K.I.S.S.

N. N., Untitled (Drops on Ikea Table), 2007 , Home Gallery of Art

Non è solo il titolo della canzone di Prince. E non è solo un invito a baciarsi. E’ un acronimo inglese che è alla base della stragrande maggioranza di progetti ben riusciti. Significa: “Keep It Short and Simple” ovvero falla semplice e falla breve. Esistono altre interpretazioni, che potete trovare sulla wikipedia ma il succo è quello.

E’ un principio basilare nella programmazione, ma può essere esteso a qualunque campo: in particolare, dato che siamo su ReteLab, al mondo dei blog: quando c’è da fare una scelta, o spiegare qualcosa, bisogna scegliere sempre la via più breve e veloce.

Per esempio nella scrittura dei post: non siamo alla scuola media dove il tema doveva essere per forza quattro pagine protocollo: i lettori del web apprezzano che si dica esattamente quello che serve nel modo più veloce possibile (bisogna però trovare il giusto compromesso tra essere prolissi ed essere essenziali).

Quando si organizzano i dati conviene sempre scegliere la categorizzazione più semplice: l’utente avrà comunque modo di cercare cio che gli serve tramite motori di ricerca o caselle di ricerca. In poche parole: non sforzatevi di ingabbiare e categorizzare tutto, Google e le caselle di ricerca fanno già il lavoro per voi.

Quando si sceglie un layout o un design conviene sceglierlo bello e funzionale, non barocco e scomodo. chiedete a vostra zia di 70 anni che muove il mouse con due mani se riesce a navigare nel vostro blog: se non ci riesce dovete semplificarlo.

Un blog professionale non deve essere l’esposizione di tutti i giochetti che trovate in giro per la rete: come li avete trovati voi li trovano un milione di altre persone, e nessuno verrà sul vostro blog perchè avete le stelline che seguono il cursore o il gattino che cammina sulla sidebar: saranno molti di più quelli che eviteranno i blog così anzichè seguirli. Cosa pensate quando vedete una 124 abarth del 1980 con il volante di pellicciotto, il presepe sulla cappelliera, adesivi e collane sullo specchietto retrovisore, e la spilla in finto oro con la foto del figlio e sotto scritto: “non correre papà” ? Ecco, è la stessa cosa che pensano la maggior parte dei visitatori quando vedono blog poveri di contenuti ma addobbati di ogni ciarpame informatico possibile e immaginabile.

Se non riuscite a rendere interessante il blog con i soli contenuti, e con concetti semplici e immediati (ovvero seguendo la filosofia K.I.S.S. ), significa che il blog non ha la possibilità di diventare un blog seguito e apprezzato. Gli utenti del web cercano bellezza (di contenuti o di foto), utilità, soluzioni di problemi, divertimento, curiosità, (si lo so anche altro ma qui non ci interessa) ma evitano come la peste la complessità.

Conosco moltissimi blog famosi che hanno un’organizzazione e un template semplicissimi, ma non conosco nessun blog che con layout fantastici abbia potuto contrastare la pochezza dei contenuti.

Ma come sono passato dal concetto di K.I.S.S. a parlare di layout del blog e addirittura di contenuti? Qual è il filo che lega tutto ciò? ora lo spiego.

Se provate a togliere dal vostro blog i fronzoli, i giochetti, gli orpelli, e dai post le lamentele, le cose inutili per gli utenti, insomma se applicate le regole K.I.S.S., e vi accorgete che non rimane più niente, allora non potrà essere un blog professionale. Sarà il vostro bellissimo e personalissimo blog, per voi significherà molto, è giusto che la abbiate e se vi piace che continuiate a scriverci, ma non è professionale.

Se invece riducendolo all’essenza ritenete che i contenuti (di testo ma anche foto, video e altro) siano comunque interessanti, allora avete le carte in regola per diventare blogger professionisti.

15 commenti su “K.I.S.S.”

  1. In altre parole: less is more!
    Il discorso non fa una piega e negli anni ho messo e tolto un po’ di tutto.
    In questo momento sto cercando di organizzare il blog rendendolo maggiormente fruibile e sfruttando le pagine (sono su Blogger).
    Ma qualcosa mi sfugge ancora. Ritengo che il mio blog sia fin troppo pieno di contenuti e questi non bastano. A volte si segue un blog per la persona che lo scrive, per quello che racconta e come lo racconta, perché è capace di creare relazioni o (forse meglio) rete. Io mi sforzo di creare tutorial, proporre progetti ma poi uno dei post più commentati è stato quello in cui annunciavo la nascita di mio figlio!! Sono consapevole che numero di visite per post e commenti sono due cose non strettamente legate. Ma certo non posso creare nessuna relazione, nessun dialogo, niente di niente, con un fantomatico numero che dovrebbe corrispondere alle persone che hanno, se non letto, visto un post… Sono molto confusa!!

    • Anche io parlo di pedagogia, pubblico tutorial, ospito giveaway decisamente interessanti, eppure i post più cliccati sono quellli personali. Affetto o voyeurismo? Probabilmente entrambi. Alla fine però va bene così, no? Vuol dire che i tuoi lettori ti seguono perché sei TU, e non per quello che ti affanni a fare. E’ una bella soddisfazione 😉

      • Si, Claudia, peccato che i post in cui parlo di me sono meno del 10%. Mi vien voglia di aprire un blog dove parlare solo dei fatti miei!! 😀

    • In un blog come il tuo si creano ovviamente relazioni tra amiche ed è normale che un post sulla nascita di un figlio venga commentato (persino sui blog tecnici come quelli che leggo io annunci di nascita sono molto commentati 🙂 )
      La limitazione del tuo blog è la piattaforma: blogger. Come già detto tante volte, va benissimo per blog personali, ma se vuoi offrire molto materiale fruibile devi cambiare piattaforma.
      sul tuo ultimo discorso, io non credo che non sia possibile creare relazioni con chi non si manifesta. Puoi controllare l’andamento delle visite, vedere quali post sono graditi e quali no, puoi fare prove e vedere come reagisce l’audience… certo i dati che hai a disposizione sono numerici, ma sono tanti e bisogna usarli tutti! Google Analytics offre decine di parametri oggettivi che ti permettono di sapere quanto tempo gli utenti passano sulle pagine, da dove arrivano, quanti si fermano, da quali pagine vanno via, etc, e questi dati sono utilissimi. Sicuramente in prossimi articoli spiegherò come analizzare e capire questi dati.

      • Grazie Nestore per la tua risposta.
        Non sei il primo a dirmi di cambiare piattaforma. Sono riluttante perché mi sembra di buttar via tutto quello che ho imparato finora su Blogger. Ma forse è arrivato davvero il momento di respirare aria nuova. WordPress potrebbe fare la differenza?
        Hai ragione anche riguardo ai numeri. Devo solo cercare di fare quel passo in avanti che mi permetta di vedere i numeri da una prospettiva diversa… D’altra parte, mirando ad un aumento di lettori, non posso ambire ad avere una “relazione” con tutti!

      • si te ne sarei grata Nestore e io è più di un mese che ho analytics e riesco a capire solo quante persone hanno visitato ieri il blog. poi mi perdo. già la differrenza tra visite e pageview/vista non l’ho capita. e ora corro a nascondermi…:(

      • analitics ed altro capisco bene poco quindi se ci spieghi come analizzare i dati te ne sono grata anche io!
        devo anche capire come funziona Alexa visto che tempo fa me ne hai parlato ma non ho ancora avuto modo di studiarlo 😛

  2. Declutteriamo i blog evvai!
    Pensa che se mi sbaglio e lascio più di due post in evidenza mi viene l’orticaria!
    MI avete plagiata ormai 🙂
    Sul fatto dei commenti ai post personali è normale come dice Claudia.
    Però è anche vero che la piattaforma è un trampolino di lancio incredibile.
    Onestamente non credevo che lo fosse così tanto!
    Mettendomi un attimo “il cappello” dell’utente di blog altrui devo dire che amo quelli puliti, lineari, facili da scorrere e da caricare, senza orpelli e musica.
    Non sempre commento, ma annoto con Evernote, scrivo appunti, mi ispiro, apprezzo.
    E se un blog e un post sono ricchi di contenuti clicco sui link che propongono e li prediligo per i miei acquisti.

  3. Bel post! In questi giorni navigando trovo un sacco di blog con l’effetto neve e la musichetta di sottofondo.
    Vero, il concetto della semplicità e dell’essenzialità sono fondamentali in molti ambiti. Avendo la passione per la scrittura (non solo di post ma narrativa) ho lavorato molto sul ‘tagliare’. A volte nei post mi perdo ma ‘Scrivere è riscrivere’ è un motto da tenere in considerazione. Aspetto i post su google analytics così studio. 😉

  4. Anch’io voglio i post su analytics, il mio è un blog piccolino e ancora molto giovane e non ti nascondo che in molte delle cose che scrivi ancora mi perdo, però seguendo i tuoi consigli credo di avere fatto qualche miglioramento. Non ti nascondo però che un piccolo aumento di lettori gratificherebbe non poco il mio ego, pur sapendo che se non imparo a fare delle foto migliori sarà dura.

  5. Utilissimo post, come sempre! Mi sto districando un po’ con goggle analytics, ma aspetto con ansia un tuo post. Anch’io sono su blogger e per ora anche se scrivo quasi un post al giorno, va tutto bene. Quando deciderò di fare il salto, lo farò seriamente affidando a qualcun altro la gestione di tutto ciò che non so fare 🙂

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