Il Blog-Curriculum

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Tempo fa abbiamo individuato 7 modi (+1) di guadagnare con Internet, e tra questi avevamo elencato il Blog-Curriculum:

Monetizzazione dalla Rete all’Offline, con la creazione di un Blog-Curriculum.

Un commento di ITmom sull’articolo Guadagnare con il blog, ha riportato l’attenzione su questo modo di pensare alla Rete, e al proprio blog:

Il blog mi serve ad aprire varie porte, mi obbliga allo studio continuo, e diventa il biglietto da visita oltre che creare i contatti che poi diventano lavoro.

Ecco un esempio concreto delle infinite possibilità che la Rete ci offre: non dobbiamo pensare che si possa lavorare in Rete con la sola presenza banner, ma possiamo allargare i nostri orizzonti con varie attività lavorative, che spesso sono ancora da inventare.

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La giornata tipo di un blogger

orario di lavoro blogger professione

Organizzazione, timing serratissimo e divisione dei giorni in progetti: questa è la mia giornata lavorativa come blogger, e anche come piccola ‘imprenditrice’ (?), visto che noialtri, oltre a essere blogger, facciamo anche sviluppo web.

Ma come si svolge la giornata tipica della blogger professionista? Come si svolgeva la mia giornata quando ero solo una blogger?

Innanzi tutto, una premessa: il blogger professionista lavora più ore di un dipendente. La mia media di ore lavorate era di circa 70 ore settimanali, festivi compresi. Tutte ore che vengono tolte al riposo: se intraprenderete questa professione, forse vi abituerete a dormire al massimo 5-6 ore per notte.

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Guadagnare con un blog

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Guadagnare con un blog NON è un’illusione: è una condizione possibile. Complicata, ma possibile. Una soluzione faticosa che in Italia non vi renderà ricchi, ma potrebbe permettervi di mantenere la vostra famiglia con un reddito dignitoso. Una soluzione per pochi, come diciamo sempre. Per coloro che si sentono imprenditori del web, e non semplici fruitori.

Sono dunque totalmente in disaccordo con il post del Tagliaerbe sulle illusioni dei blogger, e desidero spiegare perché guadagnare con un blog non è un’illusione.

La dura realtà è che di Darren Rowse, John Chow e Shoemoney, in Italia, non ce ne sono (e non farmi anche tu l’esempio di Robin Good o di ISayBlog, per carità!), mentre esiste un esercito di blogger nostrani che riesce a malapena a pagarsi benzina, cinema e pizza… ovviamente scrivendo post su come scaricare video da YouTube o sugli ultimi server di Emule, ed evitando con cura di dichiarare al fisco l’assegno AdSense ricevuto mensilmente.

Il nodo della questione, a mio parere, è proprio questo: un esercito di blogger nostrani che scrive post su come scaricare video da Youtube, e che lavora in nero.

Condizioni essenziali per diventare blogger di professione, e dunque monetizzare la propria attività di scrittura in Rete, come abbiamo sempre sostenuto, sono:
– emersione dal lavoro nero;
– capacità professionali che si è in grado di spendere sia offline che online.

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Come farsi venire le idee

Questo post vincera il premio per “il titolo più pretenzioso dell’anno” 🙂

Però posso dire che parlo con cognizione di causa: io e Barbara siamo due grafomani, il ticchettio della tastiera ci accompagna da quando stiamo insieme e ci accompagnava anche prima, e prima ancora era la penna che scorreva sul foglio. E anche se ora non sappiamo più scrivere a mano, abbiamo migliaia di pagine scritte a partire dalla nostra adolescenza, e migliaia di file sui nostri pc.

Certo scrivere per se stessi può essere diverso dallo scrivere per altri, e scrivere romanzi o racconti o poesie può essere diverso dallo scrivere articoli tecnici o post su lavoretti o trucchi per programmatori. Ma alla base di tutto c’è sempre un ingrediente fondamentale: le idee.

Bisogna essere dei vulcani per generarle continuamente, ma bisogna anche saper tenere accese le piccole scintille per farle diventare brace e poi fuoco: le idee nascono continuamente nella mente di ognuno, solo che qualcuno le sa riconoscere e conservare, altri se le fanno sfuggire e credono di non averne.

Quindi in realtà non insegnerò a farsi venire le idee, perchè non è possibile, ma posso spiegare come fare a riconoscere, conservare e far crescere le idee sino a farle diventare qualcosa di interessante, utile e comunicabile, ovvero nel nostro caso un post.

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Quanto costa un post sponsorizzato?

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Una delle domande che più spesso ci vengono rivolte è la quantificazione economica del proprio lavoro come blogger. Siccome il mestiere di blogger non è codificato, anche per il suo carattere di innovazione, molto spesso è difficile dare un prezzo al proprio lavoro.

Non esiste un listino prezzi univoco: i costi di un post sponsorizzato (ma anche dei banner, e delle altre collaborazioni), sono commisurati a fattori quali: il numero di visite del blog, la natura del blog (free o proprietario), la popolarità del blogger, il numero di commenti ai post, il numero di followers su Fb e twitter, il numero di iscritti alla newsletter, l’autorità del blogger, la qualità degli argomenti proposti e delle foto, la qualità tecnica del blog, ecc…

E’ dunque difficilissimo stabilire un tariffario univoco, poiché le tariffe, in Rete, dipendono molto non solo da fattori numerici, ma anche da fattori ‘impalpabili’ come la popolarità o autorevolezza del blogger.

Tuttavia, si possono definire dei parametri indicativi, che poi ciascun blogger può adattare alla propria situazione, facendo innanzitutto la distinzione tra articoli scritti su altre piattaforme, e articoli scritti sul proprio blog.

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Da prodotto omaggio, a lavoro retribuito

retribuzione omaggi sui blog

Abbiamo parlato di come gestire al meglio, soprattutto con trasparenza verso i lettori, tutti i prodotti omaggio che riceviamo tramite collaborazioni attivate con il nostro blog.
Ma quando vogliamo diventare blogger di professione, e quindi iniziare ad essere retribuite per i nostri articoli, come facciamo a trasformare un omaggio in una retribuzione?

Come e quando posso essere remunerata per le mie recensioni o per i test dei prodotti omaggio?Può una email commerciale essere sfruttata a mio favore per ottenere un maggiore riconoscimento del mio lavoro?

Naturalmente sì, è possibile: un’email commerciale, o un redazionale, o un comunicato stampa seguito da preghiera di diffusione… tutti questi contatti possono trasformarsi in collaborazioni proficue anche dal punto di vista lavorativo ed economico.

Partiamo da un presupposto: le agenzie fanno il loro lavoro. Forse a volte esagerano con email un po’ troppo invasive (visto che non sono richieste) e anche con proposte un po’ offensive dal punto di vista professionale, ma non fanno altro che diffondere dei comunicati stampa. Nessuno vi obbliga a pubblicare sul vostro blog ciò che non volete pubblicare.

Detto questo, io sono tra quelli che pensano che in Rete abbiamo anche un dovere di formazione verso chi è ancora inesperto della Rete. Per questo motivo io mi impegno a rispondere a (quasi) tutte le email promozionali, raccontando quello che faccio, e offrendo delle collaborazioni professionali: penso che non sia mai tempo sprecato utilizzare un contatto per proporsi in modo professionale, anche in modo un po’ sfacciato. Del resto, come dico sempre: chi di spam ferisce…

Ecco perché ritengo che anche l’invio di un prodotto omaggio possa diventare un’ottima occasione per attivare delle collaborazioni retribuite. Certe volte basta chiedere!
Molti sponsor che pubblicizzano i propri prodotti con il sistema degli omaggi (soprattutto nel food), retribuiscono con regolarità le blogger che ne fanno richiesta: ne ho esperienza diretta con delle clienti a cui ho consigliato di rispondere in modo professionale alle email, inviando delle vere offerte in risposta a queste richieste. E ha funzionato, anche con discreti ritorni economici!

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Essere professionali

Questo blog ha come scopo quello di dare consigli e suggerimenti utili a chi vuole diventare blogger professionista. Per diventare professionista servono competenze tecniche, conoscenza del settore, impegno, capacità di analizzarsi e di migliorare, e soprattutto è necessario essere professionali.

Essere professionali non significa essere seri (guardate mammafelice.it) nè trattare argomenti seri (guardate filastrocche.it): significa che in ogni momento bisogna tener presente che si sta facendo qualcosa con uno scopo ben preciso, e che bisogna farlo nel migliore dei modi possibili.

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Gestione dei prodotti omaggio sui blog

test-prodotti-omaggio

Uno dei punti forti di un blogger professionista è saper trasformare un’email commerciale (o anche vagamente di spam), in un lavoro. Quante email ricevete ogni giorno con la richiesta di testare, recensire, promuovere, regalare o annunciare prodotti omaggio?

C’è qualcosa di male? Ovviamente NO! Come detto più volte su Mommit, durante la stesura del Primo Codice Italiano delle Buone Pratiche dei Blogger, nessuno ha mai ravvisato un dolo nell’accettare e recensire prodotti omaggio. Con alcune precisazioni di fondo…

Partiamo da alcuni presupposti:
1) ricevere omaggi può essere utile e comodo;
2) lo sponsor ne ottiene una pubblicità a costo contenuto;
3) sul nostro blog ci sentiamo liberi di recensire o evidenziare i nostri marchi preferiti;
4) i lettori hanno diritto di conoscere la natura delle nostre collaborazioni o opinioni (opinioni personali, collaborazioni retribuite, omaggi?…).

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Prima di aprire un blog

Se si vuole aprire un blog professionale, bisogna trattarlo con professionalità. Ovvero bisogna avere un piano: farsi un’idea della fattibilità, avere un budget e del tempo a disposizione, fare un piano delle spese e dei possibili guadagni e metodi di guadagno, dedicare del tempo al benchmarking, fare una analisi del rischio.

Al mondo non esiste nulla che possa essere fatto senza la dovuta capacità e preparazione, senza investimenti (di tempo e/o soldi) e senza impegno.

Se sperate che aprire un blog (ma anche  qualunque altra attività) senza alcuna pianificazione possa attirare magicamente visitatori e guadagni, allora conviene che dedichiate tempo e soldi al divertimento oppure a comprare qualche gratta evinci: ci sono maggiori possibilità di successo 🙂

In ufficio Barbara ha appeso una frase di Picasso che è il nostro motto: “L’ispirazione esiste, ma deve trovarti al lavoro”. La frase può essere adattata anche ad altri concetti, quali per esempio la fortuna: che esiste, ma se non sei preparato ad accettarla, è come non averne.

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