirsi un blog.
    A me a fatto bene. Vedo che ne ha fatto anche a voi. Spero che ne faccia anche agli altri.
    Buona giornata a te e a Barbara

  3. Verissimo!
    Io poi ho scoperto che una cosa che mi piaceva poteva avere “altri” sbocchi e mi sono detta “perché no”?
    Ma farò fatica a rinunciare alla parte introspettiva e forse non lo farò mai del tutto…

    • Ma non devi rinunciarci: il bello del blog rispetto a facebook, per esempio, è che con il blog puoi avere diverse sfaccettature, far parte di diversi mondi. Si può avere un blog di lavoro, uno che riguarda le proprie passioni, e uno introspettivo. Alcuni preferiscono mostrare insieme tutti gli aspetti di se, altri no.

      • io faccio fatica a mostrarmi, e così ho scelto di aprire “l’altro”..perchè ho fatto un errore e cioè rendere partecipi le persone della vita reale, quelle meno disposte a capire che si cambia, che dentro forse sei diversa, e ho fatto delle amicizie importanti, trovato altre dimensioni…
        io personalmente non riuscivo a unire sfera personale e monetizzazione…ma è il mio carattere, che magari è poco monetizzabile !!! grazie !!

      • Io invece gestisco una pagina su facebook proprio come se fosse un blog e per quanto voglia io stessa buttarmi nel mondo del blog, non riesco a staccarmi dalla “mia creatura” e’ questo il mio problema !!!
        Esiste un programma per unificare pagina facebook con blog ? e scrivere e linkare in contemporanea su entrambi ? Sarebbe la soluzione del mio problema !
        Un saluto a tutti.

  4. Bellissimo questo post. Anche il mio blog è nato senza secondi fini, anzi nella più totale ignoranza dei meccanismi della blogosfera. E così è cresciuto, forse anche grazie alla spontaneità che lo contraddistingueva. Ora pianifico di più, ma il mio blog resta comunque la mia “terapia”, ed è un’esperienza che consiglio a tutti!

  5. Si vero, il blog è terapia, per me è stata opportunità, ancora tutta da giocare, in effetti.
    Ma c’era anche quella slide che hanno proiettato al Mom Camp che mi ha fatto riflettere..
    ogni blog rischia di essere, o diventare ” the best version of you”….
    Brrr………

  6. Che bello questo post. Mi ci ritrovo in tutto e per tutto. Ho iniziato da un paio di settimane a scrivere in rete, per gioco, per sfida, per TERAPIA. Sì hai proprio trovato la parola giusta! Non aspiro (almeno per ora) a diventare una blogger di mestiere. Ero semplicemente stanca di scrivere solo degli altri e per gli altri (professione giornalista free-lance) così ho deciso di scrivere anche qualcosa di me e – soprattutto – per me. Il vostro blog è interessantissimo e ricco di infomazioni utili e chiare. Complmenti.

  7. Hai proprio ragione. Io ho da pochissimo il mio piccolo spazio sulla rete. Ma mi sta aiutando a superare la mia paura di essere giudicata, di non essere all’ altezza… che mi accompagnano ormai da troppo tempo. Ho trovato delle persone stupende durante il mio breve percorso. Non credo che metterò mai a nudo la mia anima, ma è liberatorio poter essere me stessa. Finalmente. E per questo devo ringraziare Barbara che con il suo post di curriculum emotivo mi ha aperto la porta di un nuovo mondo e mi ha dato coraggio di entrare e farne parte.

  8. Chapeau, Nex!
    Io ho iniziato a scrivere il blog durante la gravidanza a rischio, costretta al riposo assoluto, e ora non ne posso più fare a meno. Sul blog mi sfogo, cerco di trovare il lato ironico della vita quotidiana, razionalizzo emozioni mettendole nero su bianco. Grazie al blog ho conosciuto, anche se virtualmente, delle belle persone. Grazie al blog (e al mondo dei blog in generale) ho riscoperto passioni che si erano sopite sotto le continue corse della quotidianità e approfondisco temi che mi stanno a cuore. Grazie al blog… ho un sacco di ore di sonno arretrate! 🙂

  9. 🙂 hai ragione su tutta la linea (posso caldeggiare, essendo di parte, i blog di poesia? son sempre visti come i figli di un dio minore in rete).
    il blog è un’esperienza bellissima, a volte eccessivamente totalizzante, a volte (se creato con sincerità) anche imbarazzante verso se stessi.
    ma comunque sempre un’esperienza forte, se ci si mette in gioco.
    grazie del post.

  10. Questo post è bello. Mi ha emozionato.
    Non avevo mai pensato all'”essere blogger” in questi termini e per qualche motivo che non so spiegare, guardarlo da questo punto di vista mi ha scosso (scusate non so come dirlo meglio).
    Vedo che molte di voi dicono di avere aperto un blog in un momento difficile e io lo vorrei il mio blog e sì, il momento è difficile (sebbene fino a oggi non avevo ancora dato questa definizione a questo momento :)).
    E’ “comunque un’esperienza forte, ci si mette sempre in gioco” dice Natixdelinquere…..già……..che paura che ho.
    Però grazie.

  11. concordo in pieno. si scrive per molti motivi. io ho avuto per un millennio un diario cartaceo, diciamo fino ai primi anni dell’università. poi più nulla per un altro millennio. poi dopo mille esperienze e due figli e il ritorno al lavoro ho aperto il blog.
    io ho aperto il mio blog per tutti questi motivi e sicuramente per avere un momento mio di riflessione e di racconto nelle mie settimane che certe volte mi sembrano tutte uguali. invece essendo costretta a pensare per scrivere (non che prima non pensassi EH!!! ma si viene un po’ travolti dagli eventi) si riflette su tante cose e vengono un sacco di belle idee. il blog è anche questo, è trasmettere e condividere esperienze, è lasciare traccia di sè, è incontrare persone affini. in bocca al lupo a tutti!!!

  12. Eccomi a rapporto
    entrata da poco nel vortice da blog e ne sono già dipendente e mi ritrovo in ogni singolo motivo per cui vale la pena pubblicare un blog anche senza avere obiettivi pecuniari.
    Ho cominciato durante la ricerca della gravidanza. La caccia alla pennuta non è stata priva di ostacoli nè di dolore e ho scoperto che scrivere mi aiutava a tirarmene via almeno un pò di dosso. Sono di natura molto riservata e all’inizio era solo un diario privato, poi un diario pubblico in una sezione di un Forum, quindi un regalo per il primo compleanno di papolagrande, adesso si è trasformato in un blog che è diventato un mio piccolo ma indispensabile spazio in cui condivido i miei pensieri, accolgo nuove amiche e vinco la mia naturale riservatezza. Tra un pò espatriamo e sapere che questo piccolo spazio sarà comunque li ovunque sarò mi fa sentire meno sola in un momento in cui la nostra vita sta per cambiare di netto.Certo devo molto migliorare, imparare a scrivere meno di getto, rileggere, correggere, pianificare ma per questo ci siete voi a farmi da guida!

  13. è un post meraviglioso….anche per me è nato come terapia e continua ad esserlo. ne ho bisogno. scavo dentro me stessa. sono me stessa.
    ora inizio a pensare che forse potrei osare di più, che visto che un lavoro non ce l’ho (precaria della scuola) visto i problemi economici che io e mio marito stiamo attraversando forse è lì che dovrei puntare. però, nello stesso tempo ho paura, paura di perdere quel diario segreto che mi sono costruita, quelle amicizie sincere, ho paura che con un blog monetizzato devi di nuovo filtrarti. non so se sono riuscita a spiegarmi.
    una cosa è certa, mi avete mandato in crisi con questo sito, vi leggo tutti i giorni e la tentazione è forte…quella di crederci. chissà che dal mio blog oltre a me stessa non miglioro la mia vita?
    grazie

  14. Io faccio ancora fatica a dire “ho un blog, mi puoi anche leggere qui”. L’unico della famiglia che lo sa è mio marito e mi basta aver condiviso con lui questa passione, nata per caso e che mi da tante soddisfazioni. E poi è anche una bella palestra di scrittura: scrivere un post non è come scrivere una lettera o un commento è un po’ come scrivere una mini tesi. Insomma trovo divertente anche scrivere. Non sono ancora riuscita a pianificare, ma prima o poi ci riusirò.

  15. Anche io ho da pochissimo il mio blog, e devo dire che la cosa mi sta piacendo e tutti i giorni vengo da voi a imparare tante cose nuove che sicuramente mi saranno d’aiuto per mandare avanti questo mio progetto. Anche io ogni giorno combatto con la mia sensazione di non essre all’altezza e soprattutto la paura che ciò che faccio venga giudicato da qualcuno. Spero che il blog sia terapeutico per insegnarmi soprattutto ad essere meno severa e meno critica nei miei confronti. Comunque un grazie infinito per quello che mi avete dato e per ciò che sicuramente con Retelab mi darete!!!!

  16. Salve, lo confesso, mi trovo qui per la prima volta e sono felice di avere trovato uno spazio così interessante! Riguardo al post non posso che esclamare: “Sante parole!!!” Terapia è il termine che spesso uso anch’io. Lo dicevo anhe alla prof della mia tesi quando ci andavo senza nemmeno una pagina scritta: “Vengo a trovarti perché è terapeutico – le dicevo – per non dimenticare che devo laurearmi e che posso farcela… per non distrarmi e per non abbattermi!” E lo dicevo quando erano trascorsi 5 anni dall’ultima materia data… eh eh eh, ma questa è un’altra storia!
    Ritornando al blog, questo è lo spirito con cui cerco di viverlo ogni giorno, anche quando ne passano tanti tra un post e l’altro… è un punto fermo in mezzo alla confusione più generale del non sapere che fare o dove andare, è un memo che mi aiuta a ricordare cosa so fare, di cosa sono capace quando la voglia mi assale! E il quaderno sul comodino lo porto poi con me in borsa, nella valigia e anche di sabato sera… La mia risposta è sempre la stessa: “può servire!!!”
    Quante volte l’ho sentita quella domanda: “A che serve??” “E che ci devi fare???”… E la voglia di gridare… “Serve a me, non è sufficiente?!?” “NON ci devo fare nulla, per ora… è solo per vedere se sono capace e so di esserlo, ti pare poco???” quante volte….
    Appartengo alla categoria di quelli che scrivono e si raccontano e imparano a conoscersi… a 30 si, meglio tardi che mai!!!
    Gran bel post, complimenti davvero e molto piacere d’averti conosciuto! (Brava BarbaraSpeedy che l’ha condiviso!)

    • Grazie!
      E grazie anche a BarbaraSpeedy, che tra l’altro è una di quelle persone che abbiamo avuto piacere di conoscere di persona proprio grazie all’amicizia nata in rete 🙂

  17. che bel post! fiu … pensavo di essere l’unica ad avere l’agenda vicino al letto 🙂 Sicuramente voi due siete un esempio per tutti noi blogger, supermamma è nato per gioco ne sono molto gelosa perchè è una parte della mia vita certo quando ci guadagno qualcosina mi fà piacere ma non è obbligatorio. Blog family invece è nato come un lavoro invece si stà trasformando in una passione me ne sono accorta quando mi hanno proposto un post sponsorizzato già scritto … ennò il blog è il nostro e i post ce li scriviamo noi!

  18. Pensavo anche io avesse scritto questo post mf…
    poi ho letto nex 😛
    cmq è vero….
    per me il blog è una droga che magari non voglio legalizzare
    e una terapia da sempre
    fatico solo a dire agli altri, ai miei amici o parenti che ho un blog
    solo qualche (2) collega l’ha scoperta e li per li mi sono chiusa a riccio poi ho pensato…ma chi se ne frega…
    pero’ conosco poca gente nella vita di tutti i giorni aperta in tal senso anche se dico sempre a molti…
    “invece che usi il pc solo per sc…..are…perchè nn apri un blog???”

  19. Anche per me la parola terapeutico la fa da padrone. Scrive è sempre stata una mia passione. Da ragazza non ero molto brava a parlare: se poco poco mi dicevano qualcosa che non mi garbava, prendevo fuoco come un tizzone! Così per evitare di dovermi rimangiare tutto il discorso, riempivo i miei amici di lettere. Da quasi un anno ho rispolverato questa passione aprendo un blog. Il blog è nato per avere un diario di famiglia, per rendermi conto che la nostra vita è speciale. Perché ci vuole un certo occhio per prendere un fatto della vita quotidiana e trasformarlo in un racconto degno di essere ricordato. E qui sta il lato terapeutico. Tralaltro scrivendo ho anche scoperto di poterci giocare con i post. Mi spiego meglio. A volte mi capitano delle situazioni dolorose, che mi lasciano l’amaro in bocca. Per mia natura sarei votata alla lamentela fine a se stessa. Ma da quando ho il blog, cerco di prendermi un po’ in giro(io che invece mi prendo fin troppo sul serio!:-) ) e di raccontare quelle stesse situazioni in maniera ironica e divertente. Non sempre ne sono capace, ma quando ci riesco mi sento rigenerata! 🙂 Più terapeutico di così!

    • Devo mettere il pulsante “mi piace” come in facebook, e qui lo userei proprio 🙂
      Hai descritto benissimo due metodi che rendono davvero il blog una terapia, e che abbiamo sperimentato sia io che Barbara (ma credo un po’ tutti i blogger che hanno aperto blog personali).
      grazie!

  20. ah ma che bel post (io però uno brutto qui non l’ho ancora trovato 😉 ), io sono un po’ fuori da questi meccanismi perchè ero online con siti & c. in tempi in cui i blog non esistevano o erano proprio agli albori.
    Per me questo effetto “terapeutico” ce l’ha avuto prima il PC e poi la rete, sono stati entrambi una rivelazione, mi sono innamorata prima del computer comprato quando frequentavo ingegneria e mi vergognavo di chiedere ai maschi smanettoni come provare ad usarlo per l’esame di informatica (io non ne avevo mai avuto uno!) e allora me lo sono comprato a 20 anni, ho pensato che avendolo a casa qualcosa prima o poi avrei capito ed è stato amore assoluto. Poi quando alcuni anni dopo ho scoperto la rete è stato un altro amore e il resto è storia…

  21. Io aggiungerei anche “imparare”: in questi tre anni, da quando ho cominciato (molto timidamente) ad oggi, ho imparato tantissime cose e la mia mente è diventata molto più elastica 🙂
    Ciao

  22. Che bello! Potete vedermi? Sono come una bambina con gli occhi luccicanti e la bocca aperta.
    Anch’io all’inizio credevo che il post fosse di Barbara, perché traspariva una sensibilità femminile. Bravo Nestore! Condivido praticamente tutto: il metter nero su bianco le proprie emozioni, le riflessioni, l’autoironia, le idee che non sapevi di avere un minuto prima di scrivere il post. Perché scrivere ti costringe a riflettere sulle cose e non ad assorbire passivamente quello che senti dire dagli altri.
    Ed è vero che diventa una droga, che ti dà la possibilità di fare incontri con persone meravigliosamente in gamba. E poi c’è questa cosa del diffondere “conoscenze” gratuite, in un abbraccio virtuale che è forse più reale di tanto menefreghismo della vita vera.
    Il mio è un blog personale che è sconosciuto al mio giro di conoscenze (tranne mio marito). Ho la stessa difficoltà di altre blogger nel far sapere che ho un blog, ma forse un giorno ci riuscirò, grazie alla consapevolezza di non essere certo una scrittrice, ma di avere delle idee, condivisibili oppure no, ma pur sempre delle idee. E in fianco a questo blog, mi piacerebbe un giorno aprirne uno dove aiutare altre persone, nel mio piccolo, e non appena avrò scoperto qual è il mio talento.
    E c’è chi ha paura del “virtuale”. Il cuore e la passione che ci mettete voi, Barbara e Nestore, è reale, altro che virtuale. Grazie.

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