Come sopravvivere a Google AMP e Facebook Instant Articles

Mobile phone in cafe

Buone notizie per gli impazienti: grazie ad Accelerated Mobile Pages di Google e a Facebook Instant Article, accedere alle notizie su mobile diventa una questione di millisecondi.

I progetti dei due colossi del web nascono per risolvere una problematica precisa: gli utenti su mobile non hanno pazienza. Se una pagina non apre correttamente i suoi contenuti entro  5 secondi, il 74% degli utenti abbandona la navigazione. Google e Facebook hanno così realizzato, ciascuno a suo modo, una soluzione che migliorerà l’esperienza e la fruizione dei contenuti su smartphone . Quali sono le conseguenze per i medi e piccoli business che comunicano sul web?

Lo sappiamo, anche voi siete impazienti. Ma prima di svelarvelo, vediamo di riassumere brevemente in cosa consistono questi due rivoluzionari progetti.

Google AMP: più risposte in meno tempo

Il progetto di Google è stato lanciato in via sperimentale lo scorso anno in collaborazione con un gruppo di editori, tra cui il The New York Times, The Guardian e il gruppo Condé Nast. È un sistema open source di codici ottimizzati per l’apertura istantanea delle pagine web. Gradualmente AMP andrà a ripulire dalle pagine gli elementi in HTML, CSS e JavaScript, responsabili secondo Google del rallentamento di molti siti. Chi utilizzerà AMP migliorerà le performance della propria pagina web dal 15% all’85%. Per chi ancora non avesse visto il risultato, qui un video che mostra le potenzialità di questo sistema di pubblicazione. Da febbraio 2016, AMP diventa accessibile a tutti ed entra a far parte integrante della nostra esperienza di navigazione su smartphone.

Facebook Instant Articles: la velocità si fa social

Si tratta di un nuovo formato di pubblicazione degli articoli su Facebook, che ne consente l’immediato caricamento anche da cellulare. Oltre alla velocità, i vantaggi per chi pubblica con Instant Article  sono anche nella multimedialità dei formati: possono essere inseriti video in auto-play, file audio e mappe interattive. Questi contenuti multimediali possono essere condivisi singolarmente dagli utenti ed acquisire una diffusione autonoma rispetto all’articolo originario, moltiplicando gli elementi di visibilità. Dai primi dati, gli Instant Article sembrano piacere agli utenti, visto che hanno registrato nei primi mesi di sperimentazione un tasso di condivisione tre volte maggiore rispetto agli articoli tradizionali.

Cosa cambia per i piccoli business?

Molti hanno accolto con entusiasmo le prospettive di una migliore esperienza di navigazione su mobile. Dal punto di vista di chi pubblica sul web, poter accedere a risorse gratuite per rendere i propri contenuti ancora più fruibili è sicuramente una grande opportunità. Ma non sono novità così democratiche come possono sembrare: chi per primo si adeguerà al sistema di Google AMP e Facebook Instant, sarà privilegiato nelle visualizzazioni. Per i grandi brand accogliere le novità non è un problema, ma i business più piccoli spesso non hanno le risorse per adattarsi rapidamente al cambiamento. Che fine farà chi non riuscirà in tempo ad aggiornarsi? Ecco una breve guida per salire rapidamente a bordo di queste novità, senza rimanerne schiacciati.

#1 Implementazione del sito – dal cosa al come

Con AMP Google offre un sistema open source per rendere più veloci e fruibili le vostre pagine web. Un bel regalo, ma non è tutto oro quello che luccica: Google AMP offre un caricamento molto più rapido, ma restituisce un contenuto molto più povero. Ecco un esempio, riportato da Searchenginewatch.com.

GoogleAmp

Tuttavia è impensabile rifiutare il cambiamento: Google non ha detto esplicitamente che AMP influenzerà i risultati di ricerca, ma nei suoi risultati privilegia i siti che hanno il caricamento più rapido.

Per non sparire dai risultati di ricerca, avete 3 strade possibili

  • Un sito in HTML e uno in AMP: il fatto che esista AMP non significa che ogni contenuto debba essere pubblicato con questo sistema. Se la maggior parte dei vostri contenuti sono particolarmente ricchi o multimediali, la soluzione migliore è mantenere il proprio sito attuale in HTML creandone uno parallelo in AMP, dove pubblicare solo i contenuti che ritenete idonei. Così potrete testare i risultati, confrontando vecchio e nuovo sistema.
  • Utilizzare un plugin di wordpress: se la ricchezza del vostro sito è data da contenuti semplici, come testi e immagini, potete installare un semplice plugin di wordpress, che vi permetterà di produrre contenuti già formattati in AMP.
  •  Rifare il sito da zero, secondo i parametri di AMP: è la soluzione più lunga e dispendiosa, specialmente per i piccoli business. Scegliete questa opzione solo se pensate ne valga davvero la pena: come detto sopra, se la vostra tipologia di contenuti perde di impatto con AMP, forse meglio seguire le prime due strade.

#2 Advertising – dal cosa al quale

La maggior parte degli annunci pubblicitari sul web sono scritti in JavaScript. Peccato che il codice AMP di Google non li supporti: per continuare ad essere visibili, gli annunci dovranno essere ripensati e scritti con il nuovo sistema. Una trasformazione non facile per le compagnie piccole e medie, che comporta tempo e costi d’intervento da parte di web designer e programmatori. Ma tenete presente che Google non è l’unico posto in cui farsi trovare: Facebook offre, all’interno di Instant Articles, possibilità di inserzione più semplici e immediate da realizzare. Il 90% degli annunci con Instant viene caricato su mobile prima che l’utente arrivi a visualizzarlo: un’ottima performance rispetto agli annunci tradizionali. Per creare un annuncio in Instant Articles puoi partire da qui.

 Dove vengono pubblicati gli annunci? Ci sono 2 possibilità

  • Sceglie l’editore quali annunci pubblicare, in base ai suoi accordi pubblicitari, ottenendo il 100% del guadagno generato
  • Sceglie Facebook in base al target dell’articolo, trattenendo in cambio il 30% degli introiti

Quest’ultima possibilità è la più interessante per i marketers: il proprio target vedrà l’annuncio in un articolo di suo interesse, pubblicato su uno spazio a cui attribuisce credibilità. Quindi sarà più propenso a interagire.

Facebook Instant Articles è un’ottima soluzione per allenarsi alla velocità, in attesa di avere sufficienti risorse per tornare a farsi largo anche su Google, non pensate?

#3 Pubblicare un contenuto: dal perchè al come

Gli Instant Article sono visibili nel feed di milioni di utenti su Facebook. Per farvi una rapida idea di cosa si tratta, date uno sguardo a questo video. Se  in una prima fase sperimentale poteva accedere alla pubblicazione solo un numero limitato di soggetti, ora c’è spazio per tutti, anche a chi si rivolge ad un pubblico locale. Perchè alle persone interessa sapere cosa accade nel mondo, ma anche nella zona in cui vivono. Come si crea un Instant Article? Ecco la ricetta, bastano 4 ingredienti:

  • Create un feed RSS delle storie che volete pubblicare, se non sapete come fare potete consultare questa guida. Poi collegatelo alla vostra pagina Facebook.
  •  Scegliete lo stile che volete dare alle notizie: inserite il logo, i colori, il font che appartengono alla vostra corporate identity, in modo che le persone possano facilmente riconoscere la fonte dei vostri articoli.
  • Inserite le vostre pubblicità o lasciate a Facebook il compito di scegliere quelle che possono interessare di più al vostro target.
  •  Collegate gli strumenti di misurazione: oltre agli Insight di Facebook, che permettono di rilevare il tasso di apertura, il tempo di lettura e lo scroll dell’articolo, potete continuare ad utilizzare mezzi di statistica esterni, come Google Anaytics o comScore. Per distinguere le visite all’articolo che arrivano dal sito da quelle che provengono da Facebook, potete aggiungere uno specifico tag al codice di analytics interno ai vostri Instant Article.

FacebookInstant

In conclusione: niente scelte drastiche, ma sperimentate.

Accelerated Pages, Instant Articles… o entrambe? Secondo alcuni, per i piccoli business è meglio puntare sui Facebook Instant Article, più veloci e semplici da realizzare rispetto alle implementazioni richieste da Google AMP. Altri consigliano invece di utilizzare entrambi, perchè si tratta di opportunità simili, ma differenti: da un lato si aumenta la visibilità dei propri contenuti sulla pagina di ricerca, dall’altro la visibilità sui social. Anche noi vi consigliamo questa seconda strada: Google e Facebook sono colossi del web, non religioni tra cui scegliere. Ascoltate ciò che hanno da dire, assaggiate il buono sia di AMP sia di Instant Article, ma non credete a tutte le loro promesse.

Il segreto per sopravvivere alla velocità è non prendere scelte radicali, ma essere aperti e flessibili a tutte le soluzioni: se la corrente dovesse cambiare improvvisamente direzione, sarete pronti a seguirla.


Guest post scritto da Silvio Porcellana di mob.is.it

SilvioPorcellanaSilvio Porcellana è il fondatore e CEO di mob.is.it, il sistema online utilizzato da oltre 1.000 agenzie e professionisti per costruire siti mobili e app native per i clienti di tutto il mondo. Dalla sua sede nel Monferrato avvia con passione idee imprenditoriali, ama scrivere su web e mobile marketing e aiuta i clienti ad avere successo online. Per leggere altri suoi articoli vai al blog di mob.is.it

Twitter: @silvioporcellan

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