La giornata tipo di un blogger

orario di lavoro blogger professione

Organizzazione, timing serratissimo e divisione dei giorni in progetti: questa è la mia giornata lavorativa come blogger, e anche come piccola ‘imprenditrice’ (?), visto che noialtri, oltre a essere blogger, facciamo anche sviluppo web.

Ma come si svolge la giornata tipica della blogger professionista? Come si svolgeva la mia giornata quando ero solo una blogger?

Innanzi tutto, una premessa: il blogger professionista lavora più ore di un dipendente. La mia media di ore lavorate era di circa 70 ore settimanali, festivi compresi. Tutte ore che vengono tolte al riposo: se intraprenderete questa professione, forse vi abituerete a dormire al massimo 5-6 ore per notte.

Perché così tante ore di lavoro?

In fondo si pensa che fare il blogger significhi scrivere un post al giorno.  Per alcuni potrebbe anche essere vero. Un buon post al giorno, di media lunghezza, corredato di fotografie, può richiedere anche un’ora di stesura, e anche due ore per la preparazione dei contenuti (ricerca delle fonti, creazione di un tutorial fotografico, lavoretto per bambini, ricetta…).
Una parte delle ore della giornata lavorativa quindi viene impiegata non direttamente per scrivere post, ma per creare le idee che stanno dietro al post. E questo processo creativo e redazionale può richiedere da una a tre ore al giorno. [siamo a 3 ore]

Di solito, poi, chi è blogger di professione vorrà scrivere almeno due o tre post giornalieri (nel mio caso spalmati su più blog), e quindi questo processo creativo viene moltiplicato per due, per tre, all’infinito. E cresce il monte ore. [siamo a 5 ore]

Parte consistente del lavoro del blogger è la gestione della posta elettronica. Inizialmente il blogger può ricevere poche decine di email al giorno, che tuttavia possono salire a dismisura con il crescere delle visite, e con lo sviluppo di nuovi blog. Fino a raggiungere una mole tale da renderne impossibile la gestione. In ogni caso, a lungo andare, la gestione delle email, dei commenti e dei messagi privati può richiedere anche due ore al giorno (io ad oggi ricevo circa 700 contatti al giorno, e, se le avessi a disposizione, dovrei dedicarvi circa tre ore al giorno). [siamo a 7 ore]

Imprescindibile, in questo lavoro, sarà poi l’aggiornamento professionale. Per aggiornamento professionale possiamo intendere: aggiornamento tecnico del blog, del tema, dei plugin e dell’ultima versione stabile di wordpress, ma anche aggiornamento su SEO, newsletter professionali (Adsense, Google, DFP, Analytics), gruppi di discussione…

Inoltre, io inserisco come parte dell’aggiornamento professionale, anche la lettura dei feed. Mi impegno a leggere qualche migliaio di feed al giorno, e quindi altrettanti post, e lasciare alcuni commenti salienti (impossibile visitare tutti i blog e commentare tutti i post) o condividere i migliori post con Google+ o FB o twitter, per lasciare un segno del proprio passaggio. Questo richiede almeno due ore di lettura al giorno. [siamo a 9 ore]
La lettura dei blog è la mia forza, e non lo nego. Io so chi scrive cosa, quando lo scrive, perché lo scrive. So  cosa mi accade intorno, conosco e seguo (in silenzio) i peggiori flame della blogosfera, seguo i thread più interessanti nei commenti degli altri blogger.

Perché leggere così tanti feed?
1. Io faccio blog  perché amo i blog. Leggerli è un piacere massimo, per me.
2. Io creo con la mente, e la circolazione delle idee, le ispirazioni, i suggerimenti e le suggestioni… sono parte fondamentale del mio processo creativo;
3. Io seguo i miei competitor con passione, e cerco di migliorare le mie prestazioni in base agli stimoli indiretti che ricevo attraverso una sana competizione;
4. Io lavoro nel campo dell’advertising online, e devo sapere come sono fatti i blog, come funzionano, cosa scrivono, cosa fanno… per proporre eventuali collaborazioni o per trovare nuovi partner.

Alla fine della giornata, spengo il PC e ‘accendo’ la Moleskine: ho una agendina in borsa, una in ufficio, una sul comodino. Uso la moleskine per prendere appunti quando sono in fila dal dottore, quando sono al ristorante, quando viaggio, quando sono in auto, quando dormo. Non spengo mai il cervello. [siamo a 11 ore]

Molto spesso, di notte, mi capita di svegliarmi e di iniziare a prendere appunti su nuove idee o nuovi lavori da proporre.
La stanchezza si accumula, e l’insonnia diventa cronica.  [siamo a 14 ore]

Ma non posso dire che non ne valga la pena. Quello del blogger è un lavoro bellissimo. Molto rumoroso, molto caotico, molto sincopato, molto organizzato. La giornata ha ritmi frenetici e la tendenza allo stress è alta, per via dei notevoli imprevisti quotidiani: avendo a che fare con persone, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.
Un lavoro bellissimo e totalizzante.  Un lavoro che richiede velocità, lucidità, OTTIMISMO!,  creatività, passione e puro amore per le persone.
Un lavoro entusiasmante, pieno di ostacoli e di paure, ricco di sconfitte. Ma un bel lavoro.

Un lavoro per chi riesce a darsi una serrata organizzazione, per chi sa essere ferreo con se stesso, per chi non si abbatte mai.

Un lavoro che toglie tante ore di sonno, ma regala tante ore di piena e purissima vita.

E voi? Come state organizzando le vostre giornate? Cos’altro aggiungereste?

64 commenti su “La giornata tipo di un blogger”

  1. Urka veh che domandona!
    Allora, premetto che sono anni-luce lontano dalla tua organizzazione.
    Vediamo.
    Sveglia media alle 5.30-6.00 al massimo. Doccia, annessi-connessi e mentre preparo la colazione leggo i tweet e le mail (di solito aggiornamenti FB delle persone che seguo più assiduamente) mentre preparo la colazione. Poi passo all’aggiornamento feed; al momento seguo solo 163 blog, ma onestamente stanno crescendo a dismisura ed è vero: è meraviglioso! Le idee che fioriscono, la mente che inizia a correre e…l’agenda che si riempie.
    Ormai viaggio su due binari: l’organizer divisa nelle tre parti fondamentali della mia vita fuori ufficio (Casa, blog, parrocchia) e Evernote (ah..non sono riuscita a installare il clip su iPhone…mi rimanda a un codice e non registra il clip ma fa lo stesso: lo uso ovunque).
    Dopo di che mi resta ancora mezz’oretta prima che si svegli/io svegli Ida e allora o mando avanti qualche progetto (ad esempio in questo periodo i modelli maglia che regalerò e di cui posterò poi sul blog) o faccio qualcosa per la casa o scrivo (generalmente alterno le tre attività giorno per giorno). Mentre Ida fa colazione “rubo” altri 10-15 minuti per queste cose.
    Poi si va al lavoro per 4 ore e confesso che invece della pausa caffè io controllo mail e feed se la giornata lo consente.
    Se non lo consente il pomeriggio sarà un’inferno.
    Dopo il lavoro pranzo col marito, poi mezz’ora insieme prima che lui torni al lavoro, poi mezz’ora per la gestione domestica.
    E sono le due.
    Quindi un’ora e mezza di blog e lavori preparatori di post (generalmente riesco a fare due o tre cose contemporaneamente come controllare i feed, aggiornare mail, FB e twitter e scrivere o fare foto…santo iPhone!).
    Poi vado a prendere Ida a scuola e da lì in avanti dipende da come va la giornata con lei. Se siamo in giro o vuole fare lavoretti non si fa altro (a parte che ormai i suoi lavoretti sono orientati al blog…#mammaledettah !), ma se guarda i cartoni sul pc io vado avanti coi progetti, scrivo sull’agenda, gestisco contatti e mail, scrivo post tramite l’applicazione per iPhone di wordpress che è una figata (tanto per cambiare molto più avanti di quella di blogger).
    Torna il marito, cena, tempo assieme, lavoro a maglia, altro web e poi tutti a nanna perchè a quel punto siamo tutti stremati e alle 21.30 crolliamo.
    Salvo che poi io non mi svegli per un qualunque motivo (tosse della nana/”mamma acqua!”/incubo mio/ideona mia notturna) e allora il sonno se ne va e sfrutto, come stanotte, un’oretta e più per lavorare.
    Scusate i dettagli ma così mi sono resa meglio conto di come organizzo le giornate.
    Cosa aggiungerei?
    Un altro pc in modo da poter lavorare mentre Ida guarda i video su quello che abbiamo ora, in modo anche da salvaguardare meglio tutti i miei dati.
    A Natale DaddyBear mi regalerà il netbook così lo potrò anche portare ovunque con più comodità.

    • Decisamente un bellissimo regalo: è indispensabile un repository personale per lavorare bene. Per il resto, anche io corro come te tutto il giorno, forse con la sola differenza che invece di svegliarmi presto al mattino (non ci riesco proprio… sono in uno stato pietoso a quell’ora), preferisco stare sveglia fino alle due o alle tre (come stanotte… sigh)

    • Noi avevamo lo stesso problema col pc. Abbiamo comprato un hard disc che si collega al televisore. È comodissimo e la spesa è irrisoria rispetto ad un altro pc. 😀

  2. Io non sono blogger di professione (e infatti mi chiedo che ci sto a fare qui, ma trovo tutti gli articoli così interessanti…) ma ti posso confermare che le giornate passate a pensare e progettare per il lavoro, in ogni momento giorno e notte festivi compresi, sono tipiche di ogni imprenditore, anche al di fuori del web.
    Del tipo che vai a prendere il bambino a scuola, ti litighi il parcheggio con un papà che è andato a prendere suo figlio di corsa con la macchina del lavoro e la prima cosa che noti è come attira l’attenzione il suo logo aziendale, la seconda è come poter fare qualcosa di simile per la tua attività, la terza… occaspita il bambino!
    😀

  3. E’ interessante verificare che della tua giornata lavorativa una larga percentuale del tempo è destinata all’analisi e scoperta del mondo che ti circonda (nelle aziende anglosassoni maestre del marketing, si definirebbe “stay in touch”) e alla gestione delle relazioni ( pr o per essere ancora più trendy potremmo parlare di “consumer engagement”?). Fa capire con lucidità che per avere successo in questa professione “saper scrivere” non basta.

    • Mi fa davvero piacere che dal post si colga proprio ciò che tu hai spiegato benissimo: in larga parte, questo lavoro è la passione di coltivare relazioni.
      Per questo, quando mi dicevano che lavorare da casa è estraniante, ho sempre detto che non lo era: la quantità di contatti giornalieri è tale, e così intensa e profonda, che alla sera vorrei poter avere almeno un paio d’ore di silenzio e solitudine, perché è come se di giorno io lavorassi al mercato rionale 🙂

  4. Esco dal lurk mode 🙂 (pigrizia nel registrarmi)
    Sai cosa noto, collegandomi al fatto che tu leggi feed e blog? Che quasi tutte le persone che conosco che fanno siti, non conoscono quello che è l’Umore della rete, non leggono blog, non hanno un blog, se gli dici che fai anche il blogger pensano che si tratti di un hobby. Pensano che sia solo una roba solo tecnica e non una roba che fai anche con la pancia, non solo lurkando, ma anche mettendoci la tua faccia. E metterci la faccia non significa solo avere un profilo Facebook, ma anche instaurare rapporti e metterti a nudo. Si tratta proprio di cambiare prospettiva, di non tracciare confini netti tra lavoro e vita, di proporsi per quello che si è davvero, anche se si sa che si è lì per lavorare. Questa mi sembra una delle rivoluzioni della professione di cui si parla su rete lab. E non è una piccola rivoluzione.

    • E’ una rivoluzione grandissima. E, come dicevo, io credo che la mia maggior ‘forza’ sia stata proprio la passione per i blog e la contaminazione tra blog e vita. Rispetto anche a chi vende spazi pubblicitari, o a chi gestisce portali ben più grandi dei nostri, io leggo davvero i blog. Non sono l’unica, certo. Ma la mia forza sta tutta nel sapere cosa c’è, chi lo fa, quanto tempo vi dedica, come lo fa.
      Quello che vorrei essere capace di trasmettere è che un lavoro del genere, come qualunque altro lavoro imprenditoriale o autonomo, richiede una dedizione totale. Non solo in ore di lavoro, ma soprattutto in contatti umani.

  5. Approfitto di questo post che descrive benissimo anche la mia vita di blogger non ancora professionista (ma spero che lo diventi presto) per ringraziarvi del lavoro che state facendo e che, specie in queste ultime settimane, mi è stato di grande aiuto per impostare in modo corretto il mio nuovo progetto. Se sono riuscita a fare cose impensabili fino a pochi mesi fa lo devo anche alle vostre preziosissime indicazioni! Aspetto ogni vostro post con una piacevole ansia perché so che di sicuro, leggendolo, farò un altro piccolo passo verso la realizzazione del mio sogno! Grazie!

  6. Non sono una professionista ma lo vivo come un lavoro.
    Ho iniziato ad agosto con il blog e presto andrò on line con un altro progetto completamente diverso (ricette!)
    Il mio tempo è diviso tra pappe, poppate, gioco con il pupo e lavori di casa. Quando lui dorme visito blog, commento (se è il caso) e annoto eventuali idee per il blog. Oppure studio ricette da rielaborare e sperimento. Magari tiro la pasta mentre con il pupo nel seggiolino che si diverte a guardarmi faticare e scattare foto!
    Scrivo i post e li salvo come bozze per poi tornarci, rileggere e correggere, inserire foto, link ecc. ma questo mi premette di portarmi avanti molto con il lavoro. Così la sera vado per blog, finisco le cose in sospeso, studio. La notte e la mattina sono una tragedia: mi vengono in mente le ricette più strane e i collegamenti più assurdi.
    La sensazione cmq è di non staccare mai. Fortuna che muovendomi su due fronti diversi, ho la sensazione di ‘fare una pausa’ quando cambio argomento. 🙂
    Buona giornata a voi

  7. Ogni lavoro “in proprio” richiede la stessa dedizione e la stessa passione per andare avanti, altrimenti e’ difficile avere dei risultati concreti…..
    Finora non conoscevo il mondo dei blogger, almeno non cosi’ a fondo. Ma mi sto facendo una cultura! Ti leggo sempre con piacere.
    P.S. Bellissima la frase: “Un lavoro che toglie tante ore di sonno, ma regala tante ore di piena e purissima vita”. Comincio a pensarla davvero cosi’ pure io……

  8. Al momento non mi sono ancora “sganciata” dal mio lavoro da dipendente che mi “ruba” 7 ore al giorno. Sto dormendo 4 ore per notte per portare avanti i miei progetti (blog+collaborazioni+nuovo e-commerce che nascerà a febbraio). Sono devastata ma sono felicissima!
    Giornata tipo?
    Sveglia 5.30 – scrivo post fino alle 7
    poi preparo le bambine e me stessa e alle 8.15 sono in ufficio, dove rimango fino alle 16.15. A casa, cerco di far fare alle bimbe qualche progettino – che poi utilizzo per il blog – preparo la cena, sto un po’ col maritino e dalle 9 si ricomincia: o creo qualche prodotto – soprattutto in questo periodo in cui ho tantissimi ordini – o scrivo. Dimenticavo: la pausa pranzo è davanti al pc a leggere i blog che seguo e su Facebook e Twitter. I weekend sono divisi a metà tra i miei progetti e la mia famiglia.
    Non hai ancora scoperto un modo per dilatare le giornate, vero?! 😉

  9. Cara Barbara, provo a fare un’ipotesi : come ogni estroversa che si rispetti non è che forse tu ti carichi di energia dal network di contatti che hai creato, e con una capacità tutta tua, riesci a incanalare questa energia, e letteralmente a materializzarla nelle cose che crei?
    Sono un’estroversa anch’io e vivo con un’estroverso ( anzi con l’archetipo di introverso): per noi il massimo del piacere è ricevere gente interessante, e cucinare per loro. Se qualcuno vuole farci un regalo, deve venire a cena da noi portandosi dietro un’altra persona interessante che non conosciamo. Inutile dirti che frequentiamo molta gente, e da ognuno impariamo qualcosa, ascoltiamo storie di vita, la nostra mente entra costantemente in contatto con altri modi di pensare e di vedere. Tutto ciò ci fa crescere e ci fa stare bene, anche se richiede molto sforzo, molta fatica).
    Così a spanne mi pare che tu abbia fatto la stessa cosa sulla rete; il network di contatti che ti sei creata con fatica è motivo, e stimolo ma anche linfa per generare le tue “creazioni”.
    Inizio a chiedermi allora se per diventare blogger di professione la discriminante sia caratteriale: gli estroversi si e gli introversi…ni????? Anzi …proprio no?!!!

    • Beh, è insito nella essenza stessa dell’essere blogger: il blogger vuole comunicare qualcosa, condividere qualcosa.
      Pensieri, creazioni, ricette (e qui c’è tutto il capitolo di cucina e cibo come espressione di cura per chi si ama), immagini.
      Penso che se una persona non ha interesse per comunicare, in una forma qualsiasi, con il mondo non pensa nemmeno di aprire un blog.
      Scusa se ho risposto alla domanda anche se lo avevi chiesto a Barbara.

      • Grazie mammachetesta,
        che mi confermi che gli estroversi hanno in mano il futuro della blogsfera… La condivisione come valore è un concetto relativamente nuovo in Italia, non del tutto acquisito. Il problema di molte imprese ( e io purtroppo ho questa estrazione aziendale che una Laurea in Economia mi ha inflitto) è che la conoscenza non viene trasmessa, a nessun livello e per paura, per il terrore di diventare meno importanti, di perdere potere. Nell’era che stiamo vivendo invece il concetto di potere si sta ribaltando: tenere l’astuccio in verticale per coprire il nostro quaderno diventa la scelta perdente. Condivisione e networking in tutti gli ambiti sembrano essere la soluzione dell’evoluzione umana !!!
        Barbara

          • azzardo una provocazione… ma siamo proprio sicuri che la condivisione abbia senso quando questa passione diventa lavoro? il mestiere di blogger è fatto di idee ma se tu le idee le offri su un piatto d’argento anche a chi le sfrutta poi a proprio vantaggio economico… non è che ti girano un pochino? la rimetto in un altro modo: non è che lo sharing a tutti i costi ha un limite che ciascun blogger dovrebbe porsi per non rischiare di farsi rubare tutte le idee?

            • questo è un nodo spinoso… ma io credo che la differenza tra trarre ispirazione dando merito a chi te l’ha fornita e copiare sia nettissima. E credo anche che la Rete prima o poi riconosca chi non è capace a far altro che copiare. Alla fine la condivisione e il far circolare le idee sono il bello del Web e se si viene copiati significa che si è fatto un buon lavoro! “la corsa è solo con te stesso” recitavano in un film 🙂

              • Io penso che le idee siano preziose, e le buone idee vadano coltivate e realizzate in prima persona.
                Quello che io faccio in MF, e che noi facciamo in ReteLab è trasmettere competenze: le idee le lasciamo ai singoli, noi cerchiamo di fornire gli strumenti per realizzarle.

    • Decisamente il carattere conta moltissimo: ‘vince’ chi ama le persone e ama le persone nuove. Chi detesta l’umanità può fare il blogger antipatico, e anche avere un discreto successo di visite a forza di commenti di insulto, ma io in questa situazione non vivrei bene.

      • Io sono un po’ introversa di natura…ma devo dire che internet mi ha aiutato molto…in quanto all’organizzazione delle giornate….purtroppo lascia moto a desiderare…sono una disorganizzata cronica…:)

  10. Io da quando sono a casa dal lavoro mi sto dedicando di piu’ al mio blog per pura passione, perchè ho voglia di farlo…di migliorarmi ed è vero, mi son resa conto che per scrivere un post appena decente …con foto ecc ci vuole davvero molto tempo ma far le cose decentemente da soddisfazione, come spulciare nelle idee …che nel mio caso escono da foto che scatto….
    funziono al rovescio…
    scatto foto ad ale che scaturisconono idee ad esempio e poi post

  11. Condivido tutto, dal mio punto di vista metterei l’accento su un pericolo: il pericolo di addiction. Non sto facendo la solita battuta delle blogger che sono addicted alla rete, ma è un dato di fatto che se tieni ritmi serrati tutti i giorni, con l’occhio su analytics per vedere come sono andate le visite, idee che ti frullano per la mente, scrivere, pensare, scrivere ancora, fotografare etc etc, magari anche prendere parte a convegni, leggere, documentarti …. pensare alla famiglia e alla vita ‘normale’ direi che bisogna dare una giusta prospettiva al tutto. è bello, entusiasmante, appagante. ma io consiglierei anche di tenere sempre presente che poi ci si risveglia un giorno all’improvviso e ci si trova ingabbiati in un lavoro che è diventato come la ruota per un criceto…

    • Sono pienamente d’accordo. In questo lavoro less is more. Io non ho mai trovato il tempo di andare ad eventi e convegni, ad esempio, ed è stato sempre il mio biglietto da visita.
      Partecipo solo al MomCamp, per puro divertimento. Andare agli eventi è un altro lavoro ancora, secondo me.
      Poi, onestamente, non sono mai stata nemmeno una maniaca di Analytics o di Adsense: passati i primi tempi di euforia e curiosità, adesso li controllo forse una volta al mese (giusto quando devo mandare i report Analytics alla mia concessionaria).
      Io mi sono sempre limitata a creare, fotografare e scrivere. Più di questo, umanamente, mi era impossibile.

  12. Anche io ho un’organizzazione ferrea, che ha sempre fatto parte del mio carattere. Mi piace avere tutto in ordine, anche le cose da fare durante la giornata. Anche io leggo tantissimi blog (e la lista aumenta inesorabilmente ogni giorno!) ma purtroppo non riesco ad interagire come vorrei.
    La mia giornata inizia molto presto, quando tutti ancora dormono (5.30-6.00) e quando la mia mente è più fresca e libera. Spesso poi si conclude davanti al pc, ma in mezzo c’è davvero di tutto ;-).

  13. Ah dimenticavo. Anche io inizio alle 5 e 30 quando sono lucida e piena di idee e scrivere mi viene molto più facilmente. Di giorno ho mille distrazioni e impiego più tempo. Io poi mi sono impost di lavorare solo al mattino, e laciare il pomeriggio per spostamenti e compiti dei figli. Al massimo controllo mail e fb.

  14. barbara posso chiederti una cosa? Premetto che non è per fare polemica, ma il tempo per dafne? Io lavoro 4 ore al giorno quando i bambini stanno a scuola poi basta, quando li vado a prendere 15:30 il mio pc si spegne e così resterà fino alla mattina dopo, a meno che non devo ricevere qualche mail importante o finire qualche lavoro, in quel caso lo riaccendo quando i bambini vanno a letto alle 20:00 e vado avanti finchè ce ne bisogno, ma non posso farlo tutte le sere significherebbe trascurare il marito che vedo solo in quel momento, quello che mi uccide sono le mail e i social network io programmo il lavoro ma arrivano di continuo mail, messaggi, chat!?! praticamente arrivano le 15:00 che non ho finito il lavoro che mi ero programmata e divento una pazza! Alessandra ne sà qualcosa 🙂 Avevo provato a lavorare la mattina e a rispondere alla posta, leggere i vari blog quando ci sono i bambini a casa, ma loro si lamentano che non gli dò attenzione, mi chiedono centinaia di cose di continuo ed io m’innervosisco quindi ho preferito evitare se ci sono loro il pc è inesorabilmente spento, quindi … tu come fai con la tua bambina? se lavori 14 ore 6 sono di sonno ne rimangono 4 ma devi anche cucinare, fare servizi in casa etc.. etc … cosa ti rimane? Sei hai trovato il modo di allungare le giornate ti prego diccelo :-O

    • Il ‘segreto’ è fare meno.
      Dafne arriva a scuola alle 8, e noi siamo in ufficio alle 8.10 al massimo. Lavoriamo tutto il giorno, e poi andiamo a prendere Dafne che torna da scuola alle 17.
      Dalle 17 alle 21 circa, io non tocco il PC, la mail, FB, il telefono… niente. Se restiamo in ufficio, faccio insieme a lei dei lavoretti e giochiamo insieme (e questo è indirettamente un mio vantaggio anche lavorativo, perché i lavoretti finiscono sul blog).
      Altrimenti andiamo a inglese il mercoledì, o a fare shopping ‘da donne’, o a giocare allo spazio bimbi. Dalle 21 ricomincia la nostra ‘giornata’ lavorativa, e di solito non si interrompe fino all’una o anche alle due (spesso quella di Nestore è più lunga, mentre io mi concedo anche le coccole con Dafne nel lettone, un film e l’uncinetto).
      Non cucino praticamente più: a pranzo abbiamo la mensa a domicilio e a cena mangiamo zuppe o minestre preparate la sera prima, o secondi che non devono essere cucinati (il microonde è mio amico).
      Io faccio le lavatrici, stendo e piego i panni, e Nestore si occupa della spazzatura e della lavastoviglie: per il resto ho un’amica bravissima che mi viene a dare una mano una mattina ogni due settimane. Così io resto a casa con lei e faccio qualche lavoro da casalinga disperata.
      Col cavolo che posso cucinare, fare i servizi di casa e guardare la bambina lavorando tutte queste ore al giorno. E non ci provo nemmeno: siccome amo la vita, non voglio passarla a farmi un mazzo esagerato per cose che posso delegare ad altri.
      E io preferisco delegare la pulizia del bagno e lo stirare i panni, piuttosto che il tempo che passo (divertendomi) con mia figlia. 😀

      Il mio vero vero segreto? Io sono molto veloce. Lavoro rapidamente e la mia organizzazione mentale si è raffinata, con gli anni. Dimentico tutte le cose importanti, ma nel lavoro sono una macchina da guerra. La rapidità è stata una delle doti che maggiormente mi ha facilitata nel lavoro.

          • bah….io non mi scandalizzo, sono venuta via da casa mia sta mattina per tornare dai miei e sembrava che prima fosse scoppiata una bomba….e io sono pure senza lavoro…
            ieri sera avevo pulito benissimo la cucina e sta mattina era incasinata uguale…io voglio dedicarmi ad altro ….la brava massaia mi distrugge….

            • pensavo capitasse solo a me ! -_-‘. l’unica è cercare di mettere sempre le cose al posto subito e di avere meno cose possibili. devuttering…e control journal. ovvero schemino dove annotare gli “impegni ” e il tempo da dedicare loro (esempio-10 minut bagno).Io mi sono organizzata “grazie” all’allergia all’acaro di mia figlia…

            • cara sono proprio daccordo con te prima ero proprio una “fissata” ma tanto la sera la casa era un disastro uguale quindi adesso mi sono rassegnata faccio quello che posso! Solo se ho ospiti proprio non ce la faccio e devo almeno fare due giorni di grandi pulizie meno male che non capita spesso 😉

      • ok e il marito? capisco che lavorate insieme ma è sempre lavoro se tutte le sera alle 9:00 riprendessi a lavorare arriverebbe la lettera dell’avvocato divorzista dopo una settimana! 🙂 come ti ho detto qualche volta lo faccio ma solo se è strettamente necessario, ma la vita da blogger nel mio caso e ben lungi da diventare un lavoro nel qual caso non sò proprio come farei anche perchè dal prossimo anno First andrà in prima elementare e uscirà alle 13:30 e avrò praticamente perso anche un ora il pomeriggio, ma dafne fà una scuola privata per uscire alle 17:00? i miei max possono uscire alle 16:00 ma pretendono che alle 15:40 quando suona la campanella io sia già fuori dalla scuola.

        • Il maritooo?! Nestore e io stiamo insieme 24/24. Ci mancherebbe pure che me lo devo sopportare la sera 😛
          Scherzi a parte, noi stiamo insieme davvero tutto il giorno tutti i giorni, e durante la giornata chiacchieriamo anche, ridiamo, parliamo. Non è che siamo chiusi in due gabbiotti insonorizzati eh 😉

            • barbara…qui alla comunale sarah va alle 9 e lo scuolabus arriva alla fermata alle 15:30 (a quell’ora dovrebbero in realtà uscire da scuola..mistero).
              Lo dico sempre. Due italia. Peccato che avete la nebbia. (mio marito lavora a mirandola al momento, dice che c’è sempre nebbia.) Io a Palermo ho il sole, ma solo quello, però

            • e con le vacanze come la mettiamo? no dico … 20 giorni di vacanze da scuola per natale! stò programmando post da giorno per supermamma e blog family ma tanto lo sò che non ce la potrò mai fare perchè ci sono gl’imprevisti e le 200 mail giornaliere da evadere grrrrrrrrr

  15. Barbara, Nestore, grazie!!!! Credo di aver letto quasi tutti gli articoli di questo sito e finalmente ho deciso di uscire allo scoperto!! Sarà che (ahimé) il mio blog non ha niente di professionale (o meglio…solo il desiderio e tanto impegno!!) e mi sento un pò un’intrusa qui…ma volevo almeno ringraziarvi!! Ci sto lavorando molto, diverse ore al giorno tra blog e articoli esterni, ma il mio lavoro di 9 ore al giorno non mi permette grandi investimenti in termini di tempo. Grazie ai vostri consigli un giorno forse mi deciderò a fare il grande passo, intanto sto cercando di gettare le fondamenta meglio che posso acquisendo competenze!

    • Anche io comme MammaViò non ho ancora intrapreso niente di importante come blogger perché lo sono ancora ‘part-time’ occupandomi di altro nella vita reale (sempre ambiente informatico e networking ma web nulla ahimè).
      In ogni caso anche io voglio dire un grozzo GRAZIE a Barbara e Nestore perché su Retelab sto imparando molte nozioni anche e soprattutto attraverso il confronto di esperienze tra le blogger più consolidate nella rete!!
      Corro a leggere il nuovo articolo e a visitare il tuo blog MammaViò 😉

  16. finalmente riesco a ricollegarmi. sono ormai alla frutta con le psw e gli account …
    allora. io non sono blogger professionista, ma informatico di professione si. e se uniamo le due cose anche io sono costantemente al pc e costantemente con il cervello che gira a mille. il problema è che non uso la moleskine e cerco di tenermi tutto a mente (a volte scrivo sui bordi e brandelli dei freepress se proprio temo di dimentare l’idea) e puntualmente mi dimentico meta delle cose che mi hanno tenuto sveglio la notte.
    Comunque per quanto in effetti io passi all’incirca 10-11 ore davanti al pc (in ufficio e a casa) mi sono posto dei limiti. e quindi per ora divieto assoluto di smartphone e tablet. cosi perlomeno nelle mie quasi 4 ore di trasferimento casa-lavoro (sigh) posso solo leggere libri o lasciar correre la fantasia mentre con lo sguardo bovino da pendolare fisso un punto qualsiasi fuori dal finestrino….
    sei sempre grandissima! ciao

  17. Che dire… leggero questo post è stata una consolazione. Iniziavo a credere di essere pazza a dedicarmi al lavoro 9-10 ore al giorno per 8 giorni alla settimana (non è un errore, a volte lavoro 20 ore no stop per terminare e diventano praticamente due giorni).
    Solo che, leggendo anche un altro vostro post (e qui il mio commento diventa generico) mi rendo conto che avete ragione al 100%. Mai accettare lavori per pochi spiccioli, solo che a fine mese quei 400-500€ di più fanno comodo e riescono a far quadrare il bilancio familiare. Anche se non ne vale la pena lavorare tutto questo tempo per poche centinaia di euro… inizialmente ci si accontenta.
    Inoltre c’è da dire che, nonostante provo a lanciarmi in qualche progetto personale, poi mi lascio prendere dai dubbi. Ho paura di togliere il tempo a lavori che, anche se pagano poco, i soldi in tasca li fanno pur sempre entrare, per un progetto mio che, potrebbe si dare i suoi frutti ma anche fallire miseramente.
    Leggerò ogni giorno un vostro articolo sperando di riuscire a trovare una strada migliore!

    ps: nell’articolo “quando costa un post sponsorizzato” avete scritto che, in un post successivo avreste indicato i posti dove trovare lavoro come articolista, solo che mi perdo e non riesco a rintracciarlo! Se lo avete già scritto potete gentilmente aiutarmi a trovarlo??

    Grazie di tutto
    Claudia

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