Come si distingue un blogger professionista

Cosa distingue un blogger da un blogger professionista? In che modo ci si dovrebbe relazionare con le aziende? Come segnalare e valorizzare le campagne promozionali?

Di questi e di molti altri temi si è parlato al MammaCheBlog che si è recentemente svolto a Milano il 19 e 20 Maggio 2017. Una due giorni densa soprattutto di workshop formativi e di conversazioni aperte tra addetti ai lavori per discutere di buone prassi da adottare quando il blogging è una vera e propria attività professionale.

Quello che segue è una raccolta di ciò che ho trovato più utile e interessante per i blogger professionisti (o che vogliono diventarlo).

Come lavorare in modo organizzato

Quando il blogging nasce come un’attività professionale o lo diventa nel tempo come succede spesso nel mommy blogging, è importante innanzitutto pianificare una strategia e mantenerla nel tempo.

Le cose da fare sono sempre tante e diversificate, non è sufficiente solo scrivere, bisogna anche curare i propri canali social, gestire le campagne sponsorizzate, scegliere le immagini, mantenere aggiornato il blog dal punto di vista tecnico e molte altre cose. Ecco perché è importante lavorare in modo organizzato e utilizzare gli strumenti che ci facilitano la vita.

La prima cosa da fare è un piano editoriale ben strutturato che copra tutte le sezioni del nostro sito. L’ideale è avere un piano annuale in cui segnare già gli argomenti stagionali (festività, eventi, stagioni…) e uno mensile in cui inserire nel dettaglio i titoli dei post che intendete pubblicare.
Lo strumento migliore è Google Calendar, è gratuito, mette a disposizione già i calendari delle festività e si collega con le altre applicazioni Google. In alternativa potete utilizzare un semplice file Excel inserendo in alto i giorni del calendario.

Oltre alla pubblicazione degli articoli editoriali, se siete un blogger professionista avrete anche le scadenze relative alle campagne sponsorizzate da ricordarvi, noi utilizziamo Trello che è un sistema semplice e molto personalizzabile diviso in board, liste e cards. In ogni card possiamo inserire una descrizione, una checklist, una data di scadenza e un’etichetta colorata.
Se non avete un team di persone la versione gratuita sarà sufficiente e potete scaricarvi anche la App sullo smartphone.
Su Trello potete inserire, oltre alla lista dedicata ai progetti anche altre liste organizzandole come vi è più congeniale e con un movimento del mouse potete spostare le cards da una lista all’altra.
Io per esempio ho sempre 3 liste attive “oggi”, “importanti” e “urgenti” in cui segnarmi tutto ciò che voglio tenere sott’occhio ma potete anche utilizzarlo per ricordarvi di fare le fatture se non avete un software di fatturazione automatica inserendo le liste “da fatturare” e “in attesa di pagamento”.
In alternativa a Trello Barbara Damiano di mammafelice.it nel suo workshop “Il manifesto della blogger professionista” ha suggerito l’utilizzo di Google Drive all’interno del quale creare un file per ciascuna campagna che state gestendo e in cui inserire tutti i dettagli e le scadenze da riportare poi anche all’interno di Google Calendar attivando anche delle notifiche che vi arrivano via mail.

Io all’interno di Calendar ho attivato anche la funzione di Agenda giornaliera che mi invia una mail alle 5 del mattino con il riepilogo di tutti gli impegni della giornata, è la prima cosa che guardo appena accendo lo smartphone.

Copiare ed essere copiati

Uno dei temi caldi in rete è il copyright: molti ancora credono che il web sia l’equivalente del Far West, una terra di nessuno dove tutto è possibile ma la verità è ben diversa: regole e leggi sono in vigore anche online e devono essere rispettati se non vogliamo trovarci nei guai.

Se trovo un testo che mi piace e voglio citarlo, magari commentandolo, non solo è possibile ma è consigliabile, fa parte dello spirito originario dei link, i collegamenti appunto che stanno alla base della “ragnatela”.

L’importante è che venga citata la fonte (con link!) e che la citazione non renda inutile la lettura del testo originale (deve essere una cosiddetta “corta citazione”, e non una copia integrale dell’articolo).

C’è anche un altro modo lecito per copiare: chiedere il permesso! Per esempio nel caso di un articolo in lingua straniera e che ci è piaciuto e che vorremmo pubblicare sul nostro blog, possiamo scrivere all’autore chiedendo esplicitamente l’autorizzazione per poterlo tradurre e pubblicare.

Quando invece veniamo copiati come dobbiamo comportarci? La prima cosa da fare è scrivere e chiedere che venga rimosso il testo oppure che sia abbreviato e linkato con la fonte originale. Se questo avvertimento non sortisce alcun effetto allora possiamo passare alle maniere un po’ più rudi.

A onor del vero Silvia Tropea di genitoricrescono.com, blogger e avvocato, ha avvertito che difficilmente ci sono le condizioni perché i costi di un’azione legale siano poi coperti anche in caso di vittoria, ma a volte è sufficiente una mail scritta in maniera chiara e assertiva per ottenere il risultato (magari dalla mail ufficiolegale@nomevostrodominio.it!).

Il blogger e le aziende

Le aziende sono il veicolo principale attraverso cui i blogger possono monetizzare i contenuti che offrono gratuitamente ai loro lettori.
E sempre di più la sponsorizzazione si è spostata dal semplice banner a forme di pubblicità più efficaci che inseriscono il contenuto promozionale all’interno dei contenuti editoriali. Si parla molto infatti di Native advertising ovvero un contenuto che si modella perfettamente con il linguaggio e il tono propri del blog e che promuove un prodotto o servizio.

Non si tratta di pubblicità occulta se il contenuto è opportunamente segnalato come sponsorizzato. A volte i contenuti sponsorizzati non sono apprezzati dagli utenti ed è proprio la professionalità del blogger a fare la differenza poichè conoscendo i suoi lettori può scegliere le campagne e le modalità giuste, segnalando  correttamente la sponsorizzazione e continuando a metterci il cuore e la testa come in tutti gli altri contenuti.

Spesso le aziende richiedono anche la presenza ad eventi costruiti appositamente per le blogger o pubblici in cui si è chiamati a utilizzare i propri canali social per promuovere l’evento stesso e il brand. Anche durante gli eventi la professionalità si può notare da molte cose, dalle più banali (come arrivare con lo smartphone carico!) a quelle che arrivano con l’esperienza, come il fatto di raccogliere più informazioni possibili sul brand per arrivare preparati.

Tutto ciò che ho scritto si riassume in una frase:

se sei un blogger professionista non stai solo facendo un lavoro, stai gestendo una vera e propria attività imprenditoriale che richiede tempo, esperienza, strategia, investimenti e molta formazione continua.


Guest post scritto da Barbara Lamhita Motolese di genitorichannel.it
Dal 2001 lavora nel campo del web prima come Web developer e responsabile dei servizi web di diverse aziende poi come freelance e infine fonda Ta-Daaa! Srl nel 2010 e Lallafly Srl nel 2015 attraverso cui gestisce progetti editoriali e di marketing dedicati ai genitori tra cui il web magazine GenitoriChannel.it e la piattaforma che vende per-corsi online Lallafly.com

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