Cose da fare e da non fare in un blog

E’ impossibile dare delle regole generali, però posso dire per esperienza che ci sono alcune cose, comportamenti o atteggiamenti che vi faranno matematicamente perdere visite o allontanare visitatori. Altre che invece invoglieranno i lettori a leggere e ritornare.

A meno che il vostro non sia un blog totalmente introspettivo, per cui non vi interessa nulla di avere visite, è ovvio che vorrete sapere che cosa può far aumentare visitatori, commenti e pageviews.

La regola base è semplice: bisogna scrivere cose che piacciono ai potenziali lettori, in modo piacevole, ed evitare cose che non piacciono, scritte in modo sgradevole. Come dice sempre Barbara: scrivete quello che vorreste leggere.

Quindi anche se non esistono regole universali,  esistono alcune cose da fare sicuramente, e altre cose da non fare assolutamente. Quelle che in inglese si chiamano do’s and don’ts. Vediamole!

Cose da NON fare

  • Non fare riferiferimenti a fatti personali che i lettori possono conoscere solo se affezionatissimi: un post deve vivere di vita propria ed essere capibile da uno che arriva lì e non sa chi sei;
  • Non fare riferimenti a fatti e persone usando pseudonimi stupidi tipo ciccio puccino: dovete accettare il fatto che se volete un coinvolgimento da parte delle persone, dovete coinvolgerle nella vostra vita. Se mantenete le distanze, le persone manterranno le distanze.
  • Non fare metablogging (a meno che il tuo non sia un metablog, come questo). Che cos’è un metablog? è un blog che parla di blog. Nello spettacolo vige questa regola: in tv non si parla di tv, in radio non si parla di radio, e nei blog non si deve parlare di blog! Parlate dei vostri argomenti: il blog e la sua struttura e il lavoro che c’è dietro deve essere invisibile agli utenti. Mai mai parlare di blog, soprattutto per dire: non mi legge nessuno, oppure mi rubano le cose, o certa gente non capisce il lavoro che c’è dietro… non interessa a nessuno!
  • Non trattare male la gente e non farti coinvolgere in flame (litigi): se qualcuno è un evidente scocciatore, bannalo: è un tuo diritto accogliere a casa tua solo chi ti va. Ma fallo silenziosamente e senza commentare il fatto, o attirerai nuove discussioni.
  • Non rispondere a post che non hai letto davvero: faresti figuracce.
  • Non lamentarti: non stai parlando con tua madre con tua moglie, tuo marito o con i tuoi colleghi: stai parlando con gente che vuole qualcosa di stimolante, e sapere i tuoi acciacchi e malanni, spiace dirlo, ma non interessa a nessuno.
  • Non essere cattivo.

Cose da fare

  • sii identificabile in modo non vago: una città vera, un nome vero, i nomi dei tuoi figli veri.  Se proprio non volete dirli, mettete dei nomi di fantasia, ma non pseudonimi o aggettivi 🙂
  • Commenta gli altri blog cortesemente e senza mettere link al tuo sito (se non nella firma quando richiesto);
  • Rispondi ai commenti sul tuo blog (non a tutti! solo se necessitano di risposta);
  • Rispondi alle email che ricevi, anche solo una riga di ringraziamento;
  • Fatti suggerire. Fatti contattare. Lascia un canale aperto per contattarti (email);
  • Usa gli smilies: le frasi possono sembrare secche se non li usi;
  • Sii sempre gentile ed educato;
  • Fai delle gentilezze e dei favori senza aspettarti nulla in cambio.

Domande e riflessioni

Se il tuo blog non va nonostante tu creda di aver fatto tutto bene, prova a farti delle domande, e a riflettere su alcune cose:

  • Nella vita reale sei socievole? inviti spesso gente a casa? vai volentieri a casa degli altri? fai o vorresti fare vita sociale? Se sei riservato nella vita reale, questo si trasmetterà in quella virtuale. Se non sei tu per primo aperto verso gli altri, gli altri non si apriranno con te.
  • I tuoi argomenti sono interessanti? tu leggeresti un blog come il tuo?
  • I tuoi articoli sono coerenti con il tuo blog? hai un calendario editoriale?
Voi che cosa ne pensate? Provando a riflettere sull’argomento in modo razionale, quali sono gli elementi che vi fanno piacere o detestare un blog? Quali suggerimenti dareste su ciò che si deve fare e non si deve fare, e quali domande o riflessioni suggerireste? A voi la parola!

41 commenti su “Cose da fare e da non fare in un blog”

  1. A me piacciono gli pseudonimi 🙂
    Li uso e mi piace leggerli negli altri blog perché mi fanno ridere e mi danno di una persona un’immagine “sintetica” se sono fatti bene. Ecco, devono essere fatti bene, proprio come un sunto della personalità del soggetto.
    E poi gli sfoghi, soprattutto nei blog a sfondo o dichiaratamente mammeschi fanno sentire meno sole.
    Però ovviamente non devono essere eccessivi. Non possono diventare il modus operandi di un blogger.

    • Certo, è una questione di gusti 🙂
      Più che altro intendevo gli pseudonimi fatti per proteggere e nascondere a tutti i costi la propria privacy: io credo che se hai paura di un ambiente, non riuscirai ad integrarti bene. Ci sono blog totalmente blindati: non c’è una email, un nome, un riferimento: come si può pretendere di trovare persone affini se hai paura e non dici nulla di te?
      E’ come andare in un locale per trovare compagnia, e stare seduti in una sedia nell’angolo con gloi occhiali da sole la faccia seria e girati di spalle: stai lanciando un chiaro messaggio: “non scocciatemi!” 🙂

      • Sì, infatti devono essere cose divertenti, usate per proteggere quel po’ che si può, ma senza esagerare.
        Io sul mio li sto mantenendo ma più per affezione che altro visto che tanto Google ti impone di mettere il tuo vero nome nel profilo.

  2. Neanche io ho chiaro il discorso dello pseudonimo, soprattutto perchè ne leggo tantissimi oggigiorno e mi sembrano funzionare… sbaglio?
    Per il resto sono abbastanza d’accordo, questo post è da leggere e rileggere per riflettere.
    Grazie come sempre

    • Come ho detto a mammachetesta qua sopra. E aggiungerei: in certi ambiti e contesti va bene, ma analizzando i blog di successo che conosco, tutti hanno una identità definita.
      Se uno ha un blog personale senza pretese, va benissimo. Credo che siano in molti ad avere blog segreti, ma non rientrano nell’analisi che ho fatto, e l’ultima cosa che vorrebbe chi ha un blog segreto, è quella di vederlo avere successo 🙂

    • Secondo me lo pseudonimo funziona quando è limitato. Nel senso che se ci sono 3 nick (mammina, papino, puccino) ci può anche stare.
      Ma se ogni post è infarcito di soprannomi, riferimenti a fatti personali e 4-5 link a post passati che fanno riferimento a vicende personali passate… è un delirio.

      Il succo, secondo me, è questo: ogni post dovrebbe essere ‘capibile’ anche singolarmente, senza conoscere tutta la storia dell’individuo. Altrimenti che senso ha stare sui motori di ricerca, essere trovati, e poi consegnare ai lettori un post che assume significato solo se leggi tutto l’archivio del blog?

  3. Una domanda: perche non va bene rispondere a tutti commenti? (sopratutto se non ne hai 50 al giorno – un caso raro) Magari è una mia fissa ma sono felecissima se c’è la risposta a un mio commento. Magari perche scrivo in una lingua straniera e c’è sempre paura di sbagliare e offendere qualcuno senza volerlo. Quando c’è la risposta c’è la sicurezza che il tuo commento è stato pereso bene e stimola di commentare nel futuro.
    A me piacciono blog dove nei commenti si creano tanti dialoghi parralleli. Peccato che blogger non lo permette. Infatti sto pensando ad altri soluzioni.

    • Intendevo che non deve essere un obbligo: soprattutto con persoe con cui si ha confidenza, in commenti che non richiedono risposta, a volte mi sembra sforzato rispondere per forza.
      Se in un blog che frequento spesso scrivo: “Fantastico!” perchè mi piace il post ma non ho altro da aggiungere, non mi aspetto risposta, è solo una specie di “mi piace” di facebook in versione blog, e non richiede risposta 🙂

      • Ho capito che cosa intendevi. Certo non deve essere un obligo. Nel mio blog rispondo perche mi piace rispondere anche se certe volte magari la mia risposta sembra sforzata. Almeno così sodisfo la voglia di comunicare con i miei lettori:)
        Certo per un blog come quello di Barbara è diverso. Ma noi chi sà se arriveremo questi livelli.

  4. Effettivamente la cosa dei commenti ha lasciato perplessa anche me; per vari motivi tra cui impegni personali, pseudo lavori, musiche o altri gadget che rallentano tanto i vari blog, non riesco a girare quanto vorrei, ma quando capito da qualcuno di cui apprezzo il lavoro, lascio il commento, ma dopo una, due, tre volte senza nemmeno un grazie, io personalmente lo cancello proprio dall’elenco dei blog che seguo, perchè anche se siamo in rete, la gentilezza e l’educazione ci devono sempre essere. Poi capisco che una abbia 100 commenti a post, ma se non vuoi rispondere a uno per uno, almeno dire “grazie a tutte”, sarebbe carino 🙂
    E’ così sbagliato il mio pensiero?
    Grazie comunque di questi altri consigli.

    • Lory, non è sbagliato il tuo discorso, ma non tiene conto (almeno dal mio punto di vista) del tempo 🙂
      Mi faccio un esempio da sola: anche se forse dall’esterno non si vede, io ricevo circa 5-700 email al giorno e circa 2000 commenti alla settimana. Solo sul mio blog principale. E poi ho pure un lavoro 🙂
      E’ davvero complicato rispondere a tutti, singolarmente. Certe volte riesco, certe volte no.

      Io penso che commentare debba essere un piacere, e non una moneta di scambio: io non mi offendo se qualcuno non mi risponde. Commento perché mi piace commentare, e non per ottenerne in cambio qualcosa.

    • Gulp allora ti rispondo subito! aha scherzo 😀
      Tenete però conto che esistono differenze di educazione tra la vita reale e il blog: non rispondere a un commento non deve essere visto come una scortesia. Se il commento contiene una domanda, allora sarebbe educato rispondere. Ma se è un commento del tipo: “bellissimo articolo”, stai tranquilla che l’autore lo nota anche se non risponde 🙂
      E per la tua domanda: il tuo pensiero non è sbagliato, però credo che bisogna sempre concentrasi su quello che vogliamo noi e che possiamo fare noi, non su quello che vorremmo dagli altri e che vorremmo che facessero.
      Quindi io mi posso imporre di rispondere ai commenti sul mio sito, mi posso dare la regola di commentare si tutti i post che mi piacciono, ma non posso e non devo pretenderlo dagli altri.

      • Ma infatti io non vado a dire agli altri: tu non mi hai risposto, semplicemente se vedo che la cosa è ripetuta, smetto di seguire; è ovvio che non bisogna farsi condizionare dagli altri. Voi avete pure ragione e come ho scritto sopra, non dico che bisogna rispondere post per post, ma almeno un grazie generale ci sta tutto e alle domande si risponde.
        Ora, non scendo nel dettaglio perchè diventerei polemica e non è nè il posto e nè il caso, ma vi posso assicurare che non è sempre questione di mancanza di tempo.
        Io sono la prima a seguire chi è migliore di me, perchè dai migliori si impara sempre, ma essere snob, fa perdere contatti.
        E detto questo, vi lascio lavorare in pace 🙂
        Buona giornata.

  5. Ciao Nestore, capisco il tuo discorso sugli pseudonimi e sull’efficacia dei nomi veri, ma sono d’accordo solo parzialmente. Io uso il mio nome di battesimo, ma ho deciso di non usare quelli della mia bimba (che chiamo BabyBoom) e del mio partner (che chiamo Wired) perché mi sembra più rispettoso nei loro confronti. Inoltre sono d’accordo con Mammachetesta sul fatto che possono essere utili per definirne il carattere! Per tutti gli altri punti, grazie mille — sei un vero guru!

      • ho chiamato sarah “papazzana” sul blog per un pò..poi mi è sembrato irrispettoso ..e cioè ho pensato esattamente il contrario…comunque la chiamo sarah ora . Non voglio scatenare una polemica ma come vedi sono punti di vista… 🙂

    • La mia domanda invece è: se vai a una cena o a un incontro, o in qualunque occasione sociale, tu dici: vi presento Wired e BabyBoom, oppure “vi presento Marco e Paola” per dire?
      Per quelli che nella rete ci vivono, come me, e per molti altri, dare dei nomi così ai propri familiari suona strano tanto quanto suonerebbe a te se qualcuno ti si presentasse nella vita reale in questo modo 🙂
      Poi non è assolutamente una regola generale, come dicevo sopra: dipende dall’impronta che vuoi dare al tuo blog.

      • Eh, tema spinoso… dipende da quanto si tiene alla propria “popolarità” nella vita reale. Una volta al parco ho trovato una mamma che mi ha detto: “Samu? Dani? Mathias? ma tu sei… sei l’Arianna di Tutto Doppio!” che magari a qualcuno può pure far piacere, ma lì per lì mi sono imbarazzata da morire. Avevo di fronte qualcuno che sapeva un gran numero di cose sulla mia famiglia, niente di compromettente ovviamente, ma io questa qui manco sapevo chi fosse, ho avvertito un forte disequilibrio. Insomma, io credo che usare pseudonimi sia impersonale, e magari se si trova scritto “puppy ha fatto pipì in salotto” non si capisce se si sta parlando di un gatto, di un cane o di un bambino, ma aiuta a prevenire situazioni come quella sopra descritta, se uno non le ama, o almeno a ritardarle… 🙂

        • Non capisco che cosa ci sia di male… se scrivi di te sul web, vuoi farti conoscere, no?
          A me le situazioni come quella che descrivi sono quelle che esattamente mi fanno venire voglia di bloggare 🙂
          Se però uno ne ha paura, allora è meglio che usi pseudonimi. Però secondo me cambia il rapporto con le persone: non sei più una persona che parla di se e si racconta, ma sei un racconto o un romanzo.

          • Beh, ecco, distinguiamo: se io bloggo di craft, è ovvio che se scattano incontri e collaborazioni nella vita reale ne sono più che felice. Ma se ho un blog personale in cui da qualche parte ho scritto “ieri mi è partito uno schizzo di latte e ho accecato il bambino” qualcuno si figurerà una tetta, e incontrare qualcuno che mi ha immaginata in questa e altre situazioni analoghe… ahhahha, un po’ mi incasina 😀
            Dopotutto la maggior parte dei blog personali devono la loro fama all’arte di attribuire a un semplice fatto di cronaca (mammesca e non) quel qualcosa in più che riesce a emozionare, quindi a lungo termine è molto vicino secondo me all’idea del racconto/romanzo. Secondo me mi sto incartando, perciò mi fermo qui 😉

          • io ho usato una via intermedia: nella pagina “Chi sono” ho usato il MIO vero nome, per poi parlare di me nei vari post come Aprovadimamma. In pratica, chi mi legge on-the-go mi conosce come Aprovadimamma, ma chi vuole approfondire può sapere come mi chiamo veramente.
            Per quanto riguarda i nomi degli altri membri della famiglia, anch’io preferisco gli pseudonimi: in fondo racconto cose della LORO vita (con moderazione, ovviamente 😀 ) che non è detto a loro faccia piacere siano di dominio pubblico, perchè internet è moooooolto più “pubblico” di qualsiasi cena, incontro, meeting tu possa pensare. E’ un compromesso, tipo “parlo di te, ma non dico chi sei”.
            PS – e comunque questo post mi ha dato suggerimenti per migliorare la pagina “Chi sono”, grazie!

  6. esperienza personale mi pento di aver iniziato la mia vita online con uno psudonimo e ora non posso cambiare il nickname sui vari account che ho creato (tipo youtube) e farne di nuovi perdo molte cose. La scelta del nickname deve essere ben calcolata… Fortuna che ormai sono conosciuta con entrambi i nomi e spesso molti mi chiamano Yersinia quando mi incontrano per la prima volta.
    anche se non ricevo così tanti messaggi come barbara a volte è difficile star dietro a tutto e non sempre ho tempo per rispondere ai messaggini. Quello che non ho ancora capito è perchè spesso si dia così tanta importanza ai commenti, perchè una si sente più importante se ha più commenti o commenti per essere a sua volta visitata per una qualche legge che dice “lei mi ha commentato ora devo fare la stessa cosa per ricambiare il favore”. E si, quelli che ti lasciano il link al loro blog e chiedendoti cosa ne pensi o di visitarli li brucerei al rogo.
    Calendario editoriale?!? What’s??? credo che il mio blog rispecchi perfettamente come sono nella vita reale…tanto incasinata da dover scrivere una lista delle cose da fare perchè altrimenti mi perdo in un bicchiere d’acqua. Invece con l’altro blog di maglia riesco meglio a organizzare le cose anche se sto pensando a dedicare ogni giorno della settimana a un argomento dedicato ma non so quanto potrei essere in grado poi di trovare tutto il materiale per poter mantenere il ritmo

    • Io non sono contro il nick in se: ho ancora tante persone che nella vita reale mi chiamano con i vari nick che ho avuto nella mia vita online 🙂 Anche Barbara è mammafelice, io in giro sono nex, nexnova, parallax e altri ancora, a seconda dei contesti. Il nickname e la possibilità di avere eteronimi è una delle figate di internet!
      Ma se vuo vendere online, per esempio, devi avere una faccia e un nome reali. Se vuoi offrire servizi, pure. Se vuoi sentirti vicino alla gente e attirare fiducia, anche.

      • nemmeno io sono contro il nickname, solo che ci vuole un po’ di attenzione a sceglierlo e magari per quegli account che possono interagire con più propri nickname/piattaforme/social network scegliere il proprio nome o qualcosa che possa essere coerente con tutto. Provo a spiegarmi, il mio account di youtube è con il nome Yersinialapeste, il mio account di blogspot è Vio Yersinia, più che i miei blog crescono più che mi piace essere vista come Vio o Violeta, una specie di crescita personale, che però si trova a cocciare con dei nomi che ho scelto un po’ alla leggera nel passato. Niente contro il mio nicname Yersinia, solo che ora vorrei che il mio canale youtube fosse conosciuto con un nome che possa essere ricondotto a tutte le mie 4 realtà (blog personale, blog di maglia, negozio, l’essere ostetrica) e non solo a quella del mio blog personale. Ecco, era giusto un “fate attenzione ai nomi che scegliete”

        • Consiglio utilissimo, solo che a volte è davvero difficile, perchè nulla può assicurare sul fatto di trovare i nomi disponibili nelle varie piattaforme: quindi credo che questo problema sia un po’ di tutti. Se poi il nome è bello, stai tranquilla che qualcuno da qualche parte lo userà prima di te.
          Sai che mi hai dato l’idea per un post? grazie! 🙂

  7. ehhh no sarò mai una blogger di professione ma questi sono suggerimenti che mi sento di seguire ugualmente…
    Sarà per questo che tengo un blog dove mi sfogo e me ne frego se qualcuno mi legge o meno …anzi nn mi capacito quando mi commentano 😛

    e l’altro ossia il nido di Ale dove sto cercando di migliorare grazie a voi 🙂

  8. Ciao Nestore, concludi il post con delle domande e provo a darti il mio punto di vista.
    Detesto l’aggressività e la superbia. Queste sono, dunque, le cose che mi fanno scappare a gambe levate da un blog.
    Il blog, di solito, riflette l’animo e la personalità del suo autore. Quindi, leggere qualcosa che lascia trasparire la superbia dell’autore o, peggio, la sua aggressività, mi disgusta.
    Mi piacciono le persone socievoli. Mi piacciono i commenti di chi vuole interagire perché ha notato di avere qualcosa in comune con me. E’ la cosa che mi diverte di più ed è proprio questo il bello della rete 🙂
    Per il resto sono d’accordo con te 😉

  9. piccola nota polemica, ma la faccio solo per stimolare la conversazione 😉

    nel post dici du cose che non condivido in pieno:
    !) Fai delle gentilezze e dei favori senza aspettarti nulla in cambio…
    verissimo, c’è però un rischio, che molti corrono: diventare schiavi del blog e dei suoi lettori e/o sfruttatori. pensaci, se ti abitui a rispondere sempre a ogni richiesta, per gentilezza, ti fai coninvolgere in iniziative benefiche, in iniziative sociali, promozionali…. sai come finisce? che non hai più tempo per scrivere, per seguire gli obiettivi che ti eri riproposto all’inizio dell’avventura… insomma, secondo me è meglio mettere dei chiari ‘paletti’ rivolti a tutti, lettori, pubblicitari, uffici stampa, iniziative benefiche. appaio cinica? no, sono solo reduce da 4 anni di blog e la differenza con la gestione di un sito è tanta. dai blogger ci si aspetta troppo spesso tutto gratis, e soprattutto ci si aspetta che siano alla ricerca disperata di visibilità. cosa che purtroppo in molti casi è vera.

    2) Nella vita reale sei socievole? inviti spesso gente a casa? vai volentieri a casa degli altri? fai o vorresti fare vita sociale? Se sei riservato nella vita reale, questo si trasmetterà in quella virtuale. Se non sei tu per primo aperto verso gli altri, gli altri non si apriranno con te.

    non sono completamente d’accordo, ci sono molti blog davvero interessanti che seguo, in cui il ‘padrone di casa’ risponde raramente ai suoi lettori e in cui non racconta troppo di se stesso. ma ha un seguito, un suo perché e soprattutto dice cose interessanti.

    io credo che i blog non debbano per forza essere un’opera di bene, sono fatti per esprimere il proprio pensiero o la propria vena artistica, e questo già basta. perché si richiede di condividere di più. il rischio è la perdita della privacy e il furto di idee, che succede tutti i giorni. e lo sharing a tutti i costi, secondo me, non è la risposta.

    • ciao, la penso come te, e mi spiego meglio.
      1) Fai delle gentilezze per me significa: quando ti va e se ti va, fai ogni tanto delle gentilezze gratuite. Questo esclude automaticamente la possibilità di diventare schiavi. Il fatto che io voglia e possa fare delle gentilezze, non significa che qualcuno possa pretenderne da me. Il fatto su cui volevo puntare era: se fai delle gentilezze, falle senza aspettarti nulla.
      2) anche io seguo blog di persone che addirittura hanno i commenti disabilitati: però non si lamentano di non avere scambi con gli interlocutori 🙂 questo punto era rivolto a chi non si apre verso gli altri, ma pretende che gli altri si aprano verso di lui ( o lei).

      Sul blog come opera di bene poi sai già come la penso: noi ci campiamo di questo, quindi sappiamo che ha un valore e non lo sviliremmo mai: penso però che condividere, in ambito internet, dia più risultati positivi che negativi, e penso che uno dei pochi modi per avere successo con un blog sia quello di condividere: conoscenze, competenze, arte.

  10. beh anche qui bellissimo post, mi accorgo solo ora che all’inizio della mia avventura di blogger (ormai un anno fa la prossima settimana) ho fatto quasi tutto quello che non avrei dovuto fare, adesso i miei post sono cambiati molto, ma un pezzo di casa mia c’è e ci sarà sempre 🙂

    anche io un paio di volte all’inizio andavo in giro a commentare per farmi conoscere chiedendo la visita, ma poi mi rendevo conto che era brutto e non l’ho più fatto, ero all’inizio e non sapevo come funzionava :p…..adesso odio quando lo fanno con me sono sincera

    altra cosa, io non ho molto tempo per commentare da tutti, ho quasi 600 fallower più quelli di word press e di altre piattaforme che mi hanno nel loro Blogroll, ma come si fa? loro si aspettano che io passi da loro, e spesso magari lo faccio con i feed che per me sono più veloci (visto che ho la chiavetta) ma non riesco a commentare a tutti lo faccio se ho qualcosa da dire veramente oppure se rifaccio la ricetta di uno o se un consiglio che ho seguito a funzionato (o qualcuno che per me è amico davvero :)) e in quel caso è un’altra cosa)

    per il resto sono pienamente d’accordo, si inizia, si sbaglia, si cresce e si migliora sempre di più <3

  11. Sul fatto di commentare sugli altri blog anche io ho qualche difficoltà di tempo…..ne seguo tanti e qualche volta non ce la faccio proprio…da un certo punto di vista Facebook è meglio perché con un “mi piace” è possibile far sapere che comunque hai gradito il post, la foto o l’intervento…adesso che c’è la possibilità di “piacciare” anche su molti blog spesso la sfrutto…anche perché al momento buono difficilmente mi vengono le parole lo ammetto..non so mai cosa scrivere!!!! E faccio fatica anche a scrivere di me…sono un po’ una frana, per fortuna il mio blog è principalmente creativo e quindi faccio parlare le mie creazioni!!!

  12. Mamma mia quante ne devo imparare…
    è la prima volta che passo di qua e ho trovato moltissimi consigli utili.
    Utilizzo blogger ( sono una hobbista , ben lontana dal professionismo) e da quello che leggo in giro è molto criticato , e se da una parte vorrei provare a cambiare piattaforma dall’altra ho paura di fare un gran casino….ci proverò.. (forse..:-))
    Grazie dei vostri consigli , vi seguirò !

  13. a me non piace l’uso degli smilies e non impazzisco per i blog che non hanno una identità/personalità ben distinta, un po’ come nel mondo reale… idem per le polemiche, a me non piacciono, ma è anche vero che spesso chi ne fa molte ha miriadi di followers con la stessa mentalità e ci fa pure i soldi a volte con queste polemiche/flame

  14. Io per il nome mio e di mio figlio sto usando dei nick in linea coi veri nomi…Per gli smiles, ero sempre in dubbio se usarli o meno delle volte. Ho una domanda…Come comportarsi davanti a critiche di lettori? Non intendo opinioni diverse, o critiche tecniche, ma proprio il “fraintendimento” di un concetto espresso…Ciao a tutti 🙂

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