L’Italia non è la Silicon Valley

In Italia è  impossibile riuscire ad emulare gli americani in campo web: semplicemente il nostro sistema fiscale, economico, legale, non permette alle startup di sfondare come negli Stati Uniti.
Faccio una metafora, presa in prestito da Paul Graham: gli Stati Uniti, e in particolare la Silicon Valley, sono attualmente per la tecnologia e la possibilità di sviluppo economico quello che era la Firenze rinascimentale del 1500 per l’arte.
Non è pensabile che incredibilmente tutti i Michelangelo, Leonardo da Vinci, Botticelli, Brunelleschi, si siano trovati casualmente a Firenze intorno al 1500: la verità è che semplicemente quella era la città giusta al momento giusto, con sovrani illuminati, condizioni economiche artistiche e sociali perfette (almeno per l’arte). Di certo sono nati artisti potenzialmente bravi come loro anche in Ghana, Messico, Nepal o chissà dove, ma in quei posti non c’erano le condizioni di base, l’humus che invece c’era a Firenze con i Medici.

Fattore umano

Spesso quando si pensa di aprire un blog si pianificano moltissimi aspetti:

  • quelli economici: i costi diretti, e quelli indiretti dovuti a mancati guadagni nel periodo di startup;
  • quelli tecnici: ovvero dominio, hosting, manutenzione e assistenza, SEO;
  • quelli commerciali: contratti,pubblicità, finanziamenti e angel investors;
  • quelli editoriali: contenuti, organizzazione, piani editoriale;

E di tutto questo abbiamo parlato e approfondiremo sicuramente con il tempo.

L’aspetto che si considera meno è il fattore umano: questo errore è comune nella pianificazione di tutte le attività di tipo imprenditoriale.

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Il Blog-Curriculum

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Tempo fa abbiamo individuato 7 modi (+1) di guadagnare con Internet, e tra questi avevamo elencato il Blog-Curriculum:

Monetizzazione dalla Rete all’Offline, con la creazione di un Blog-Curriculum.

Un commento di ITmom sull’articolo Guadagnare con il blog, ha riportato l’attenzione su questo modo di pensare alla Rete, e al proprio blog:

Il blog mi serve ad aprire varie porte, mi obbliga allo studio continuo, e diventa il biglietto da visita oltre che creare i contatti che poi diventano lavoro.

Ecco un esempio concreto delle infinite possibilità che la Rete ci offre: non dobbiamo pensare che si possa lavorare in Rete con la sola presenza banner, ma possiamo allargare i nostri orizzonti con varie attività lavorative, che spesso sono ancora da inventare.

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Guadagnare con un blog

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Guadagnare con un blog NON è un’illusione: è una condizione possibile. Complicata, ma possibile. Una soluzione faticosa che in Italia non vi renderà ricchi, ma potrebbe permettervi di mantenere la vostra famiglia con un reddito dignitoso. Una soluzione per pochi, come diciamo sempre. Per coloro che si sentono imprenditori del web, e non semplici fruitori.

Sono dunque totalmente in disaccordo con il post del Tagliaerbe sulle illusioni dei blogger, e desidero spiegare perché guadagnare con un blog non è un’illusione.

La dura realtà è che di Darren Rowse, John Chow e Shoemoney, in Italia, non ce ne sono (e non farmi anche tu l’esempio di Robin Good o di ISayBlog, per carità!), mentre esiste un esercito di blogger nostrani che riesce a malapena a pagarsi benzina, cinema e pizza… ovviamente scrivendo post su come scaricare video da YouTube o sugli ultimi server di Emule, ed evitando con cura di dichiarare al fisco l’assegno AdSense ricevuto mensilmente.

Il nodo della questione, a mio parere, è proprio questo: un esercito di blogger nostrani che scrive post su come scaricare video da Youtube, e che lavora in nero.

Condizioni essenziali per diventare blogger di professione, e dunque monetizzare la propria attività di scrittura in Rete, come abbiamo sempre sostenuto, sono:
– emersione dal lavoro nero;
– capacità professionali che si è in grado di spendere sia offline che online.

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Da prodotto omaggio, a lavoro retribuito

retribuzione omaggi sui blog

Abbiamo parlato di come gestire al meglio, soprattutto con trasparenza verso i lettori, tutti i prodotti omaggio che riceviamo tramite collaborazioni attivate con il nostro blog.
Ma quando vogliamo diventare blogger di professione, e quindi iniziare ad essere retribuite per i nostri articoli, come facciamo a trasformare un omaggio in una retribuzione?

Come e quando posso essere remunerata per le mie recensioni o per i test dei prodotti omaggio?Può una email commerciale essere sfruttata a mio favore per ottenere un maggiore riconoscimento del mio lavoro?

Naturalmente sì, è possibile: un’email commerciale, o un redazionale, o un comunicato stampa seguito da preghiera di diffusione… tutti questi contatti possono trasformarsi in collaborazioni proficue anche dal punto di vista lavorativo ed economico.

Partiamo da un presupposto: le agenzie fanno il loro lavoro. Forse a volte esagerano con email un po’ troppo invasive (visto che non sono richieste) e anche con proposte un po’ offensive dal punto di vista professionale, ma non fanno altro che diffondere dei comunicati stampa. Nessuno vi obbliga a pubblicare sul vostro blog ciò che non volete pubblicare.

Detto questo, io sono tra quelli che pensano che in Rete abbiamo anche un dovere di formazione verso chi è ancora inesperto della Rete. Per questo motivo io mi impegno a rispondere a (quasi) tutte le email promozionali, raccontando quello che faccio, e offrendo delle collaborazioni professionali: penso che non sia mai tempo sprecato utilizzare un contatto per proporsi in modo professionale, anche in modo un po’ sfacciato. Del resto, come dico sempre: chi di spam ferisce…

Ecco perché ritengo che anche l’invio di un prodotto omaggio possa diventare un’ottima occasione per attivare delle collaborazioni retribuite. Certe volte basta chiedere!
Molti sponsor che pubblicizzano i propri prodotti con il sistema degli omaggi (soprattutto nel food), retribuiscono con regolarità le blogger che ne fanno richiesta: ne ho esperienza diretta con delle clienti a cui ho consigliato di rispondere in modo professionale alle email, inviando delle vere offerte in risposta a queste richieste. E ha funzionato, anche con discreti ritorni economici!

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Gestione dei prodotti omaggio sui blog

test-prodotti-omaggio

Uno dei punti forti di un blogger professionista è saper trasformare un’email commerciale (o anche vagamente di spam), in un lavoro. Quante email ricevete ogni giorno con la richiesta di testare, recensire, promuovere, regalare o annunciare prodotti omaggio?

C’è qualcosa di male? Ovviamente NO! Come detto più volte su Mommit, durante la stesura del Primo Codice Italiano delle Buone Pratiche dei Blogger, nessuno ha mai ravvisato un dolo nell’accettare e recensire prodotti omaggio. Con alcune precisazioni di fondo…

Partiamo da alcuni presupposti:
1) ricevere omaggi può essere utile e comodo;
2) lo sponsor ne ottiene una pubblicità a costo contenuto;
3) sul nostro blog ci sentiamo liberi di recensire o evidenziare i nostri marchi preferiti;
4) i lettori hanno diritto di conoscere la natura delle nostre collaborazioni o opinioni (opinioni personali, collaborazioni retribuite, omaggi?…).

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Prima di aprire un blog

Se si vuole aprire un blog professionale, bisogna trattarlo con professionalità. Ovvero bisogna avere un piano: farsi un’idea della fattibilità, avere un budget e del tempo a disposizione, fare un piano delle spese e dei possibili guadagni e metodi di guadagno, dedicare del tempo al benchmarking, fare una analisi del rischio.

Al mondo non esiste nulla che possa essere fatto senza la dovuta capacità e preparazione, senza investimenti (di tempo e/o soldi) e senza impegno.

Se sperate che aprire un blog (ma anche  qualunque altra attività) senza alcuna pianificazione possa attirare magicamente visitatori e guadagni, allora conviene che dedichiate tempo e soldi al divertimento oppure a comprare qualche gratta evinci: ci sono maggiori possibilità di successo 🙂

In ufficio Barbara ha appeso una frase di Picasso che è il nostro motto: “L’ispirazione esiste, ma deve trovarti al lavoro”. La frase può essere adattata anche ad altri concetti, quali per esempio la fortuna: che esiste, ma se non sei preparato ad accettarla, è come non averne.

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Evoluzione di un blog

Domanda che mi è stata spesso rivolta, essendo io anche mamma, e avendo anche un’attività da portare avanti: come organizzi la tua giornata? Come si svolge la giornata di una persona che lavora sul web, e più precisamente come blogger?

Facciamo il punto, ma partiamo dalle origini. In questi 4 anni non ho avuto un’unica organizzazione. Ho dovuto modificare la mia routine lavorativa in base alle esigenze della mia famiglia, e in particolar modo di mia figlia; la scelta di lavorare da casa, infatti, è partita dal mio desiderio di potermi dedicare a lei almeno nei suoi primi 2 anni di vita.

Quando ero incinta, ed ero costretta a letto, ho tendenzialmente studiato, frequentato forum di maternità e posto le basi per iniziare la mia attività: in particolare, oggi, alla luce di quanto avvenuto, posso dire di aver lavorato sul mio ‘personal brand’, anche se allora non ne avevo idea. Ho infatti aperto Mammafelice come conseguenza di una Rete di amicizie virtuali che erano già consolidate, e che mi hanno dunque seguita volentieri in questa impresa, che ancora non potevo sapere dove mi avrebbe portata.

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