Scrivere costa fatica

professione blogger: scrivere costa fatica

Questo articolo racconta la differenza tra entusiasmo e fatica. A differenza dei miei soliti post, oggi non voglio infondere ottimismo o dare la carica: voglio piuttosto mettere l’accento sulla fatica, sulla frustrazione, su ciò che ci impedisce di crescere. Sulle difficoltà del blogger che intende avviare una professione online tramite il suo blog.

Non conto più le email o le telefonate di chi si sente entusiasta della sua idea e, giustamente, vuole realizzarla.
– Ho avuto questa bellissima idea! Adesso che faccio? Quanto costa? Mi dici come realizzarla? Mi dai un consiglio?

Tra le domande che spesso mi vengono poste, manca sempre quella fondamentale, che dovrebbe essere rivolta a se stessi: quanto tempo posso dedicare alla mia passione?

Nella maggior parte dei casi, ahimè, si inizia con molto entusiasmo, magari riempiendo il blog di rubriche e categorie, o addirittura aprendo più di un blog a seconda degli argomenti da trattare.
Poi ci si scontra con la realtà: scrivere costa fatica.

Quanta fatica?

Per scrivere occorrono:

Tempo:
Per scrivere un articolo buono, se non ottimo, occorre tempo. Se lavorare come articolisti, quindi con un limitato budget a disposizione, può richiedere 15-20 minuti a post, per scrivere un proprio articolo a volte possono servire anche delle ore. Magari basta un’ora per un articolo scritto, magari ne servono due per un tutorial fotografico, magari ne servono tre per un articolo che contiene anche un video auto prodotto.

Spazio:
Per scrivere bene, occorre spazio. Ad esempio una scrivania in cui ci sia lo spazio per muoversi o prendere appunti, uno schermo ampio, un PC performante, una connessione ADSL. Un PC tutto per sé è molto utile: una macchina da non condividere con il resto della famiglia, sia per poterla usare a proprio piacimento, sia per tenerla libera da giochi, distrazioni, virus, programmi di tutti i tipi che rallentano la navigazione e la scrittura.

Concentrazione:
Per scrivere bisogna concentrarsi. Non solo occorre uno spazio silenzioso, ma occorre un silenzio interiore. Con l’esercizio, si può trovare un silenzio interiore anche quando ci si trova in mezzo alla bolgia: io, personalmente, ho imparato a scrivere anche quando mi trovo in luoghi rumorosi o affollati. Ma per rivedere il testo, correggere le bozze o anche solo avere il tempo di pensare, occorre molta concentrazione.

Ispirazione: 
Tenersi aggiornati sul proprio argomento, imparare cose nuove, approfondire, crescere, e anche leggere gli altri blog che trattano lo stesso argomento.

Idee:
non per ultime,occorrono le idee. Per scrivere cose nuove, occorrono idee nuove, nuovi argomenti, nuovi stimoli, nuove parole.

Esercizio:
tutto questo, insieme, va ripetuto costantemente, tutti i giorni, per anni.
Tutto questo, messo insieme, ogni giorno, mi fa sostenere che scrivere costa fatica. Fatica fisica e mentale, ma anche fatica di tempo e di spazio, fatica nel gestire le proprie necessità, fatica nel trovare stimoli sempre nuovi. Negli ultimi cinque anni ho scritto ogni giorno e più articoli al giorno,  mi sono esercitata, ho cercato di imparare più cose. Scrivere ogni giorno, più volte al giorno, per più anni: costa fatica.

Costa anche tanto di sé: per scrivere un post spesso ci vuole tecnica, ma ci vuole anche anima. Ci sono certi post in cui si deve scrivere piangendo. Ci sono certi post dove si deve imparare a parlare di emozioni.
Scrivere costa fatica anche emotiva.

Gli errori da evitare

Il blog abbandonato
Mi capita di scontrarmi con l’ottimismo e l’intraprendenza di molte persone, anche professionisti della scrittura, che aprono un blog e poi non lo aggiornano. Spesso si parte con troppe idee e con un calendario editoriale troppo fitto, oppure si parte senza un calendario editoriale preciso. La vita fa il resto, con i suoi impedimenti: passano i giorni, passano le settimane, a volte passano anche i mesi… e il blog langue. E più tempo intercorre tra un post e l’altro, più sentiamo il peso di aggiornare i contenuti, o di trovare il modo per ricominciare.
Per questo io dico che il blog va aggiornato tassativamente almeno una volta a settimana, per esercitarsi nella scrittura e avere un blog che possa diventare professionale.
Se un blog resta abbandonato, dobbiamo porci delle domande: va abbandonata questa idea? va rivista? il blog può essere integrato o assorbito? può essere dato in gestione a qualcuno?

I pezzi non consegnati
Se scrivere per se stessi costa tanta fatica, scrivere per altri costa una fatica doppia: nonostante il ritorno economico immediato, scrivere per altri è faticoso, difficile, impegnativo. Molti hanno il desiderio e l’esigenza di lavorare da casa: si rendono disponibili per fare gli articolisti perché pensano di poter gestire un lavoro autonomo, e poi non riescono a consegnare i pezzi. Lavorare da casa implica comunque un serrato e puntuale rispetto dei tempi di consegna: se con il nostro blog possiamo essere indulgenti, e ritardare la scrittura dei pezzi, con il lavoro degli altri non possiamo permetterci ritardi.
Ho vissuto questa situazione personalmente, da ambo i lati: io per prima ad un certo punto ho smesso di scrivere articoli per altri portali, perché non riuscivo a consegnarli in tempo; io per prima ho aspettato a lungo articoli che non sono mai arrivati, o che sono arrivati in modo incompleto: scritti in fretta, copiati integralmente, ecc…
Scrivere costa fatica, e scrivere per altre persone costa ancora di più: se desiderate fare questo lavoro e ne avete tutte le caratteristiche,  ritagliatevi sempre il giusto spazio e i giusti tempi, in modo da rispettare le scadenze concordate.

I blog copia/incolla
Per fare in fetta, e aggiornare il proprio blog con costanza, alcuni cedono al copia/incolla.
C’è chi crea dei blog di reviews segnalando correttamente le fonti e trattando correttamente le foto, e allora fa un ottimo servizio a tutta la sua Community: ma questo lavoro di review non è breve. Se fatto bene, porta via tantissimo tempo nel reperimento delle informazioni e nella creazione di link e collage: non è dunque un vero risparmio di tempo. Quando è fatto bene, è un lavoro vero e proprio.
C’è chi invece sceglie la scorciatoia e preferisce appropriarsi del materiale altrui apponendoci sopra la sua firma e fingendo di essere il proprietario di ciò che scrive: la casistica è talmente ampia che a tutti noi è capitato di far parte della schiera dei ‘copiati’ e di essersi arrabbiato almeno una volta nella vita rispetto a questa pratica scorretta. Poco male: di solito questi blog hanno vita breve, o comunque hanno problemi legali molto pesanti.

Tutto questo per ribadire il concetto: scrivere costa fatica. Possiamo trovare delle strategie per abbreviare il nostro lavoro e renderlo sempre più efficiente, ma non possiamo trovare grandi scorciatoie: per scrivere occorre tempo. A questo punto non resta che decidere a tavolino quanto tempo vogliamo dedicare alla nostra passione, e trovare il modo di utilizzarlo con costanza, indipendentemente da tutti gli ostacoli che si frappongono tra noi e il nostro lavoro.

Ogni tanto si commettono degli errori: prendiamone atto e impariamo a migliorare. Per il resto, meglio imparare a non sopravvalutare la nostra bravura. Molto meglio imparare a dedicare il giusto tempo alla scrittura degli articoli.

 

16 commenti su “Scrivere costa fatica”

  1. hai proprio ragione, in questo periodo sto facendo tanta fatica, e purtroppo anche io a causa di inconvenienti sto facendo aspettare qualcuno :D….però come dici tu ci vuole tempo per fare un bel post, in alcuni casi ci metto anche ore, se la descrizione richiede di essere dettagliata, poi devo cucinare, poi devo fotografare aggiustare le foto, insomma ci vuole davvero tempo, io invidio ad esempio Angela supermamma che è velocissima e non so come faccia a scrivere cosi tanto
    a Settembre Biagio andrà all’asilo 😀 e on vedo l’ora sai come cambierà ^^

  2. Io amo scrivere, mentre scrivo le parole escono da sole e il più delle volte le frasi funzionano al primo colpo.
    Da mia madre non ho ereditato né il fisico asciutto, né la capacità didattica, né quella artistica…ma la fluidità di scrittura almeno sì 😀
    Quello che mi costa fatica in termini di tempo ed energia è il reperimento delle fonti: mi perdo.
    Perché non posso scrivere di cose che mi fanno schifo (verrebbe ovviamente un disastro di articolo), ma scrivendo di quel che mi piace mi perdo…navigo…leggo libri…mi aggiorno e mi perdo! E poi devo correre per rispettare la scadenza.
    Tipo ora…vado 😉

  3. Barbara hai proprio ragione. Scrivere è un mestiere che io considero artigianale, dove bisogna saper affinare con l’esperienza e gli sbagli sia la creatività che le tecniche. Saper consegnare in tempo, rispettare le lunghezze, controllare le fonti, avere uno stile chiaro, è una cosa che si impara. E se da una parte imparare questo mestiere nelle redazioni può essere duro, impararlo da autonomi può esserlo ancora di più. E può essere duro soprattutto imparare a gestire le frustrazioni, i momenti no, le sconfitte. A farsi un po’ di autocoscienza ed essere i nostri migliori datori di lavoro 😉

  4. Che bello questo post…. e quanto e’ vero!
    A volte mi capita di avere un blocco emotivo… e allora scrivo post piu’ tecnici, che pero’ hanno un lavoro grosso dietro e lo stesso bisogno di coinvolgimento totale, altrimenti non rendono davvero, no. Scrivere e’ un impegno, un lavoro veramente, nel bene e nel male. Un impegno totalizzante.
    Un lavoro su se’ stessi prima di tutto!
    Altrimenti, e’ meglio non scrivere. Almeno pubblicamente.
    Un abbraccio e buona settimana!

  5. Bello veramente questo post! Io devo ancora studiare tanto, mi sa, perché non riesco a fare un calendario editoriale decente e perché sono più i post imprevisti che quelli pianificati!!! Grazie per tutto i consigli e gli spunti di riflessione che date, che a me servono tanto anche se non penso che il mio diventerà mai un lavoro!!!

  6. Certi post si scrivono piangendo: è proprio vero. Credo che per coltivare un blog (personale) interessante, o quantomeno onesto, ci voglia davvero una spinta profonda, un desiderio di condivisione che non è semplice esposizione dei fatti, ma proprio un regalare qualcosa di sè. E’ importante, io credo, potersi riconoscere sempre nelle proprie parole, che siano quelle lasciate sul blog o nel proprio quaderno degli appunti.
    Grazie per questa interessante riflessione e per tutte le altre che fanno di questo blog un documento prezioso.

    • A me succede spesso. Poi, probabilmente, io non sono tanto normale, ma mi succede 😛
      Ho deciso sin dal principio di mettermi a nudo: ad alcuni piace, ad alcuni no. Ma almeno sono io, con tutto il pacchetto.

      • Uhhhhhh! Se penso alle cose che ho raccontato sul blog quando ancora non era “conosciuto a chi mi conosce” mi chiedo se qualcuno abbia mai pensato di chiamare la neuro o meno 😀
        Comunque io piango e rido spessissimo mentre scrivo…o faccio anche i versi e dico robe tipo “Ohhhhhhhhhhh!” “Ma daiiiiiiiiiiiii” “Figooooooooooo”.
        Vabbuò…sento le sirene dell’ambulanza che arriva a pigliarmi…O_o

  7. E’ vero! ma in tutte le cose ci vuole impegno, preparazione,passione, dedizione e fatica. Questo permetterà di essere pronti quando capiterà l’occasione che aspettavamo o semplicemente un’occasione per mettersi in gioco e fare esperienza.

Lascia un commento