Come si distingue un blogger professionista

Cosa distingue un blogger da un blogger professionista? In che modo ci si dovrebbe relazionare con le aziende? Come segnalare e valorizzare le campagne promozionali?

Di questi e di molti altri temi si è parlato al MammaCheBlog che si è recentemente svolto a Milano il 19 e 20 Maggio 2017. Una due giorni densa soprattutto di workshop formativi e di conversazioni aperte tra addetti ai lavori per discutere di buone prassi da adottare quando il blogging è una vera e propria attività professionale.

Quello che segue è una raccolta di ciò che ho trovato più utile e interessante per i blogger professionisti (o che vogliono diventarlo).

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La marca da bollo nelle fatture

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Ci sono regimi fiscali agevolati (o particolari situazioni in regimi ordinari) che permettono di emettere fatture senza addebitare l’IVA. Bisogna però sapere che la legge italiana prevede che nelle fatture senza IVA sia apposta una marca da bollo (incredibilmente alcuni commercialisti non lo segnalano ai clienti). In questo breve articolo chiarirò i dubbi relativi alla famigerata marca da bollo, e i modi migliori di gestire quest’incombenza dal sapore medievale.

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Scrivere costa fatica

professione blogger: scrivere costa fatica

Questo articolo racconta la differenza tra entusiasmo e fatica. A differenza dei miei soliti post, oggi non voglio infondere ottimismo o dare la carica: voglio piuttosto mettere l’accento sulla fatica, sulla frustrazione, su ciò che ci impedisce di crescere. Sulle difficoltà del blogger che intende avviare una professione online tramite il suo blog.

Non conto più le email o le telefonate di chi si sente entusiasta della sua idea e, giustamente, vuole realizzarla.
– Ho avuto questa bellissima idea! Adesso che faccio? Quanto costa? Mi dici come realizzarla? Mi dai un consiglio?

Tra le domande che spesso mi vengono poste, manca sempre quella fondamentale, che dovrebbe essere rivolta a se stessi: quanto tempo posso dedicare alla mia passione?

Nella maggior parte dei casi, ahimè, si inizia con molto entusiasmo, magari riempiendo il blog di rubriche e categorie, o addirittura aprendo più di un blog a seconda degli argomenti da trattare.
Poi ci si scontra con la realtà: scrivere costa fatica.

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L’importanza dei no

professione blogger: importante rifiutare lavori sottopagati

Come diciamo sempre, non esistono veri segreti per lavorare sul web, o per fare i blogger: esistono competenze, idee, buona volontà, lavoro duro.
Esiste un modo di essere intraprendenti, o di investire in progetti innovativi, o credere in visioni del futuro che ancora non sono state pensate. Esiste un modo di investire su se stessi, sulle proprie idee e competenze. Si chiama: fare i liberi professionisti.

Ma, più di tutto, esiste un modo di vincere e di perdere, e questo si applica nel lavoro come nella vita.

Chi è libero professionista è maggiormente esposto a questo rischio: vincere e perdere diventa una lotta quotidiana.
L’ottimismo è la caratteristica essenziale per voltare pagina ogni sera, fare un bilancio della giornata e non scoraggiarsi mai.

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Il Blogger e le vacanze di Natale

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Tre condizioni determinano alti e pericolosi livelli di stress pre natalizio: bambini + vacanze di Natale + blog.

Se durante l’anno scolastico si trova il tempo di aggiornare il proprio blog quasi con regolarità, durante le temute vacanze natalizie si determina una fase di stallo. Impossibile rubare ore di sonno: le feste ci stremano. Impossibile sottrarsi ai parenti: dovremmo pagarne le conseguenze fino al prossimo anno.

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La giornata tipo di un blogger

orario di lavoro blogger professione

Organizzazione, timing serratissimo e divisione dei giorni in progetti: questa è la mia giornata lavorativa come blogger, e anche come piccola ‘imprenditrice’ (?), visto che noialtri, oltre a essere blogger, facciamo anche sviluppo web.

Ma come si svolge la giornata tipica della blogger professionista? Come si svolgeva la mia giornata quando ero solo una blogger?

Innanzi tutto, una premessa: il blogger professionista lavora più ore di un dipendente. La mia media di ore lavorate era di circa 70 ore settimanali, festivi compresi. Tutte ore che vengono tolte al riposo: se intraprenderete questa professione, forse vi abituerete a dormire al massimo 5-6 ore per notte.

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Come farsi venire le idee

Questo post vincera il premio per “il titolo più pretenzioso dell’anno” 🙂

Però posso dire che parlo con cognizione di causa: io e Barbara siamo due grafomani, il ticchettio della tastiera ci accompagna da quando stiamo insieme e ci accompagnava anche prima, e prima ancora era la penna che scorreva sul foglio. E anche se ora non sappiamo più scrivere a mano, abbiamo migliaia di pagine scritte a partire dalla nostra adolescenza, e migliaia di file sui nostri pc.

Certo scrivere per se stessi può essere diverso dallo scrivere per altri, e scrivere romanzi o racconti o poesie può essere diverso dallo scrivere articoli tecnici o post su lavoretti o trucchi per programmatori. Ma alla base di tutto c’è sempre un ingrediente fondamentale: le idee.

Bisogna essere dei vulcani per generarle continuamente, ma bisogna anche saper tenere accese le piccole scintille per farle diventare brace e poi fuoco: le idee nascono continuamente nella mente di ognuno, solo che qualcuno le sa riconoscere e conservare, altri se le fanno sfuggire e credono di non averne.

Quindi in realtà non insegnerò a farsi venire le idee, perchè non è possibile, ma posso spiegare come fare a riconoscere, conservare e far crescere le idee sino a farle diventare qualcosa di interessante, utile e comunicabile, ovvero nel nostro caso un post.

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Come organizzare il blog

La mancanza di organizzazione dei contenuti è uno dei principali difetti dei blog che non riescono a decollare: in questo articolo spiegherò perchè è importante che i contenuti siano organizzati, e come fare per organizzarli al meglio.

Come sempre non parlo di blog personali, intimi e non professionali, che in quanto creazioni artistiche e svincolate da qualunque regola, non hanno neanche bisogno di leggere ReteLab, se non per curiosità. Questo articolo, come la maggior parte degli articoli di ReteLab.it, è rivolto a chi vuole che il proprio blog diventi un’attività professionale.

Per far aumentare le visite bisogna fare in modo che motori di ricerca possano trovare e indicizzare i nostri articoli, quindi bisogna scrivere bene cose interessanti. E soprattutto è necessario che le informazioni che offriamo siano strutturate e organizzate, in modo che chi ci trova grazie ai motori di ricerca possa capire chi siamo, di che cosa parliamo, possa decidere se gli interessiamo o no, e possa metterci tra i suoi bookmarks.

Ecco quindi alcuni suggerimenti su come organizzare i contenuti di un blog.

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Programmare un articolo con WordPress

Lo sapevi che con WordPress puoi programmare i tuoi articoli per pubblicarli anche a distanza di tempo? WordPress ti permette di ‘schedulare‘ i tuoi post in modo che vengano pubblicati nel giorno e all’ora che vuoi.

Per esempio sai che ti prenderai qualche giorno di vacanza, ma non vuoi rinunciare ad aggiornare il tuo blog? Oppure per un po’ di giorni hai del tempo libero ma sai che dopo sarai troppo impegnata per scrivere post?

La soluzione è semplice: scrivi i tuoi articoli tempo prima, e programmane l’uscita per quando sei assente. In questo modo potrai collegarti per rispondere ai commenti, ma non dovrai lavorare in vacanza o di notte 🙂

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Evoluzione di un blog

Domanda che mi è stata spesso rivolta, essendo io anche mamma, e avendo anche un’attività da portare avanti: come organizzi la tua giornata? Come si svolge la giornata di una persona che lavora sul web, e più precisamente come blogger?

Facciamo il punto, ma partiamo dalle origini. In questi 4 anni non ho avuto un’unica organizzazione. Ho dovuto modificare la mia routine lavorativa in base alle esigenze della mia famiglia, e in particolar modo di mia figlia; la scelta di lavorare da casa, infatti, è partita dal mio desiderio di potermi dedicare a lei almeno nei suoi primi 2 anni di vita.

Quando ero incinta, ed ero costretta a letto, ho tendenzialmente studiato, frequentato forum di maternità e posto le basi per iniziare la mia attività: in particolare, oggi, alla luce di quanto avvenuto, posso dire di aver lavorato sul mio ‘personal brand’, anche se allora non ne avevo idea. Ho infatti aperto Mammafelice come conseguenza di una Rete di amicizie virtuali che erano già consolidate, e che mi hanno dunque seguita volentieri in questa impresa, che ancora non potevo sapere dove mi avrebbe portata.

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