Frequenza di rimbalzo alta: da che cosa può dipendere?

Frequenza di rimbalzo

Quando controllate le vostre statistiche Analytics, di certo vi sarà capitato di farvi alcune domande circa il significato di alcune voci. Una tra queste è la frequenza di rimbalzo, ovvero la percentuale di utenti che entrano ed escono dal vostro sito visitando un’unica pagina. Si dice rimbalzo appunto perché arrivano sul vostro sito e rimbalzano altrove.

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Come sopravvivere a Google AMP e Facebook Instant Articles

Mobile phone in cafe

Buone notizie per gli impazienti: grazie ad Accelerated Mobile Pages di Google e a Facebook Instant Article, accedere alle notizie su mobile diventa una questione di millisecondi.

I progetti dei due colossi del web nascono per risolvere una problematica precisa: gli utenti su mobile non hanno pazienza. Se una pagina non apre correttamente i suoi contenuti entro  5 secondi, il 74% degli utenti abbandona la navigazione. Google e Facebook hanno così realizzato, ciascuno a suo modo, una soluzione che migliorerà l’esperienza e la fruizione dei contenuti su smartphone . Quali sono le conseguenze per i medi e piccoli business che comunicano sul web?

Lo sappiamo, anche voi siete impazienti. Ma prima di svelarvelo, vediamo di riassumere brevemente in cosa consistono questi due rivoluzionari progetti.

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Come creare un sito web ottimizzato fin dall’inizio

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Quando un esperto SEO viene ingaggiato da un cliente, solitamente gli viene chiesto di ottimizzare un sito web già esistente per un determinato numero di parole chiave, o al fine di ottenere un certo numero di conversioni. In questi casi non sempre il risultato finale può essere il migliore auspicabile perché nei siti web già avviati esistono una serie di fattori che possono ostacolare il lavoro SEO, prima fra tutte sicuramente l’utilizzo di una piattaforma di blogging non più al passo coi tempi, per esempio.

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Ottimizzare i post con il plugin WordPress SEO by Yoast

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Premesso che l’esperienza e le conoscenze di un esperto SEO non possono essere automatizzate in un plugin, e che un sito non ha bisogno solo di buone parole chiave, vediamo che cosa si può fare per rendere i nostri post SEO friendly, ovvero farli piacere ai motori di ricerca e farli trovare alle persone interessate all’argomento che trattiamo.

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MomClass: Le caratteristiche di un blog professionale

Durante il Social Family Day del 9 Giugno, svoltosi a Milano con l’impeccabile organizzazione di Fattoremamma, noi di ReteLab abbiamo presentato due corsi base sui temi del blogging professionale.

Come più volte abbiamo detto, il termine professionale non implica che il blog debba diventare per tutti una professione: anche un hobby può essere svolto professionalmente, se si mettono in moto piccoli accorgimenti.

Il nostro corso è stato una piccola infarinatura di buon senso, basata sulla nostra esperienza personale, e sui risultati che abbiamo ottenuto per noi stessi: abbiamo cercato di raccontare uno dei possibili modi per fare blog.

Siccome il numero dei partecipanti era limitato, abbiamo pensato di pubblicare un piccolo riassunto dei temi trattati: le lezioni complete entreranno a far parte della piattaforma di ReteLab, che speriamo di aprire presto (prima o poi dovremo pur uscire dalla fase beta, pure noi…).

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Come migliorare onestamente il proprio posizionamento sui motori di ricerca

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Come dico sempre: il SEO (search engine optimization = ottimizzazione per i motori di ricerca) non è un segreto, ma un lavoro serio e soprattutto ‘personale’.

Non ho mai studiato come SEO specialist, eppure le mie chiavi di ricerca sono invidiabili.
Sono forse un genio? No, purtroppo non lo sono.

Sono solo una brava utilizzatrice di Internet e dei motori di ricerca. Da profana, ecco il motivo per cui non ho mai voluto ricorrere a un SEO specialist, ma piuttosto investire denaro (tanto) su ottimi server dedicati e ottime attrezzature: perché io scrivo per le persone, e non per i motori di ricerca.

Essere bene indicizzata sui motori di ricerca è solo la conseguenza, e non l’obiettivo, di ciò che faccio: io scrivo perché amo scrivere, perché amo il mio lavoro e amo le persone.
E scrivo da persona.

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I punti cardine per aumentare le visite di un blog

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Molti autorevolissimi blog centrati sulle tematiche SEO (search engine optimization), che anche io personalmente leggo con piacere, partono dall’assunto che l’ottimizzazione per i motori di ricerca sia indispensabile per un blogger, e vada fatta in modo professionale.

Sono d’accordo: alcuni elementi di SEO sono fondamentali (e li vedremo…) e vanno studiati con passione e con rigore, oserei dire. Concetti (che poi approfondiremo), come title, alt, description e keyword. Ad esempio.

Tuttavia, secondo il mio personale parere, il SEO è solo l’involucro attraverso cui viene presentato il contenuto.
Content is the King.

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Posso commentare il tuo blog?

come commentare i blog

Lettrice compulsiva di feed all’appello (non preoccupatevi, poi parliamo anche di feed, è una promessa). Compulsiva significa che mi vanto di leggere qualche migliaio di blog al giorno, attraverso i feed, e poi cerco di: commentare a proposito quando mi sento veramente attratta dalla conversazione e linkare sulla mia homepage gli articoli che magari non ho il tempo di commentare, ma ritengo meritevoli di essere condivisi.

Perché lo faccio? Perché il blog è la mia passione, il mio amore profondo, la mia fucina delle idee. Leggere gli altri blog fa parte del mio lavoro, ma rappresenta anche una fonte di gioia, di felicità. Mi piace. E’ uno di quei tipici lavori che mi sento fortunata a dovere e volere fare.

In tutto questo, ovviamente, c’è un risvolto problematico: il tempo. La lettura dei feed, che – come ho detto – considero parte del mio lavoro, occupa tanto del mio tempo. Quindi io leggo, a volte scorro velocemente gli articoli che in quel momento mi interessano un po’ meno, apro i blog, commento, ricerco… e a volte incontro dei problemi.
Uno fra tutti: la possibilità di commentare velocemente.

Molti blog hanno una serie di protezioni per la gestione dei commenti: login richiesto, inserimento del codice captcha (che spesse volte risulta illeggibile e va dunque ricaricato), moderazione del commento.
Questo significa che bisogna essere veramente, ma veramente motivati, per lasciare un commento, quando è necessario autenticarsi (su blogspot, a differenza ad esempio di wp self hosted, bisogna riloggarsi tutte le volte) e anche indovinare la parola antispam.
Certe volte, lo ammetto, io desisto. Mi scoraggio. Certe volte avrei qualcosa da dire, o un apprezzamento da fare, ma mi tiro indietro e chiudo la scheda del browser, perchè il tempo occorrente a lasciare un commento non è proporzionale alla serietà del mio commento. Per dire: che bello, ti faccio i miei complimenti!… ci può volere davvero più di un minuto del mio tempo?

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