Hosting WordPress

Datacenter

Che cos’è l’hosting? Quali sono le differenti tipologie di hosting per WordPress?  Come scegliere un buon piano di hosting? Cercheremo di spiegarlo in modo semplice.
Siamo convinti che WordPress sia per ora la migliore piattaforma di blogging: lo utilizziamo da quando non era ancora diffuso e le piattaforme professionali famose erano altre, è stato alla base del successo dei nostri progetti (mammafelice, trashic, e retelab stesso) e dei progetti che abbiamo realizzato per i nostri clienti (alcuni dei quali li trovate nel portfolio di nexnova) ed è attualmente la piattaforma più diffusa al mondo e il software più installato sui server di tutto il mondo.
Ma spesso chi inizia è confuso dalle enormi possibilità offerte, non sa la differenza tra wordpress.com e wordpress.org, non riesce a capire perchè esistono soluzioni gratuite e soluzioni professionali che costano 3.750$ al mese o più, come WordPRess VIP hosting, e soprattutto non sa come scegliere e in base a quali parametri. Leggendo di seguito lo capirete, ma mettetevi comodi perchè l’argomento è vasto e quindi l’articolo è abbastanza corposo.

Abbiamo già parlato in due articoli di come aprire un blog WordPress  (l’argomento era troppo lungo per un solo post):

Ma il discorso della tipologia di hosting è stato trattato solo marginalmente, quindi lo approfondiremo qui. Parlerò solo di hosting adeguati a WordPress, quindi managed per quanto riguarda il sistema, perchè ritengo che le capacità di amministrazione di sistema siano fuori dalla portata della stragrande maggioranza dei blogger.

Che cos’è l’hosting

Prima di tutto come sempre vi rimando alla wikipedia, alla voce hosting:

In informatica si definisce hosting (dall’inglese to host, ospitare) un servizio di Rete che consiste nell’allocare su un server web le pagine web di un sito web, rendendolo così accessibile dalla rete Internet e ai suoi utenti.

Quindi qualunque sito internet, compreso il vostro blog, ha bisogno di un servizio di hosting.  L’hosting è una cosa diversa rispetto al nome del dominio, anche se a volte le due cose vengono offerte insieme e gli utenti si confondono: per fare un paragone, il nome di dominio (esempio retelab.it) è come l’indirizzo di casa, e l’hosting è la casa stessa. Possono esistere indirizzi senza casa, case senza indirizzo, ma solitamente ad ogni indirizzo corrisponde una casa, lo stesso avviene con i siti internet.

Caratteristiche dei servizi di hosting

Le caratteristiche principali di un piano di hosting, che ne determinano il costo, sono:

Spazio disco, ovvero la quantità di informazioni che potete memorizzare. Per informazioni si intendono foto, articoli, video, e così via. Per un sito WordPress possono essere necessari da 50Mb a qualche Gb, dipende molto dalla tipologia del sito e dalla quantità di informazioni che fornite. Se utilizzate risorse esterne (youtube, imageshack, flickr, etc)  – non utilizzate spazio sul server, ma se avete molte visite potreste avere limitazioni anche nell’utilizzo di risorse esterne.

Database, ovvero la dimensione e il numero di database che è possibile avere. Per WordPress ne basta uno, ma con gli anni può diventare molto grande (gestiamo alcuni siti con database superiori a 1Gb).

Larghezza di banda garantita, ovvero quanto traffico può arrivare sul vostro sito in un determinato momento. Se ve ne viene offerta poca, non potrete gestire i picchi e se arrivano molti utenti contemporaneamente sul sito, saranno rallentati o non potranno accedere.

Traffico mensile ovvero quante visite potete ricevere in un mese. L’unità di misura è Gb/mese (Gigabytes al mese) e il numero di pageviews mese che potete offrire con un determinato piano dipende dalla tipologia del sito (grafico, solo testo, ad alta interazione, etc). Alcuni hoster misurano il traffico in visite mese o pageviews / mese.

Supporto di sistema, ovvero gestione del sistema operativo, aggiornamenti, protezione, hardening, firewalling, e così via. In questo articolo tratto solo hosting managed lato sistema (escludendo quindi i server dedicati unmanaged , i vps unmanaged, i cloud server unmanaged, etc che costano molto meno ma che per fare hosting serio non sono alla portata di chi non sia sysadmin).

Supporto WordPress, ovvero aggiornamento di WP e dei plugin, risoluzione di problemi, protezione da attacchi e ottimizzazione del sistema. I livelli disponibili sono unmanaged (nessun supporto WordPress), semi-managed (aiuto nel setup iniziale, backup e ripristino, ottimizzazione di base, suggerimenti e assistenza ma non gestione totale), totally managed (totale gestione di WordPress, plugins  e delle problematiche relative).

Supporto di sistema e supporto WordPress sono due cose totalmente distinte: la gestione di sistema è essenziale e richiede competenze che si possono imparare solo con anni di studio e lavoro costante. La gestione di WordPress, anche lato admin, è alla portata della maggior parte dei blogger, mae con piani managed anche su WordPress si avranno i migliori risultati e le migliori performances (infatti sono i piani più cari).

Monitoring, ovvero controllo automatico del server e intervento immediato in caso di problemi.

SLA, ovvero Service Level Agreement. Se avete necessità che il sito non vada mai giù, perchè per esempio avete dei contratti pubblicitari importanti, potete sottoscrivere uno SLA. Ovviamente nessuno può garantire che il sito non cadrà mai, ma con questo contratto il provider si impegna a rimborsarvi dei soldi o pagare penali nel caso in cui succeda (e non sia colpa vostra). Può avere costo molto elevati.

Backup, ovvero come e dove viene effettuato il backup. L’argomento è vasto, ne ho già scritto e ne scriverò ancora. Per stare tranquilli il backup deve essere effettuato dal provider almeno in due modi e due luoghi diversi, in automatico.

Esistono molti altri parametri, ma questi sono i principali. Sono stato volutamente non tecnico e impreciso, ma il mio scopo è cercare di far capire a non esperti, non entrare in dettagli tecnici.

Vediamo ora le principali tipologie di hosting in base ai costi e alle risorse offerte.

Hosting gratuito

Costo: nessuno.
Supporto WordPress: SI, automatico e con molte limitazioni.
Utenza: hobbisti, siti a basso traffico non professionali.

Molti sono portati a pensare che su internet esistano servizi gratuiti, o illimitati, ma non è così: le aziende in quanto tali devono generare profitto, quindi qualunque cosa venga offerta gratuitamente, ha una contropartita, per esempio:

  • Pubblicità inserita automaticamente nei blog;
  • Miglioramento del marchio;
  • Creazione basi utenti da rivendere;
  • Offerta di altri servizi correlati.

In poche parole chiunque vi offra hosting gratuito ha delle spese, e deve rientrare di queste spese e generare guadagno. Questo non significa che non possa essere conveniente per chi ne usufruisce, ma come qualunque cosa data in usufrutto gratuito può terminare, funzionare male, cambiare, senza che voi possiate fare nulla. Splinder alcuni mesi fa chiuse, e tanti altri servizi hanno chiuso i battenti nel corso degli anni. A volte da un giorno all’altro, in caso di fallimenti.

Quindi ecco una regola importantissima: se siete professionisti, non potete usare servizi gratuiti, a meno che non ve ne importi nulla di poter rimanere da un giorno all’altro senza blog. E dovete sempre sapere chiaramente il perchè vi viene offerto gratuitamente.

Se siete hobbisti, volete imparare, fare prove, o gestite un blog personale, l’unico servizio gratuito che mi sento di consigliare è l’ottimo WordPress.com. Ha molte limitazioni rispetto alla versione che potete installare su un vostro hosting scaricandola da wordpress.org, ma è ben fatta e non ci sono sotterfugi. Rientrano dei costi con pubblicità che ogni tanto inseriscono nei blog, con servizi aggiuntivi a pagamento e quando i siti crescono sono invogliati a passare a soluzioni  a pagamento. Inoltre è limitato il numero e il tipo di plugins che si possono utilizzare, i templates, e così via.

Hosting di base

Costo (per un sito da 20 Gb/mese di traffico) : inferiore ai 120 euro / anno.
Supporto WordPress: NO (unmanaged).
Utenza: hobbisti, siti a basso traffico, vetrina di piccole aziende, comunità.

Al livello superiore ci sono hosting a basso costo. Spesso offrono soluzioni “illimitate”, che ovviamente non possono esistere. Al mondo si paga tutto, e internet non fa eccezione. La banda si paga, i server si pagano, la corrente elettrica si paga, quindi nessuno può offrire hosting con spazio e banda illimitati.

Se vedete la parola: “illimitato”, è una fregatura. Allora perchè si vedono offerte di questo tipo? La risposta semplice è che alla gente piace crederci, e alle aziende piace guadagnare sui creduloni, la risposta completa è un po’ più articolata.
Statisticamente  999 blogger su mille hanno un traffico basso, inferiore alle 500 pageviews/giorno. Ospitando migliaia di siti, molti provider accettano questo rischio.  So per certo da clienti che si sono rivolti a noi, che anche presso provider seri, enormi e famosissimi, se si supera un certo traffico viene attivato il throttle (ovvero rallentano il sito per diminuire il traffico) oppure viene chiuso il sito invitando passare ad un piano professionale.
Se esistessero piani illimitati, non si capirebbe perchè siti come quello di Repubblica o Martha Stewart o simili paghino centinaia di migliaia di euro all’anno: basterebbe un piano illimitato 🙂

Questo non significa che tutti i piani a basso costo o spacciati per illimitati non vadano bene: hanno dei pro e dei contro, ed esistono ottimi fornitori di servizi di hosting a basso costo (sempre che si accettino i compromessi). Ne cito alcuni, ma ne esistono diverse centinaia di famosi e altrettanto validi. I più famosi ed utilizzati sono:

Non scendete sotto gli 80-100 euro all’anno perchè sotto quel costo non è possibile offrire servizi decenti.

Tutti questi hosting sono unmanaged, ovvero: vi viene fornito un pannello di controllo e dovete sbrigarvela da soli o con il supporto di forum, documenti, comunità. E’ un buon modo per farsi le ossa ed imparare, ma non è una soluzione professionale. Se fate errori nella gestione del blog, installate qualcosa che consuma troppe risorse, il sito vi viene hackerato, siete responsabili voi di risolvere il problema e finchè non lo risolvete il sito viene chiuso o reso inaccessibile.

Hosting professionale semi managed

Costo (per un sito da 20 Gb/mese di traffico): a partire da 240 euro anno. Proporzionale al traffico e ai servizi richiesti.
Supporto WordPress: parziale (semi-managed).
Utenza: professionisti, vetrina di aziende, comunità, siti che guadagnano con advertising.

Tutti i servizi di hosting di questo livello vi indicano chiaramente i limiti dei piani, perchè si rivolgono ad un’utenza seria e professionale.

E’ il tipo di hosting che consiglio sempre, perchè garantisce affidabilità, sicurezza, disponibilità. Non potete pretendere miracoli nell’assistenza, ma sono in genere strutturati per garantire che il vostro WordPress giri bene e vi aiutano in caso di problemi gravi.

con un hosting di questo tipo le vostre visite, e conseguentemente i costi di hosting, possono aumentare molto.

Nexnova, la nostra azienda, offre questo tipo di hosting (c’è anche un piano base per clienti di nostri servizi a 120 euro / anno), e lo offrono anche alcune aziende americane. In Italia lo offrono in genere aziende medio piccole, e principalmente come supporto a clienti di altri servizi.

Hosting professionale managed

Costo (per un sito da 20 Gb/mese di traffico): a partire da 400 euro anno. Proporzionale al traffico e ai servizi richiesti.
Supporto WordPress: totale (managed).
Utenza: professionisti, vetrina di aziende, comunità, siti che guadagnano con advertising.

Questo è in assoluto il miglior livello di hosting WordPress che si possa avere, e ovviamente il costo è il più alto. ci sono delle limitazioni, ma sono tutte a vantaggio del cliente, ovvero non vi viene permesso di installare plugin o software con bugs.

Con piani di hosting di questo tipo il blogger non deve preoccuparsi di nulla dal punto di vista del server e di WordPress: tutto, dall’amministrazione del sistema, ai backup, ad aggiornamenti di WP e plugins, alla rimozione di malware e protezione attacchi, è a carico dell’azienda che effettua l’hosting.

Con un hosting di questo tipo, se il sito è valido le visite cresceranno molto dato che non sono limitate dalle risorse a disposizione, e potreste trovarvi in breve in piani da centinaia di euro al mese. Questo fenomeno è vero anche per gli hosting semi-managed, ma l’aumento di prezzo è molto meno marcato.

Ma allora quale hosting scegliere?

Dipende da quanto si può spendere, da quanto si pensa di crescere, e dall’affidabilità, velocità e possibilità di crescita che si vuole. Vediamo alcuni profili tipici e il tipo di hosting consigliato:

Hobbista a basso budget non interessato a esplorare WP:
Sicuramente un piano free su wordpress.com. Permette di essere operativi subito, e non dovete fare altro che scrivere.

Hobbista a basso budget appassionato di programmazione e gestione CMS che vuole imparare:
Almeno un hosting di base. Vi tocca lavorarci sopra, ma se vi piace non è un problema, anzi si impara molto.

Professionista che vuole una vetrina della propria attività:
Suggerisco un hosting professionale semi managed: unisce basso costo a sicurezza di offrire un buon servizio, e dato che il sito non arriverà a visite enormi e non viene aggiornato spesso, si sta tranquilli di offrire una buona immagine di se spendendo poco (10-20 euro al mese per un professionista sono una cifra irrisoria).

Blogger professionista, portali molto visitati o ad alta crescita:
Hosting professionale semi managed o totally managed: per siti molto visitati si superano facilmente le migliaia di euro all’anno, ma se siete dei professionisti avrete sicuramente altro di cui occuparvi che non ripulire e correggere database, debuggare plugin o ripristinare siti compromessi.

Conclusioni

Se avete avuto la pazienza di leggere sino a qui, avrete le idee un po’ più chiare sul mondo dell’hosting. Se avete un sito, l’hosting è una cosa importante. E se avete un’attività, il sito è ormai ciò che di voi vede il mondo. La maggior parte delle aziende e dei professionisti, anche piccolissimi, spende ogni mese decine o centinaia di euro di telefono, centinaia di euro di auto in spostamenti e auto, e centinaia di euro di affitto e attività social: non ha senso voler spendere meno di una cena al ristorante al mese per quello che è ormai l’aspetto più importante per la visibilità di un’azienda.

 

28 commenti su “Hosting WordPress”

  1. Mi mancavano un sacco i vostri articoli e questo lo trovo una bomba di utilita’, grazie! 😀
    Credo che valga proprio il caso di dire “il tempo e’ denaro”, se uno deve impazzire dietro una gestione tecnica che non e’ in grado di fare e che se gestita male porterebbe un grande danno (non necessariamente economico, anche perdere le proprie idee e magari quelle di altra gente e’ un danno enorme) investire qualcosa in piu’ puo’ davvero fare la differenza.
    Per altro, per noi e’ tempo di rinnovo hosting, per cui l’articolo cade davvero a fagiolo… personalmente di tutto questo avevo un’idea molto molto scarna.

  2. Grazie del post.
    Siamo proprio in procinto di cambiare host, ma decidere è difficile.

    Intanto con chi andare… se leggi in giro trovi sempre commenti positivi e negativi.

    Poi che piano scegliere… Il nostro blog “Pizza e Fichi” pur essendo in rapida crescita credo che nella blogosfera venga pur sempre considerato, appunto… “pizza e fichi”, in quanto di nicchia e con un numero di visitatori relativamente basso. Nel tuo pezzo tu fai riferimento a Gb/mese; come posso convertirlo in visualizzazioni o visitatori/mese?
    Una volta calcolato questo numero… shared o VPS? Come effettuare la scelta? Se il sito è grosso e con molte visite è facile, ma se tutto va bene non credo che arriveremo a questo punto prima di un altro annetto… Per cui come posso effettuare una scelta informata tra i due?

    Nel post dici che con un servizio di hosting (semi) managed le visite possono aumentare di molto. Qual è il collegamento tra visite e servizio di hosting?

    Per il momento basta con le domande… ora provo a digerire meglio il post e vediamo se me ne vengono altre:)

    • Rispondo alle tue domande:

      I commenti positivi e negativi ci sono sempre per tutto 🙂 Nel campo dell’hosting però puoi trovarne alcuni che davvero non hanno commenti negativi. Ovviamente sono carissimi, perchè per non avere commenti negativi deve esserci un team di ingegneri disponibile 24 ore su 24 per risolvere problemi.

      Per quanto riguarda la conversione da visite a Gb, non può essere fatta in automatico madipende dal tipo di blog: alcuni blog fotografici (oppure configurati o gestiti male) con 1000 visite al giorno fanno anche 50-60 Gb /mese, mentre blog ben configurati e con poche foto , con le stesse visite possono fare 3-4 Gb / mese.

      Il collegamento tra visite e servizio di hosting è questo: se hai un sito potenzialmente valido e in grado di attirare molti utenti, rimanendo su piani di hosting a basso costo le visite non aumenteranno mai (perchè appena superano una certa soglia tutto rallenta o si blocca, e anche google ti penalizza). Ma non è detto che andando su un server ad alto costo e alte prestazioni le visite aumentino: lo puoi scoprire solo facendolo.

      Per quanto riguarda vps (ma anche cloud, dedicati, cluster, etc) non ne ho parlato volutamente, perchè l’articolo è rivolto ad una utenza non tecnica. Se non sai che cosa significano cose come:
      – tar czvf somefil.tar.gz somefiles/
      – history | grep mysqldump
      – find /home/nex -size +10M -exec du -sk {} \; | sort -n
      Ovvero se non sei un sysadmin o non conosci bene linux, sconsiglio vivamente di prendere un VPS (a meno che non sia managed a livello di sistema, ma in quel caso andiamo nel range dei 100 euro / mese e oltre).

      • Vero che non si può fare una stima precisa sulla crescita del sito, ma mi preme dire che i blogger che sono passati al nostro hosting hanno tutti raddoppiato le visite nel giro di un mese, e triplicate nel giro di tre mesi 😀

      • La questione dell’host, delle visite e di google davvero mi incuriosisce:)

        Al momento siamo su Aruba e paghiamo praticamente 0, ma non abbiamo mai visto throttling, né il server è mai andato down, neanche quando abbiamo avuto due picchi di visite intorno alle 3-400 in un’ora, che per noi sono quasi straordinarie (ma non prendete questo per una raccomandazione per quanto riguarda Aruba e i servizi che offrono). Chiaramente la soglia dopo la quale il throttoling diventa un fattore importante (su Aruba per lo meno) è relativamente alta.

        E google come fa a penalizzarti (o, se vuoi, a non premiarti)? Va bene che è onnisciente, ma come fa a sapere qual è il mio host e il mio piano?

        • Qual è il tuo host lo può sapere chiunque dall’ip address, quanti siti ci sono su quel server lo può vedere da quanti siti condividono quell’ip (nel tuo caso 59.276 siti, indice che sei su un hosting a bassissimo costo).
          Aruba è fra i migliori hosting a basso costo, ma i suoi piani shared non sono adatti a siti professionali e molto visitati. Altrimenti non si capirebbe perchè tra le loro offerte abbiano anche server dedicati: http://serverdedicati.aruba.it/ e server managed da 500 euro al mese: http://serverdedicati.aruba.it/server-dedicati/preventivo-ordine/
          Un sito web è come un’azienda o un’impresa commerciale: se non rischi non guadagni. Ma se rischi puoi perdere.

      • Mammapapera… mi fai venir voglia di provarci… 🙂

        Anche perchè ho notato di avere, in un mese, le visite che una nota blogger che seguo assiduamente ha in un giorno!!! 🙁

        Ovvio che non posso paragonarmi a lei, che lo fà di mestiere, da un sacco di tempo e pubblica post molto molto spesso… però quando guardo i miei risultati, mi chiedo appunto se siano i miei contenuti a non piacere, o se sotto ci sia qualcos’altro…

        • Sotto non c’è niente, nessun trucco: ci devono sempre essere buoni contenuti, idee originali, capacità di comunicare e argomenti che interessino.
          Il web è una cosa molto democratica: la gente visita se vuole visitare, e non visita se non vuole 🙂 non è come la tv che alla fine ha un numero di canali limitati e certe sere non hai molta scelta. Ovviamente questo è un discorso semplificante, ma se hai il giusto mix di carattere, capacità comunicativa, tempo, voglia di investire e rischiare, gusto, e un po’ di altre cose, il successo arriva.
          A me piace sempre fare metafore, quindi eccone una: immagina che io abbia un negozio. Posso prendere un supercamion, comprare 10 tonnellate di roba e riempire un negozio enorme, ma se la mia roba fa schifo ed è cara non la vendo. Posso essere un bravissimo commerciante capace di scegliere i migliori prodotti al minor prezzo, ma se ho solo una bicicletta e compro solo due prodotti per volta, posso vendere solo quelli.

          • Quello che mi ha colpita è stato ciò che hanno detto Barbara e Mammapapera… se non ho capito male, a parità di contenuti, lo stesso blog prima aveva tot visite, dopo il passaggio ha almeno raddoppiato le visite.
            E’ quello che mi incuriosiva… ma forse, appunto, la risposta è: potrei fare il passaggio ma se non cambiasse niente è perchè erano i contenuti ecc a non far decollare il blog; oppure rimango dove sono ma avrei “solo la bicicletta”… giusto?

    • Perchè è gratis, quindi devi adeguarti a ciò che ti danno, nel modo in cui te lo danno, e non hai potere contrattuale. Non puoi agire sul server. Non hai ftp. L’hosting di immagini è limitato. Non hai i sorgenti del software che usi. Non hai assistenza. Non hai la possibilità di hoster alternativi.
      Adoro Google e la sua filosofia, blogger è un ottimo strumento, ma hobbistico. Oppure da utilizzare per comunicazioni aziendali (dato che solitamente è bene avere un canale di comunicazione di emergenza esterno alla propria rete). Ciò non toglie che qualcuno veramente ma veramente bravo sia riuscito a guadagnare qualcosa, perchè se fai dei contenuti unici e sei ricercato la gente viene comunque, ma solitamente anche per gli inserzionisti blogger è associato con l’hobbismo e quindi meno appetibile.
      E anche se uno è hobbista, consiglio comunque sempre wordpress.com, perchè almeno in futuro se uno vuole potrà passare a WP self hosted.

  3. Ciao e complimenti per questo blog davvero molto interessante.
    Attualmente sto seguendo un blog sulla piattaforma gratuita di Blogger. Non è niente di pretenzioso, è diciamo il solito blog di una mamma che racconta della sua vita e dei suoi interessi da mamma. I problemi di fondo che sto riscontrando sono principalmente due, sempre che di problemi si tratti:
    1- più scrivo e più ho voglia di scrivere. Sembra quasi un focolaio che si alimenta da solo e blogger sta iniziando a calzarmi un po’ stretto dal punto di vista gestionale
    2- sono una smanettona. Capisco poco di programmazione e di tutto ciò che sta dietro, ma mi piace leggere, informarmi e, come sopra, blogger sta iniziando a starmi stretto

    Stavo quindi seriamente pensando di acquistare dominio e hosting e di migrare il blog dalla piattaforma blogger a wordpress.
    Al momento non ho grosse aspettative, non mi interessa aprire una partita iva ma entro l’estate prossima aprirò un piccolo shop (non so ancora se su etsy o buttarmi su qualche altro sito di e-commerce magari italiano) dove vendere le mie creazioni. Insomma, vorrei provare a vedere cosa succede e cominciare ad affacciarmi al mondo dei blog in punta di piedi.

    La domanda che mi sta tartassando nelle ultime settimane è: mi conviene effettivamente passare da blogger a wordpress self-hosted? Ho letto parecchio sul web e i pareri sono molto contrastanti, appena mi convinco di fare il passo, leggo qualche altro articolo e torno indietro. So che siete dei professionisti e quindi il vostro parere mi interessa particolarmente.

    Domanda numero 2: che tipo di hosting mi consigliereste che sia magari a basso costo? Potreste voi stessi offrirmi qualcosa che non turbi eccessivamente il mio budget familiare (stretto ahimé) e non sia troppo pretenzioso per le mie aspettative?

    Vi rigrazio anticipatamente in caso decideste di rispondermi, anche via mai andrebbe bene.

    • Ciao Carla, sei capitata proprio nel periodo di “riposo” del blog 🙂 Abbiamo trasferito casa e azienda da Bologna a Torino, e il blog è rimasto a riposo per qualche mese.
      Le tue domande sono difficili da affrontare. Vediamo nel dettaglio:

      1) mi conviene effettivamente passare da blogger a wordpress self-hosted?
      Dipende da che cosa intendi per “mi conviene”. Se vuoi il controllo totale sui tuoi dati, sul server e sull’applicaizone: ti conviene. Se vuoi facilità di gestione: non ti conviene.

      2) L’hardware, la connettività, il personale, l’impianto di condizionamento del datacenter, etc, hanno dei costi, quindi se paghi meno significa che hai meno risorse a disposizione. Buoni hosting a basso costo sono hostgator , dreamhost, liquidweb, asmallorange, ma appena le visite salgono ti impongono di passare a vps o server dedicati. Inoltre hanno tutti supporto e assistenza in inglese. Se vuoi supporto e assistenza in italiano preparati a spendere molto di più per avere servizi peggiori (non consiglio mai hoster italiani, non ne conosco nessuno che si avvicini anche lontanamente alla qualità e affidabilità degli hoster americani, tedeschi, olandesi o inglesi).

      • Ciao Nestore, grazie per la risposta.
        Se guo con piacere Mammafelice quindi ero perfettamente a conoscenza del trasloco, quindi nessun problema per il “ritardo” nella risposta.
        Nel frattempo però devo confessare di essermi già mossa, ho aperto il blog su wordpress.org e all’inizio è stata dura adattarmi alle diversità rispetto a blogger. Ho avuto molto da studiare e molto ne ho ancora, in effetti molto di ciò che faccio non lo capisco ma in un modo o nell’altro lo faccio ugualmente. Diciamo che piano piano faccio un piccolo passo in avanti, anche se più si sa e più si pretende di poter fare.
        Su Hostgator avevo letto recensioni molto negative, nel senso che pare che l’host di tanto in tanto inserisca pubblicità non approvate nei siti. Non so se sia vero o falso, ma nel dubbio ho optato per Bluehost. Sinceramente non mi trovo molto bene, ho riscontrato una lentezza anomala del sito che si accentua nei momenti di maggior traffico americano, dalle 4 del pomeriggio in poi è quasi un inferno. So che dipende dal tipo di host e non dal carico del mio sito (e dei relativi plugin) perché l’ho potuto verificare attraverso pingdom e servizi simili.
        Ero molto tentata a passare ad Aruba prima di leggere il tuo commento. Non l’ho fatto da subito perché il pacchetto di abbonamento non comprendeva il supporto SQL, supporto che viene offerto a parte a blocchi da 100mega. Forse, a parte questo “dettaglio”, un hosting italiano riesce a fornire migliore risposta del server?

        • Per un sito web la distanza non è importante. Quello che conta è il carico del server e il traffico a disposizione: per la mia esperienza i server americani sono molto più veloci di quelli italiani, infatti io ho tutti i miei server a Chicago.
          Se vuoi un server performante, non può essere a basso costo, e il motivo è semplice: hoster come hostgator, bluehost, etc, mettono 1000-1500 siti per server. Se ne metti 100-200, vanno tutti più veloci ma devono pagare di più.
          Aruba ha gli stessi problemi degli hoster che ti ho indicato (e di bluehost, che è il gemello di dreamhost). Se becchi un server scarico, per un po’ va bene, ma nulla è garantito. Le offerte serie ti dicono: spazio disco a disposizione, banda a disposizione, servizi offerti, etc, e hanno prezzi diversi a seconda delle configurazioni. Se vedi cose come: spazio disco illimitato, banda illimitata, allora è un pacco 🙂

          • Purtroppo chi non è un professionista non se la sente di spendere un centinaio di euro al mese a busta chiusa anche se a posteriori, vedendo i ricavi di adsense, probabilmente qualcosina in più avrei potuto permettermela. Ma all’epoca non me lo sarei mai aspettato! Però preventivamente ho fatto l’abbonamento per un solo anno, così a dicembre potrò decidere che fare. Se mi consigli di stare con Bluehost e provare un servizio più performante piuttosto che cambiare provider, mi sento più tranquilla. Ora come ora non sono granché soddisfatta ma se di “pacco” si tratta, sarà un pacco anche in italiano no? 🙂
            Indicativamente sai a quante visite ti chiedono di passare allo step successivo? Giusto per curiosità!
            Grazie mille della disponibilità, buona giornata!

            • Esistono molte sfumature tra i 5$/mese di Bluehost e 100 euro al mese di hosting professionali 🙂
              Per iniziare vanno bene piani limitati con costi che partono dai 10-20 Euro / mese.
              Non utilizzo più shared hosting da anni, perchè preferisco avere tutto il server, ma negli anni passati mi ero trovato molto bene con serverplan.com (italiani) e liquidweb.com (americani). Negli anni le cose cambiano, quindi potrebbero essere migliorati o peggiorati, però le offerte serie sono come quelle che vedo su quei siti: spazio e traffico dichiarati, e piani diversificati.

  4. Ciao Barbara, ciao Nestore! Complimenti per il Vs blog che trovo davvero illuminante. E’ da un paio di settimane che cerco di farmi alcune idee su quale sia la migliore piattaforma da utilizzare e devo dire che grazie a voi sono riuscito a vedere un pò di luce in fondo al tunnel. Una volta individuata la piattaforma, e quindi WP, il problema è stato capire se dalla versione free si potesse passare a quella a pagamento, ed anche questa task è stata compiuta. Ora però, sono di nuovo bloccato. Premetto che dispongo già di un sito web per la mia azienda e che il mio attuale fornitore ha un’offerta per ospitare WP, questa http://we.register.it/web-tools/wordpress.html Che ne pensate? Oltre a ciò, la mia più grande ansia nel tuffarmi in questa avventura è a mia totale ignoranza in fatto di html, css, ptp ecc e non vorrei rivolgermi ogni volta ad un professionista per gestire il blog. Vi chiedo quindi se la gestione di WP in self hosted sia accessibile a chi come me non ha competenze informatiche. Grazie per la Vs considerazione 🙂

    • Ciao Marcel, non conosco l’offerta WordPress di register.it. Sono dei fornitori seri, ma 5 euro al mese è troppo poco per poter offrire un hosting WordPress managed, che è quello che serve a te se non hai competenze per gestirlo. Come ho detto nell’articolo, a mio parere è impossibile trovare soluzioni WP managed a meno di 30$/mese. Se non vuoi o non puoi sostenere quel costo, puoi provare con un piano su wordpress.com: http://store.wordpress.com/bundles/ ma anche là come vedi la versione business costa 299$ / anno. Altrimenti c’è il pro bundle, a cui però dovrai aggiungere alcuni add-on (template e custom design) e arrivi a circa 200$. Ricordati però che su wordpress.com non sei self-hosted, ma dati e applicazione risiedono sui server di WordPress.com (e la cosa ha dei contro ma anche molti pro).

          • No.
            Mi piace molto Tumblr, ma è uno strumento per prendere veloci appunti su ciò che trovi nella rete, e per interagire con altri. E’ uno strumento per artisti, per annotare e allargare il campo di conoscenze.
            Io lo uso per i miei lati artistici: poesia, musica, arte, etc, ma non conosco nessun sito aziendale su tumblr (ce ne saranno anche, su milioni di siti, ma non ne conosco).

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