Gli errori dei blogger

Errori dei blogger

Se non ci fosse stato facebook, sai che bei blog avremmo ancora! Non è un mistero che i social abbiano distolto molti bravi blogger dal loro lavoro di cura e scrittura di post, per regalare a Mark Zuckerberg il loro preziosissimo tempo e contenuti frammentati. Diciamo che questo ha permesso una selezione naturale della specie: i blogger più motivati sono andati avanti per la loro strada, altri hanno abbandonato i blog al loro destino votandosi a fb, instagram e twitter.  Modi di comunicare diversi, mondi paralleli e che si intersecano spesso e volentieri, senza per forza fondersi insieme.

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Il blogger lavora da casa?

Lavorare da casa

Senza bisogno di tanti proclami e dichiarazioni d’intenti, il telelavoro è diventato una realtà per molti: se quindici anni fa piaceva ipotizzare un futuro di telelavoratori aziendali, cosa che puntualmente non si è realizzata, parallelamente si è sviluppato il telelavoro per chi ne ha saputo cogliere l’opportunità. Lavorare da casa è una delle caratteristiche comuni a molti blogger, soprattutto quelli che hanno stili di vita che non permetterebbero loro i vincoli di un lavoro strutturato con orari precisi.

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Rete e privacy

Privacy Typewriter Key. Grunge Background.
Sofia Coppola ha recentemente dichiarato in un’intervista che non ama i social network perché non le dà alcun piacere condividere il suo privato con degli sconosciuti. La regista americana ha da poco compiuto quarant’anni e appartiene evidentemente a quella generazione che fa da spartiacque tra i non digitali e i nativi digitali: due mondi diversi, due generazioni che hanno un concetto di privacy agli antipodi.

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Essere social

To be social

Frequento la rete da anni, da prima che esistesse il web, da quando ci si connetteva con vecchi e lenti modem alle BBS e la rete era una roba da supernerd, però la sensazione che si prova quando si passa da una conoscenza virtuale ad una reale continua a piacermi e ad emozionarmi. Molti dei nostri amici attuali li abbiamo conosciuti attraverso la rete, e noi stessi ci siamo conosciuti su Splinder, mitica piattaforma di blog nata nel 2002 (e che ora non esiste più).

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Mille modi di essere blogger

Abbiamo parlato spesso di blogger professionisti, riferendoci a chi svolge come professione principale quella di blogger, e campa di quello. Abbiamo evidenziato le differenze e le affinità con il concetto di blogger professionale, ovvero chi utilizza il blog in maniera professionale, come supporto alla propria attività o alle proprie competenze, anche se non vive di blog. I termini sembrano simili, ma le differenze sono notevoli.

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L’Italia non è la Silicon Valley

In Italia è  impossibile riuscire ad emulare gli americani in campo web: semplicemente il nostro sistema fiscale, economico, legale, non permette alle startup di sfondare come negli Stati Uniti.
Faccio una metafora, presa in prestito da Paul Graham: gli Stati Uniti, e in particolare la Silicon Valley, sono attualmente per la tecnologia e la possibilità di sviluppo economico quello che era la Firenze rinascimentale del 1500 per l’arte.
Non è pensabile che incredibilmente tutti i Michelangelo, Leonardo da Vinci, Botticelli, Brunelleschi, si siano trovati casualmente a Firenze intorno al 1500: la verità è che semplicemente quella era la città giusta al momento giusto, con sovrani illuminati, condizioni economiche artistiche e sociali perfette (almeno per l’arte). Di certo sono nati artisti potenzialmente bravi come loro anche in Ghana, Messico, Nepal o chissà dove, ma in quei posti non c’erano le condizioni di base, l’humus che invece c’era a Firenze con i Medici.

L’importanza dei no

professione blogger: importante rifiutare lavori sottopagati

Come diciamo sempre, non esistono veri segreti per lavorare sul web, o per fare i blogger: esistono competenze, idee, buona volontà, lavoro duro.
Esiste un modo di essere intraprendenti, o di investire in progetti innovativi, o credere in visioni del futuro che ancora non sono state pensate. Esiste un modo di investire su se stessi, sulle proprie idee e competenze. Si chiama: fare i liberi professionisti.

Ma, più di tutto, esiste un modo di vincere e di perdere, e questo si applica nel lavoro come nella vita.

Chi è libero professionista è maggiormente esposto a questo rischio: vincere e perdere diventa una lotta quotidiana.
L’ottimismo è la caratteristica essenziale per voltare pagina ogni sera, fare un bilancio della giornata e non scoraggiarsi mai.

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Fattore umano

Spesso quando si pensa di aprire un blog si pianificano moltissimi aspetti:

  • quelli economici: i costi diretti, e quelli indiretti dovuti a mancati guadagni nel periodo di startup;
  • quelli tecnici: ovvero dominio, hosting, manutenzione e assistenza, SEO;
  • quelli commerciali: contratti,pubblicità, finanziamenti e angel investors;
  • quelli editoriali: contenuti, organizzazione, piani editoriale;

E di tutto questo abbiamo parlato e approfondiremo sicuramente con il tempo.

L’aspetto che si considera meno è il fattore umano: questo errore è comune nella pianificazione di tutte le attività di tipo imprenditoriale.

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Goodbye, world

[Barbara] Ciao, Splinder, ciao. Arrivederci e ciao. Un giorno racconteremo a nostra figlia di come ci siamo amati, e delle parole che abbiamo scritto l’una per l’altro, e saremo solo come cartoline sbiadite: parleremo di un mondo che lei non vedrà mai, parleremo di un …

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